PSICOLANDO | Come è possibile evitare la tristezza del Natale in tempo?

Psicolando / Rubriche // Scritto da Dott.ssa Donata Gramegna // 14 dicembre 2015

PSICOLANDO | Come è possibile evitare la tristezza del Natale in tempo?


DOTT.SSA DONATA GRAMEGNA – PSICOLOGA E PSICOTERAPEUTA
Info: 3926632639 – donatellagramegna@gmail.com

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 “Adesso arriva il Natale, tutte quelle cene, gli incontri, i regali, la dieta che salta, la gente che sorride, chi ti fa gli auguri anche se negli altri giorni dell’anno non ti ha mai salutato, gli ambienti riscaldatissimi, le maglie aderenti e piene di luccichii, nastrini e paillettes, la mia amica che metterà in evidenza il suo ultimo diamante regalato dal marito…mmmmh che brutta cosa il Natale!”

Ebbene sì! Non per tutti le feste natalizie sono sinonimo di felicità, c’è chi spera che già finiscano prima ancora di incominciare.

Perché il Natale porta tristezza?

Cos’è la malinconia del Natale?

Cosa succede a Natale nella mente di alcune persone?

Vediamolo insieme:

La spensieratezza è un ricordo

Siamo cresciuti e quella spensieratezza del Natale è ormai un ricordo dimenticato, in cui il solo fatto di non andare a scuola era già una festa, si poteva uscire spesso, si poteva crogiolare sotto il piumone, poltrire davanti alla televisione a vedere tutti quei films natalizi che volevamo.

La mente ha molte sollecitazioni

Tutti i canali sensoriali sono attivati: i profumi, le luci, la temperatura, l’abbigliamento, i sapori, i colori, gli abbracci, i sorrisi, è questo che fa rievocare ricordi. Se si sono vissuti Natali tristi nella propria vita e ancora di più nella nostra infanzia, questi affiorano nella nostra memoria anche inconsapevolmente. Generando, una strana sensazione sotterranea di tristezza. La casa delle nonne, i giochi con i cugini, gli amichetti nuovi, le tradizioni dei dolci casalinghi, i bambini che giocano, fanno venire, sù dal profondo, la malinconia dei tempi andati e anche la nostalgia di alcune persone care che abbiamo perso nel tempo.

La propria condizione psicologica

La festività diventa un nemico che ti obbliga a ricordare la tua condizione psicologica. Se si vive da single o se si è vissuto da poco un abbandono affettivo, una separazione coniugale, o dover gestire con l’ex coniuge lo stare con i figli durante le festività, si vive ancora con più drammaticità la propria solitudine.

La disillusione

Per tutte quelle persone che si aspettavano tantissimo dai loro legami affettivi e dalla loro vita, il Natale di per sé sottolinea loro ciò che è mancato e continua a mancare.

Il confronto

I quadretti delle famiglie felici rappresentati negli spot pubblicitari sedute armoniosamente intorno ad una tavola, apparecchiata in modo altrettanto impeccabile e ricreati nei centri commerciali e nelle vetrine, possono farci sentire inadeguati e insoddisfatti.

Gli incontri forzati

Gli incontri con tutti i parenti, amici e conoscenti, anche se non li si considera per tutto l’anno.

Il bilancio

 Si fa il bilancio su tutto, sull’intero anno e anche sull’intera vita vissuta fino ad ora. Fanno sorgere rimpianti e rimorsi, pentimenti, autocommiserazioni, lamentele costanti, frustrazioni…

In America, hanno denominato questo disagio diffuso di tristezza mista ad ansia che compare durante le festività del Natale, “Christmas Blues” cioè Tristezza di Natale. Si tratta di una forma di depressione che dura da pochi giorni a qualche settimana e tende a scomparire al termine delle festività, quando si torna ai ritmi regolari quotidiani.

Come è possibile evitare la tristezza del Natale in tempo?

Abbassate le aspettative: non illudetevi di atti, cose, realtà che si possono verificare nelle vostre feste natalizie e che possano quasi per magia far scomparire per incanto i problemi che vi stanno accompagnando in questo periodo della vostra vita. L’illusione porta sempre alla disillusione. Anzi, prendete atto di ciò che non vi piace e non vi soddisfa e fate un piano di azione per cambiarlo.

