Ci vuole orecchio | Jonathan Proietto

Attualità / Ci vuole orecchio / Rubriche // Scritto da Giovanni Recchia // 20 ottobre 2016

Ci vuole orecchio | Jonathan Proietto


Ci vuole orecchio

Ci vuole orecchio

Cantautore 23enne di Castellana Grotte, Jonathan Proietto ha cominciato a suonare gli strumenti con grande capacità senza conoscere la musica, acculturandosi in seguito. Ha partecipato a svariati talenti tra cui X Factor, mancando per un soffio l’ingresso nel cast della trasmissione. Presentatore, speaker di Radio Puglia, cantautore, comico e stornellatore di quartiere, sogna Sanremo con un disco in uscita.

Succede nel novanta percento dei casi che le cose migliori arrivino all’improvviso. A cosa si deve questa strana consuetudine?
Tutto è iniziato con un regalo: la chitarra sotto l’albero di Natale. Da quel giorno, nel mio piccolo, ho incominciato a regalare emozioni anch’io…

Il prototipo del cantante di successo nel 2016 è la giusta sintesi tra talento e follia? Queste due qualità hanno ricoperto una componente fondamentale per la  tua carriera?
Beh, credo di essere strano. La mia follia supera ogni limite. Per quanto riguarda il mio talento… beh, quello sarà una cosa naturale…

Sei un performer a tutto tondo perché hai interpretato diversi ruoli in ambito artistico, dal cantante al presentatore passando anche per la conduzione radiofonica. Possiamo definirti uomo di spettacolo a trecentosessanta gradi?
No, ancora no… Uomo di spettacolo è un termine importante. Magari ci arriveremo: è arrivato tutto in fretta… Voglio essere qualcosa in più di un “Fiorello di quartiere”. Sogno di diventare come Domenico Modugno: molte persone mi paragonano a lui per la dote di inventare poesie e canzoni al momento.

Jonathan Proietto

Jonathan Proietto

Dov’è spuntata l’idea di intitolare il tuo inedito “Perseidi”?
Perseidi in italiano corretto significa stelle cadenti. Il testo è stato scritto con un amico in memoria di una persona che non c’è più. 

La tua esibizione al “Cantautoratorap” 2016 ha dato la sensazione che tu fossi uno dei concorrenti in gara e non il presentatore della manifestazione…
Molte persone hanno pensato questo e mi hanno anche detto che avrei vinto ad occhi chiusi… Questa volta ho deciso di interpretare un nuovo ruolo e mi sono divertito un sacco.

La musica prodotta in Italia possiamo ritenerla qualitativamente superiore a quella di definizione strettamente commerciale?
La musica in Italia è scritta e prodotta per macinare soldi. Io non voglio questo, guardo il mondo e trasformo le sue nature in poesie e poi me le canto. Voglio essere originale, non commerciale.

Ci sono dei difetti strutturali e organizzativi nell’industria musicale italiana che andrebbero rivisti e corretti in breve tempo?
Se dobbiamo parlare di difetti musicali non basterebbe questa intervista.

Nei paesi stranieri avverti una percezione diversa nel modo di vivere la musica?
Gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e tutto il resto del mondo si sono evoluti in qualcosa di unico. Qui i talent li usiamo per far ridere, lì invece emerge un talento al giorno…

VIDEO | Jonathan Proietto – Ora che ho bisogno di te 

 




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