Ci Vuole Orecchio | Panico

Ci vuole orecchio / Rubriche // Scritto da Giovanni Recchia // 5 febbraio 2016

Ci Vuole Orecchio | Panico

La rubrica musicale di Bisceglie in diretta – 6

“Ci vuole orecchio” è la rubrica di Bisceglie in diretta, riservata alle storie e ai protagonisti della scena musicale locale e nazionale. Uno spazio per conoscere meglio chi fa musica attraverso interviste realizzate dalla nostra redazione. La sesta puntata è dedicata a Panico. Buona lettura

Ci vuole orecchio

Il rapper bitontino ha esordito sulla scena con la pubblicazione del suo primo album intitolato “Niente Panico”. Questo progetto è completo a tutti gli effetti perché al suo interno contiene tutti gli elementi che fanno presagire una risposta positiva da parte del pubblico ascoltatore. L’artista esprime la sua opinione a trecentosessanta gradi su svariate tematiche che riflettono pienamente le gioie e i dolori della società nella quale viviamo.

Panico con questo lavoro si è dimostrato uno degli artisti emergenti di maggior rilievo nel panorama musicale pugliese. Ha stretto importanti collaborazioni che hanno arricchito ulteriormente il suo bagaglio di esperienze artistiche mettendo in evidenza le sue doti da intrattenitore. La sincerità e l’intraprendenza sono le principali caratteristiche che contraddistinguono le sue performance sul palco a detta del pubblico presente non rendendo quasi mai noiose e monotone le sue esibizioni.Vincitore regionale per tre anni consecutivi della manifestazione tecniche perfette.

Qual è stata la circostanza in cui hai capito di voler fare l’artista nella tua vita? «Nel momento in cui ho avvertito l’esigenza di tirar fuori quel qualcosa in più che sentivo ma non sapevo di avere. Il mio unico intento attraverso la musica è quello di trasmettere un messaggio agli altri e dare voce alle persone che non hanno avuto la capacità di scrivere testi in rima».

Che emozione provi ora ricordando quel momento? «L’inizio è stato la parte più difficile e stimolante allo stesso tempo, di qualsiasi percorso si decida di intraprendere nella propria vita. Ricordo con estrema felicità e spensieratezza il momento nel quale mi sono approcciato per la prima vota alla musica e alla scrittura dei miei testi. Non perdete mai la gioia e il divertimento di fare quello che vi piace, qualsiasi cosa essa sia».

Panico ritiene possibile considerare i rappers “cantautori della nuova generazione”: «Grazie alla sorprendente esposizione mediatica che il rap ha avuto in questi ultimi anni spesso e volentieri si sono riscontrate delle analogie con cantautori passati della musica leggera italiana. Possiamo considerarli dei cantautori che approcciano in modo diverso alla scrittura dei loro testi e lo fanno con grande modernità rispetto ai loro predecessori».

Cosa consiglieresti a chi vuole approcciarsi per la prima volta alla disciplina del freestyle? «Quando improvvisate sopra una base sfogate la vostra creatività e non prendetevi mai troppo sul serio. Non praticate questa materia artistica per fare soldi facili se no perderebbe tutto il significato per cui è stata creata. Siate originali, divertenti e comunicate messaggi importanti al pubblico che vi ascolta».

Panico

Panico

Due, secondo Panico, le caratteristiche fondamentali che devono contraddistinguere un buon freestyler: «Il tempo e la ritmica sono le doti basilari da cui non può prescindere un buon improvvisatore. Sicuramente cercare sempre nuove strade e diversificarsi nelle proprie esibizioni è sintomo di grande intelligenza e ampie vedute che ti permettono di sbaragliare la concorrenza».

L’impatto dell’hip-hop sulla cultura di massa, negli ultimi anni, pare aver portato una ventata d’aria fresca nel panorama discografico italiano: «Questa cultura in poco tempo è diventata un fenomeno televisivo, però è sempre esistita anche quando non aveva i riflettori delle telecamere puntati su di sé.  La visibilità mediatica ci ha permesso di farci conoscere da una fetta di pubblico molto più grande garantendoci una buona evoluzione artistica e musicale» afferma Panico.

Nell’intro del tuo ultimo album “Niente Panico” esponi in modo ironico la tua visone del rap al giorno d’oggi? Che giudizio dai alla scena rap odierna? «Sicuramente adesso gli mc sono molto piu tecnici e questo ha alzato notevolmente l’asticella della competizione nella disciplina. Secondo me al giorno d’oggi possiamo trovare un cinquanta percento di roba serie e l’altro cinquanta di cose già viste. Dobbiamo cercare di far capire alle nuove generazioni che con questa musica trasmettiamo giusti messaggi e il buon esempio».

Nel video “Non farti prendere dal Panico” dici di non farci prendere dal panico e di stare calmi. Quali sono le cose peri cui dovremmo perdere il panico oggi?«Ho preso ispirazione dal mio nome d’arte per intitolare l’album. Mi sembrava giusto dare un’impronta incisiva e personale alla realizzazione di questo progetto. Sperò che il mio operato invogli i miei colleghi a diffondere in modo corretto la propria musica distinguendosi dai cattivi esempi».

L’ultimo album dell’artista bitontino tocca vari temi: «Ho cercato di lasciare volutamente spiazzato l’ascoltatore. In questo lavoro ci sono pezzi autocelebrativi e canzoni che trattano di politica; inoltre racconto la mia visione personale sull’evoluzione del mondo hip-hop. Consiglio vivamente di ascoltarlo a chi ne avrà voglia».

Perché la gente dovrebbe scaricare e ascoltare il tuo disco? «Ovviamene per ascoltare qualcosa di nuovo e il pubblico potrebbe immedesimarsi in situazioni quotidiane già vissute. Ascoltare nuova musica è sempre una cosa positiva».

VIDEO | Panico – Soggiorno finito

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