Organizzatevi: non aspettate di organizzarvi all’ultimo momento, anticipatevi! Programmate in anticipo le giornate festive, soprattutto se vi sentite soli da un po’ per esempio se siete single o la vostra vita affettiva è cambiata da poco. Alternate le uscite con gli amici a quelle con i familiari. Non sostate sempre e solo con questi ultimi che per quanto vi possano apparire un porto sicuro, vi potranno sempre fare ricordare la vostra condizione psicologica.

Ricordatevi che siete imperfetti: non illudetevi che gli altri siano sempre così allegri e felici e che solo a voi la vita ha riservato questo triste destino. Evitate di confrontarvi con gli altri. Non illudetevi che tutto ciò che luccica sia oro: per essere felici non abbiamo bisogno di oggetti costosi e famiglie necessariamente perfette.

Non fingete: il Natale è una festività da trascorrere con le persone che ritenete più care, non occorre fingere di andare d’accordo con tutti e di volere bene a persone che invece non calcolate tutto l’intero anno perché le considerate indigeribili per voi. Riducete il tutto a dei rapiti saluti con persone con cui siete in tensione e non sentitevi in colpa se non assolvete ai vostri doveri.

Modificate le tradizioni: sentiti libero di apportare dei cambiamenti a ciò che si fa sempre in quel modo nella vostra famiglia, sempre a casa di…, sempre quel primo piatto…, sempre seduti vicino a…

Evita gli esami di coscienza dell’ultimo minuto: generano sensi di colpa impressionanti, agitazioni ed ansia incontrollabili che possono portarti a compiere azioni riparative o gesti non pensati di avvicinamento e speranza di comprensione. Suonare il campanello di casa un amico o parente che ci ha fatto del male, inviare un sms di “ritoviamo la pace e l’armonia”, potreste essere banalizzati e fraintesi.

Fatevi un regalo: focalizzate la vostra attenzione sulle cose belle che avete piuttosto che su ciò che vi manca, non rimurginate sui vostri errori e su quello che non possedete.

Usate la tristezza come un’opportunità: per capire quali sono le ferite che avete ancora aperte nel vostro cuore e per porvi rimedio una volta per tutte. Se avete fatto finta che non ci fosse quel senso di vuoto che invece emerge profondamente, pensate che forse sarebbe  opportuno incominciare a fare un lavoro su se stessi per evitare di sprofondarci sempre e comunque, e non solo durante le festività.

La vita non è una somma di obiettivi, né una caccia alla felicità. In realtà nessuno conosce la tua vita, così come tu non conosci quella altrui, probabilmente anche loro hanno avuto altrettante dosi di dolore, difficoltà, problemi. Goditi questo momento perché sei vivo, è Natale ed è sempre una festa. Esci e respira l’aria, guarda il mondo intorno a te, sii dolce con la tua fragilità, tenera con la tua tristezza, perché solo tu puoi iniziare a pensare ai tuoi bisognicoccolare la tua parte bambina con pazienza e amore.

Dott.ssa Donata Gramegna

Chi è Donata Gramegna

Psicologa, psicoterapeuta e pedagogista. Lavoro come libera professionista in ambito clinico e formativo. Sono specializzata in Psicoterapia della Gestalt e lavoro con adulti, pre-adolescenti (10-13 anni), adolescenti, coppie e conduco gruppi di psicoterapia, di crescita e potenziamento personale. In questi anni di attività clinica ho maturato competenze psicoterapeutiche per queste specifiche difficoltà: ansia, fobie, attacchi di panico, comportamenti ossessivo-compulsivi, depressione, disturbi dell'umore, blocco negli studi universitari, sostegno alla genitorialità, elaborazioni emozionali da separazione coniugale, problematiche sessuali, abbandoni affettivi, somatizzazioni, definizione degli obiettivi professionali e lavorativi, perdita della fiducia in sè, bassa autostima. Ricevo a Bisceglie in Via Trento, 23 Cell: 392.6632639 www.psicologobisceglie.it




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