Condotta sottomarina, il comitato regionale di VIA ci ripensa: il progetto è sostenibile, con qualche accortezza

Ambiente / Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 3 giugno 2016

Condotta sottomarina, il comitato regionale di VIA ci ripensa: il progetto è sostenibile, con qualche accortezza

Il NO diventa un SI: nessun pesante impatto ambientale

Il comitato tecnico regionale di VIA dice di non aver cambiato idea sulla condotta sottomarina di Torre Calderina. Eppure, ad appena quattro mesi dalla sonora bocciatura del progetto (LINK ALL’ARTICOLO), ha detto si agli stessi incartamenti, ritendendo la condotta “compatibile sotto il profilo ambientale”.

Il parere di maggio 2016

Il parere di maggio 2016

Nessun passo indietro, solo una postilla in calce al testo, dopo una serie di “ulteriori analisi” del progetto,  che rimedierebbe a tutto.

La cura proposta dai 25 esperti della Regione Puglia per migliorarne la compatibilità del progetto AQP con l’ipotesi di area marina protetta (SIC mare Poseidoneto San Vito) è fatta di pochi elementi.

Il primo è un controsenso: il comitato chiede la riduzione dei carichi inquinanti che raggiungono il mare (che oggi ammontano a 60.000 tonnellate al giorno), per poi spiegare che già nel progetto «risultano essere esistenti e in via di ultimazione le opere di connessione al sito dell’opera di scarico, impianti a servizio degli agglomerati di Ruvo-Terlizzi, Molfetta e Bisceglie».

Il secondo elemento ha invece consistenza relativa: si chiede lo sversamento in altri tratti della costa dei reflui restanti (quelli di Corato), ma, in caso non vi fossero alternative, se ne rimanda solo l’allacciamento alla condotta, previa valutazione a posteriori «della compatibilità ambientale dell’opera effettuata attraverso un’apposita attività di monitoraggio sulla base di un Piano di Monitoraggio e Controllo definito di concerto con l’Autorità Regionale».

Così facendo e con i giusti dimensionamenti delle condotte, a parere della commissione, non vi sarebbero «effetti distruttivi sul poseidoneto della condotta, che risulterebbe potenzialmente compatibile con l’alterazione locale delle componenti naturali protette nelle acque marine».

Quella che 100 giorni prima era stata valutata comune una soluzione che “non risolve adeguatamente i rischi connessi ad eventuali perdite che si possono verificare lungo il transito nella condotta”, “non è migliorativa dell’esistente” e “non dimostra la sostenibilità  degli sversamenti dei carichi inquinanti nel corpo idrico ricettore” (in basso l’estratto), oggi è una proposta sostenibile.

Il parere di febbraio 2016

Il parere di febbraio 2016

In 25 tra esperti in gestione delle acque, in igiene ed epidemiologia ambientale, ingegneri, architetti, paesaggisti, studiosi di scienze marine ed ambientali e pubblici funzionari, si erano sbagliati.

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Ambiente / Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 3 giugno 2016