Ci vuole orecchio | Plof

Attualità / Ci vuole orecchio / Rubriche // Scritto da Giovanni Recchia // 24 gennaio 2017

Ci vuole orecchio | Plof

La band fasanese viaggia tra tematiche attuali e sonorità alternative
Ci vuole orecchio

Ci vuole orecchio

Plof è un progetto che ha origine nella primavera del 2012 dall’incontro tra i compaesani Fabrizio Semerano (voce e chitarra), Giovanni Caramia (chitarra), Angelo Rosato (batteria e voce), Fabio Semerano (basso). Formazione creatasi, per l’occasione di una serata in un circolo Arci della zona, riscuotendo diversi apprezzamenti che hanno spinto il gruppo a continuare. L’intento è quello di emulare l’atmosfera del mondo dei fumetti e dei cartoni animati, condendo il tutto con suoni acidi e note di umorismo.

Dopo varie date nella regione, nell’agosto del 2012 i Plof hanno si sono aggiudicati un concorso a Miglionico (Matera). Il 13 aprile 2013 hanno vinto le selezioni regionali dell’Arezzo Wave e il 29 aprile si sono posizionati al primo posto del Dirockato a Monopoli. Il 26 agosto hanno prevalso nel contest “Alz u bbanne” presso le Grotte di Castellana. Nel mese di dicembre del 2013 è uscito il loro primo EP “Mardi Gras” contenente quattro tracce e il loro primo video, disponibile sul canale youtube “Pumpk Music”.

Quando è iniziata la carriera musicale del vostro gruppo?
Il nostro percorso artistico è iniziato grazie alla vittoria nel 2013 delle selezioni provinciali e regionali dell’Arezzo Wave Puglia. È stato il primo passo per iniziare a far conoscere la nostra musica in giro per l’Italia.

I Plof

I Plof

 

Il Giovinazzo Rock Festival è una buona vetrina per l’esposizione di gruppi emergenti?
Questi concorsi sono fondamentali per la promozione musicale di gruppi emergenti che faticano molto per farsi strada. Aver suonato su quel palco per noi significa il raggiungimento di un grande traguardo.

Da che cosa è influenzata la composizione della vostra musica?
Cerchiamo di fondere tutto quello che ascoltiamo per creare un genere originale e innovativo che si considerato diverso dalla solita musica che viene trasmessa in tv e nelle radio in questi ultimi periodi.

L’esposizione mediatica del rock dovrebbe essere maggiormente valorizzata?
Tutti i generi musicali meriterebbero di ricoprire la propria fetta di spazio nell’ambiente discografico italiano. Ci sono tanti gruppi che non riescono ad emergere a causa di queste problematiche.

Cosa avete di diverso dagli altri?
Facciamo un genere molto particolare che produce suoni dissonanti con una base tipicamente pop».




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