Ci vuole orecchio | Lisiana Palumbo

Ci vuole orecchio / Rubriche // Scritto da Giovanni Recchia // 1 settembre 2016

Ci vuole orecchio | Lisiana Palumbo

La rubrica musicale di Bisceglie in diretta – 16

Ci vuole orecchio” è la rubrica di Bisceglie in diretta, riservata alle storie e ai protagonisti della scena musicale locale e nazionale. Uno spazio per conoscere meglio chi fa musica attraverso interviste realizzate dalla nostra redazione. La sedicesima puntata è dedicata a Lisiana Palumbo. Buona lettura

Ci vuole orecchio

Ci vuole orecchio

Quanto è stata determinante la partecipazione al programma televisivo “Let’s sing” per la tua crescita artistica e personale?
Sono cresciuta molto sia come artista che come persona. Ho perfezionato il modo di affrontare il palco e quindi la gente, e anche il mio modo di cantare. Quest’esperienza mi ha aiutato a sbloccarmi, a non aver paura di affrontare un palco, di affrontare la gente. La cosa ancora più bella è stata conoscere tanti ragazzi talentuosi e con grande cuore e aver avuto la possibilità di crescere con loro sotto tutti i punti di vista. Mi sento molto cambiata, più matura, sia a lavello personale sia a livello musica e quindi artistico.

Il tuo primo inedito intitolato “Fammi respirare” scritto dal maestro Domenico Giannini racconta una storia d’amore finita e non più ritrovata…
Lei si aggrappa ai ricordi, ai pensieri. Ognuno di noi vive nel ricordo di qualcosa o di qualcuno. Questa canzone mi rappresenta molto, è un brano che trasmette forza ma allo stesso modo dolcezza, proprio perché il tema principale è l’amore, quell’amore che rappresenta l’aria, l’ossigeno lo si evince proprio da queste parole “fammi ancora respirare, fino a farmi stare male, fammi stare in quello che sei tu”. È un brano bellissimo, è diventato una sorta di “spinta” per me, uso il termine “spinta” perché la prima strofa della canzone dice “cado e sono io, ogni volta, mi rialzo e sono io, a raccogliere quei cocci che il tempo aggiusterà” e questa frase rappresenta in pieno me, la mia vita, ed il mio percorso di vita. Ringrazio ancora Domenico Giannini per avermi “donato” questo bellissimo brano.

Sostieni che “Il segreto del canto risiede tra la vibrazione di chi canta e il battito di chi ascolta”. Come si crea un filo conduttore tra il cantante e il suo pubblico?
Ogni artista lega col pubblico in maniera diversa. Cerco di trasmettere emozioni a chi mi ascolta anche attraverso uno sguardo, o un gesto della mano, o anche il modo di cantare una semplice frase, o una parola. Il filo che ci lega al pubblico è qualcosa di impercettibile, difficile da spiegare, sono emozioni diverse, perché penso che se un artista riesce ad emozionare se stesso emoziona anche chi lo ascolta, quindi ognuno lega con il suo pubblico in maniera differente, l’importante è sempre trasmettere qualcosa di unico a chi ascolta.

Lisiana Palumbo

Lisiana Palumbo

La musica è l’unica via di fuga che ci è rimasta per superare i problemi quotidiani?
Penso proprio di sì. La musica riesce a rallegrare l’anima e i cuori in un modo sconvolgente. Riesce, almeno a mio parere, ad allontanarci quell’attimo, quel momento da tutti i problemi che la vita ci pone sul nostro cammino. Ho affrontato così la mia vita e le varie difficoltà, cantando, facendo lunghe passeggiate con delle cuffie e tanta buona musica, pensando attraverso una canzone, sorridendo con un canzone e perché no anche piangendo.

In Italia c’è una rinomata scuola artistica emergente che si sta sviluppando, forse totalmente sconosciuta alle grandi case discografiche…
Credo che l’unico modo per potersi far “notare” o conoscere, al giorno d’oggi, sia partecipare ai talent. Come in ogni campo anche la musica è stata intaccata da gente che vuole fare questo mestiere solo per notorietà, soldi e non per cercare di raccontare una storia e trasmettere un’emozione alla gente che ascolta. Se una ragazza come me, che non ha grandi “conoscenze”, mandasse una demo a una casa discografica non penso che l’ascolterebbero. Prima era tutto diverso, più umano e non “commercializzato”. Ci sono tanti ragazzi talentuosi in Italia ma non si ha modo di poterlo dimostrare perché molte volte non si hanno le “conoscenze” giuste per poter andare avanti.

Come possiamo invertire questa rotta sfavorevole?
Sperando che il vecchio mercato discografico riesca a prendere le redini in mano e di dar fiducia ai tanti ragazzi che si mettono in gioco, facendo sacrifici.

Lisiana Palumbo

Lisiana Palumbo

Ascoltandoti mi ricordi molto la Dolcenera d’inizio carriera…
Beh, diciamo di si. Soprattutto per il genere e anche forse per il modo che ha Dolcenera di cantare ed esprimersi. Lei è una delle mie cantanti preferite.

Ti piacerebbe un domani provare a scrivere canzoni da sola?
Sarebbe qualcosa di unico poter esprimere i propri stati d’animo, le proprie sensazioni, emozioni e sentimenti attraverso una canzone. Quando ero più piccola mi sono cimentata nello scrivere qualcosa, poi per vari problemi ho dovuto un po’ tralasciare tutto, però sto combattendo perché questo sogni si realizzi.

Gli artisti hanno una percezione diversa di quello che li circonda?
Assolutamente sì, per me l’artista è come se vivesse in un mondo e in un universo completamente diverso rispetto agli altri,: è una considerazione che ho sempre fatto. L’artista è unico nel suo genere; chi scrive musica e chi fa musica guarda già in modo diverso tutto quello che c’è al di fuori, perché ha un animo più sensibile, più nobile, perché chi riesce a mettere su un pensiero attraverso musica e note, e chi riesce a cantare anche solo attraverso gli occhi non può che essere definito tale, ovvero, diverso dagli altri.

VIDEO | Lisiana – Fammi respirare

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