Compagnia dei Teatranti: con “Mastro Agostino” il Politeama plaude alla VII edizione di Scene in Comune

Cultura // Scritto da Elisabetta De Mango // 13 dicembre 2014

Compagnia dei Teatranti: con “Mastro Agostino” il Politeama plaude alla VII edizione di Scene in Comune


Penultimo appuntamento ieri, venerdì 12 dicembre, presso il Teatro Politeama di Bisceglie, con la settima rassegna di teatro amatoriale e degustazione di prodotti tipici promossa dalla Compagnia dei teatranti. “Scene in Comune” chiude con il botto: sono i promotori della rassegna a salire sul palco e regalare con il nuovo spettacolo sane risate e godimento estetico.

In scena “La farsa di Mastro Agostino”, che verrà ripetuta anche domenica 14 dicembre, alle ore 17.30.

mastro 4Rifacimento libero del capolavoro del teatro comico del secolo XV “La Farce de Maitre Pathelin”, tradotto da Marco Pilone, la farsa comico-musicale della compagnia biscegliese ripropone struttura e trama tipiche del genere. La presenza di personaggi e situazioni stravaganti e fantasiose lascia spazio alla realtà e credibilità tanto da far apparire il tutto verosimile. La trama è incentrata su un inganno, quello che escogita Mastro Agostino, interpretato dal regista della compagnia Enzo Matichecchia, ai danni del mercante Mastro Venanzio, interpretato da Enzo Ciani. Per risollevare l’ormai precaria condizione economica, l’avvocato squattrinato non paga la stoffa comprata dal mercante e si finge malato quando quest’ultimo si reca a casa sua per farsi risarcire. A sorreggerlo in questa sceneggiata le due scaltre donne di casa: la suocera Donna Eleonora (Elida Musci) e la figlia Matilde (Maria Grazia Baldini) fidanzata con il macellaio Uguccione (Giuseppe Sasso). In preda alla collera, il mercante gabbato torna a casa e incalza sull’ immancabile figura della serva di casa e guardiana delle pecore: Incoronata (Lella Mastrapasqua, presidente della compagnia). Citata in giudizio con l’accusa di aver causato la morte di capi di bestiame del suo padrone, Incoronata viene difesa proprio dallo stesso avvocato Mastro Agostino che le suggerisce di rispondere con un “Bee” ad ogni domanda che le viene rivolta dal giudice Schiavoni (Michele Schiavone).

mastro 6Il processo si trasforma in un momento di genuina comicità e tra belati, fraintendimenti e assurde richieste di risarcimento, il giudice prende l’unica soluzione opportuna: quella di mandare tutti a casa. Il successo della farsa è dipeso non solo dalla bravura degli attori e del regista Enzo Matichecchia, ma anche dall’organizzazione ben strutturata dell’intreccio e da un riuscito gioco linguistico: il dialogo brillante viene esaltato dall’uso di diverse inflessioni dialettali delle regioni italiane, presenti, nella stesura originale, nella forma dei dialetti delle regioni francesi. La farsa, divisa in due atti, si avvale dell’accompagnamento musicale, rigorosamente dal vivo, dell’orchestra dei Legni Pregiati, composta da Claudia Lops, Giacomo Piepoli, Marta Binetti e Paolo Minafra.

La Compagnia Dei Teatranti nell’intento di aprire al pubblico una finestra sul passato, con l’ausilio di abiti e sceneggiature di evidente richiamo medioevale, è riuscita a far emergere le ataviche radici di una condizione spaventosamente attuale: quella dell’inganno e della presunzione, propria dell’essere umano. Ogni personaggio si crede più furbo e scaltro dell’altro, tanto da innescare una catena di biechi tentativi di raggiri che viene spezzata da un insolito finale, su cui il pubblico non può far altro che riflettere. Tra primo e secondo atto della farsa gli spettatori sono stati intrattenuti con degustazioni di prodotti tipici, messi a disposizione dalle aziende Pugliese e Mastrototaro.




Cultura // Scritto da Elisabetta De Mango // 13 dicembre 2014