COMILVA: «NON VACCINIAMO I NOSTRI FIGLI PERCHE’ SIAMO GENITORI CONSAPEVOLI»

Attualità / Sociale // Scritto da Serena Ferrara // 4 marzo 2014

COMILVA: «NON VACCINIAMO I NOSTRI FIGLI PERCHE’ SIAMO GENITORI CONSAPEVOLI»


Neonato

Neonato

Il Comilva,  Coordinamento del Movimento Italiano per la Libertà di Vaccinazione, non è un’associazione come le altre.

Perché composta da genitori “obiettori di coscienza” che scelgono di non vaccinare i propri figli pur sapendo di incorrere in sanzioni. E, tanto spesso, anche di farsi una cattiva reputazione e di essere emarginati da chi considera le vaccinazioni una forma di “rispetto” del prossimo.

Capita spesso che i genitori associati al CoMILVA vengano emarginati e tacciati di trascuratezza dai servizi sociali. E la storia si sta ripetendo anche a Bisceglie.

«In questi giorni – racconta Massimo Valente, del CoMILVA Puglia – alcuni genitori di Bisceglie della nostra associazione Comilva Puglia (cercateci su facebook) sono stati convocati dalle assistenti sociali per verificare se i loro figli sono in stato di abbandono per il solo fatto che hanno deciso di non vaccinarli.  Le assistenti  hanno dovuto constatare invece che non solo i bimbi stanno bene e si ammalano statisticamente molto meno dei bambini vaccinati, ma che i genitori avendo cura di loro hanno deciso di sospendere le vaccinazioni finché non verrà garantita l’innocuità della quantità industriale che viene proposta ai loro figli (almeno 25 dosi solo nei primi 18 mesi)».

Gli associati al movimento, a livello locale, continuano a crescere. Perché, come spiega Valente, a parlare sono i fatti: «Come non si può non essere preoccupati se lo stato, come accaduto anche a Bisceglie in due casi, viene condannato a risarcire vita natural durante due nostri piccoli concittadini perché il tribunale ha verificato la relazione diretta tra i vaccini pediatrici e l’autismo di cui sono vittima? Come non si può non essere perplessi conoscendo le decine di cause in corso solo sull’autismo sempre sul nostro territorio? Come non si può essere spaventati delle centinaia di reazioni avverse di vario tipo (per esempio: febbre alta, reazioni cutanee, orticaria, eruzioni cutanee, urla, pianto inconsolabile, broncheoliti, asma bronchiale, sonnolenza eccessiva, convulsioni, cambi di comportamento, regressione mentale e fisica) segnalate da tutti i genitori che ci contattano? Come non si può essere terrorizzati dalle migliaia di storie che il Comilva nazionale ( www.comilva.org) e le decine di Associazioni che si occupano di proteggere i nostri bambini, raccolgono in tutta Italia?»

Ecco quindi la spiegazione : «Chiunque è preso da questo dubbio e si vuole informare trova talmente tanta di quella informazione (siti internet sempre più ricchi, decine di libri, conferenze in tutta Italia ogni settimana, testimonianze di vario genere) che dopo poco non ha dubbi ma solo certezze».

«Tutti questi genitori  – precisa Valente a scanso di equivoci –  che si occupano delle associazioni non percepiscono stipendio per fare questa attività e spesso sono genitori che hanno avuto un figlio danneggiato dai vaccini o un loro parente o il figlio di un amico.

Soprattutto i genitori colpiti direttamente che vivono il senso di colpa di aver portato con le loro mani i loro figli in questo tunnel senza ritorno sono i primi che avrebbero preferito alla situazione in cui si trovano di essere chiamati dai servizi sociali.

Ciononostante noi siamo sempre disposti a rivedere le nostre posizioni e invitiamo chi la pensa diversamente a un confronto pubblico in cui qualcuno ci rassicuri sulla efficacia delle vaccinazioni pediatriche e risponda alle decine di quesiti che poniamo da anni. Nell’attesa di questa giornata storica consigliamo a tutti i genitori di stare attenti e di informarsi perché solo l’informazione rende liberi di scegliere».

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Attualità / Sociale // Scritto da Serena Ferrara // 4 marzo 2014