«Chiediamo solo un’occasione». Tredici lavoratori ex Camassa si rivolgono al Prefetto

Attualità // Scritto da Vito Troilo // 16 marzo 2017

«Chiediamo solo un’occasione». Tredici lavoratori ex Camassa si rivolgono al Prefetto

Per il terzo giorno consecutivo si sono recati davanti a Palazzo San Domenico per manifestare il loro disappunto

Spesso si spendono paroloni e titoloni per raccontare le tante storie positive di reinserimento di quelle persone che, nel corso della loro vita, hanno sbagliato. Talvolta però non si concedono loro le opportunità di proseguire quel percorso: è il caso dei 13 dipendenti ex Camassambiente che in passato sono incappati in qualche guaio con la giustizia e chiedono, semplicemente, di poter dimostrare quanto valgono sul posto di lavoro.

Hanno saldato il debito per gli errori commessi in gioventù, quando alcuni di essi erano ancora minorenni. Eppure, secondo le normative, che ritengono troppo stringenti, al momento non potrebbero essere integrati nell’organico dal Consorzio Ambiente 2.0, che lunedì 13 marzo ha assunto la gestione del servizio di igiene urbana sul territorio comunale. Sono stati coinvolti nella complessa questione dell’interdittiva antimafia che ha colpito Camassa solo perché pregiudicati ma per reati che, con la mafia, non hanno alcuna correlazione.

I cartelli affissi dagli ex dipendenti Camassa giovedì mattina

I cartelli affissi dagli ex dipendenti Camassa giovedì mattina

Chiedono un incontro col Prefetto della Bat Clara Minerva: «Pensiamo soprattutto ai nostri figli piccoli, abbiamo bisogno di lavorare per mantenerli» ha affermato uno dei 13. C’è chi ha persino speso 3000 euro per conseguire la famigerata patente di guida Cqc, ritenuta fra i requisiti preferenziali dall’impresa subentrante in quanto indispensabile per la guida dei mezzi di ultima generazione che dovrebbero essere utilizzati per effettuare la raccolta.

L’attuale composizione dell’organico in forza all’azienda milanese, sul piano numerico, non sembrerebbe sufficiente a garantire quel servizio impeccabile al quale tutti i cittadini biscegliesi dotati di senso civico sono pronti a contribuire. «Crediamo sia giusto darci un’occasione per dimostrare quello che sappiamo fare in forza dell’esperienza che abbiamo maturato in questa professione. Ci sentiamo discriminati» hanno raccontato i tredici ex lavoratori della Camassambiente, che per il terzo giorno consecutivo si sono presentati in via Trento, davanti a Palazzo San Domenico, per manifestare il loro disappunto. Sono disposti anche a una rotazione con altri soggetti ugualmente esclusi da Ambiente 2.0 (anche se per altre ragioni). L’auspicio è che qualcuno, oltre questo giornale, li ascolti.

Vito Troilo

Chi è Vito Troilo

Giornalista pubblicista. Caporedattore, oltre che responsabile della redazione sportiva, di Bisceglie in diretta. Si occupa di cronaca, attualità, politica e spettacoli oltre che di sport. È grande appassionato delle tematiche che riguardano l'Europa orientale. Ha praticato calcio, pallacanestro e atletica leggera, è stato allenatore e dirigente di pallacanestro. Ha cominciato a scrivere articoli all'età di 10 anni. Ha collaborato con diversi quotidiani, tv, radio e riviste specializzate. Ha realizzato centinaia di telecronache e radiocronache sportive. Cura uffici stampa e campagne promozionali.




Attualità // Scritto da Vito Troilo // 16 marzo 2017