Ci vuole orecchio | Anna Renè

Attualità / Ci vuole orecchio / Rubriche // Scritto da Giovanni Recchia // 11 gennaio 2017

Ci vuole orecchio | Anna Renè

La cantautrice barese si mette allo scoperto con il suo ultimo inedito “Sinceramente”

Anna Renè è una cantautrice. Ha 24 anni ed è nata a Bari ma attualmente vive con la famiglia a Polignano a Mare. Ha sangue misto: il padre è italiano, la madre italo-venuezelana  con discendenze inglesi, scozzesi e francesi, ma il suo cuore è a Mezzogiorno e il suo temperamento lo dimostra:  spontanea, solare, crede fortemente nella famiglia e nei valori. A casa, le hanno insegnato che la donna è sempre al centro e così Anna, che ha avuto due nonne molto particolari, a loro ha dedicato il suo nome d’arte.  Da sempre stata affascinata  dalle melodie e i testi italiani, ama ascoltare anche i grandi cantautori d’oltreoceano.

Anna, quando hai capito che la musica sarebbe stata parte integrante della tua vita?

Ho sempre amato la musica e l’arte in genere. Sin dalle elementari organizzavo spettacoli per i parenti in cui con una amica, presentavo, cantavo e ballavo. Amavo anche la recitazione e quando dovevo aspettare mia madre che chiacchierava con sue amiche mi divertivo a scrivere racconti. Dopo il diploma e vari stage di canto che mi avevano convinto della necessità di raccomandazioni per concludere qualcosa, ero disillusa. Nel 2011 grazie alla mia insegnante di canto Gianna Montecalvo sono venuta a conoscenza del progetto “Cupola Produzioni” di Gianni Colonna e Luigi De Gennaro. Con loro ho iniziato a scrivere le mie canzoni, a esibirmi live in Puglia e non solo e per due anni ho presentato dei miei inediti ad Area Sanremo. Anche quest’anno Mi sono classificata tra i finalisti.

Com’è stato aprire il concerto  di Fabrizio Moro a Bitonto lo scorso ottobre?

È stata la prima volta che ho aperto un concerto di un artista così popolare. Ero felice e molto emozionata anche perché Fabrizio Moro ha scritto brani che apprezzo molto. Lo stimo come persona e come artista. Il concerto era affollatissimo e vedere tanti ragazzi apprezzare le mie canzoni è stato bellissimo.

Il tuo inedito intitolato “Sinceramente” e racconta la fine di una storia d’amore tra due ragazzi. Ma vuol dire altro…

Il brano “Sinceramente” parla di me. Del mio rapporto con mia madre e con la persona che mi sta a fianco. Racconto il mio legame con il passato, come altri brani, del martedì, della mia voglia di partire ma di tornare sempre a casa, un po’ come Wendy di Peter Pan. Parla del mio rapporto con il cibo, dei miei dubbi sul perché sono così. E che non riesco a cambiare e forse crescere. Non c’è un finale perché come nella vita è tutto in divenire. 

La distanza contribuisce a rafforzare o distruggere i rapporti amorosi?

Non credo di essere la persona più adatta a rispondere a questa domanda. Per anni ho sofferto di gelosia e sto imparando ad amare. Come racconto nel mio brano “Coriandoli” con cui ho vinto il concorso “Cantautori Bitonto Suite”, se l’amore è reale nulla dovrebbe dividere anche le mille vicissitudini della vita. Ma è anche vero che viviamo in un’epoca in cui sembra non ci sia tempo e modo di amarsi. Gli amori da social network sono ostentati ma troppo spesso finti.  Ora è tutto davanti agli occhi di tutti. Siamo pieni di tentazioni di ogni genere, tanto che ci si può convincere che se non le provi tutte non stai vivendo. Io però in cuor mio sono una romantica e credo il quel famoso “filo di seta che ci lega” alla persona della nostra vita. Chissà…

 Com’è stata per te la partecipazione come concorrente al Cantautoratorap 2016 svoltosi nella splendida cornice della città di Castellana Grotte?

Potermi esibire nuovamente nel Teatro Traetta è stata una bellissima esperienza. Avevo ricevuto qualche giorno prima la comunicazione di convocazione alla finale di AreaSanremo ed ero carichissima. Ho presentato per la prima volta un brano a cui tengo in maniera particolare: “Dove va a finire il tempo”. Mi sono esibita con Cristiano Russo – professionista e grande persona -, con Gianni Colonna – il mio produttore – e l’artista e amica Hilary Smile. È stato come cantare a casa prima della grande prova.

Il tuo brano “Maglione Antipanico” parla di una ragazza che cerca di sfruttare gli errori del passato come opportunità per andare avanti.

Sì. Tutti viviamo situazioni (anche non strettamente personali) che ci legano al passato e ci convincono anche di essere sbagliati. Questo brano ha un ritornello che definirei di “liberazione-affermazione”. Credo in ciò che dico anche se a molti potrà non piacere. Sono convinta che la mia generazione, cresciuta negli anni dell’ostentazione, tra Cinepanettoni e crisi economico-esistenziale, abbia bisogna di “aria buona” più che nuova.

Riscontri difetti strutturali nella promozione della cultura musicale?

Certo i locali controllati da imprenditori interessati al ritorno economico più che alla qualità dell’offerta, sono uno scoglio. Nelle radio il contributo alla promozione degli emergenti è praticamente nullo. C’è poi una marea di concorsi “ruba soldi” che rende la vita di un aspirante artista molto difficile. Sono convinta ad ogni modo che il cambiamento debba partire innanzitutto da noi in qualità di ascoltatori. Abbiamo l’opportunità, oggi più di prima, di selezionare e supportare in tanti modi le realtà più interessanti.

Quali soluzioni ritieni valide per salvare l'”arte che vale”?

Servono spazi musicali diversi dai talent (dove il sale è la sfida, invece che la proposta artistica) che ti permettano di proporre la Tua Musica. Perché è vero che ora ci sono mille mezzi informatici con cui promuoversi, ma è anche vero che un ragazzo del centro di Milano, al pari di visualizzazioni su Youtube, avrà molte più opportunità di esibirsi dal vivo di un bravo artista di un piccolo paesino del Sud, dove il controllo dei locali è in mano a giri non ben definiti.

Cosa è cambiato quest’anno per la tua carriera artistica?

Ho iniziato a lavorare agli arrangiamenti dei miei brani con il produttore Gianni Colonna, che mi asseconda e cerca sempre soluzioni che mi rappresentino al 100% . Come dicevo sono arrivata alle finali di Area Sanremo con il brano”Autunno su un volto d’Inverno” , che parla della mia mania di “accumulazione compulsiva”, di tutto ciò che ho nascosto dentro di me riuscendo negli ultimi anni a lasciami alle spalle; questo “Autunno in bianco e nero” sto insomma provando a colorarlo.

Ci vuole orecchio

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