Ci vuole orecchio|Il Giunto di Cardàno

Attualità / Ci vuole orecchio / Rubriche // Scritto da Giovanni Recchia // 18 dicembre 2016

Ci vuole orecchio|Il Giunto di Cardàno

La band foggiana presenta in anteprima il suo primo album, in uscita il prossimo 5 gennaio

il-giunto-di-cardano-2Il giunto di Cardàno è una band foggiana attiva dal 2011.

Dopo un primo periodo caratterizzato da qualche demo e numerose date live, nel 2015 il progetto trova stabilità in un alternative rock con muri di deelay e scure distorsioni. Nel 2016 la band è tra i vincitori del Giovinazzo Rock Festival ed arriva alla finale dell’Arezzo Wave Puglia, partecipando ad importanti festival pugliesi e condividendo il palco con Kutso, Bud Spencer Blues Explosion, a Toys Orchestra, Andrea Chimenti, I Cani ed altri artisti.

Il 31 ottobre Il Giunto di Cardàno pubblica il singolo “Bacio di Giuda” con relativo videoclip targato Inthepending, annunciando l’uscita del primo album per dicembre 2016, un esordio che promette sperimentazione e ricerca di traiettorie inedite.

Li abbiamo intervistati.

Perché avete scelto di chiamarvi “Il Giunto di Cardàno”?

«Abbiamo voluto riprendere il concetto di trasmissione d’energia. Il giunto cardanico è un organo ingegneristico di trasmissione di energia  cinetica che abbiamo voluto utilizzare metaforicamente per connettere il palco alla nostra musica».

Da che cosa è influenzata la vostra musica?

«Cerchiamo di inserire nelle nostre canzoni tutto quello che cattura la nostra attenzione e ci ispira per la creazione degli inediti».

Che giudizio date all’esposizione mediatica del genere rock?

«Tutta quella fetta di musica appartenente alla scena indipendente dovrebbe essere valorizzata in misura maggiore dai mezzi d’informazione».

Com’è strutturata la formazione del vostro gruppo?

«La nostra band è composta da: Giuseppe Colangelo (voce-chitarra), Andrea Ossigeno (chitarra e voce), Mariano Bandido (basso) e Davide Tappi (batteria)».

Che tematiche affrontate nei vostri testi?

«Riportiamo la visione del mondo vista nell’ottica di un gruppo di giovani musicisti che utilizza questa forma espressiva per comunicare i propri stati d’animo».

Lo scorso luglio avete partecipato al Giovinazzo Rock Festival riuscendo a conquistare la vittoria finale. Cosa ha significato per voi il raggiungimento di questo traguardo?

«La vittoria è stata per noi una piacevole sorpresa, perché abbiamo proposto quattro brani inediti del nuovo disco ed il risultato ci ha dato una bella carica, oltre alla possibilità di aprire il concerto dei “Cani”, cosa che ci ha aperto le porte ad un nuovo pubblico  molto più ampio».

Il vostro primo singolo, intitolato “Il Bacio di Giuda”, racconta la storia di un tradimento subito in modo brusco…

«L’inedito nello specifico fa riferimento alle possibili reazioni del subconscio dopo un tradimento. In particolare racconta la fuga da sé e rimarca le reiterate logiche dell’incomunicabilità e della generale aspettativa di realizzazione nei rapporti».

L’album in uscita nel prossimo anno si intitola “Kadima”. Di  che cosa tratta?

«Il lavoro, frutto di un’autoproduzione lunga un anno, racconta le reazioni di fronte ad una scelta, la messa in discussione delle convinzioni, il rumore delle possibili conseguenze. Le sonorità del disco riprendono le ambientazioni intime della mente, un mood istintivo rilanciato attraverso distorsioni, muri di delay e testi introspettivi».

Cosa dobbiamo aspettarci dall’uscita di questo lavoro?

«Sicuramente il disco conferma le sonorità e la voglia di fare musica già dimostrata nei live estivi. Ci auguriamo di girare il più possibile, fare esperienza anche fuori regione e ampliare la riconoscibilità del progetto».




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