Cessione partecipazioni comunali, le ragioni del “no” del Partito Democratico

Politica // Scritto da Vito Troilo // 9 gennaio 2017

Cessione partecipazioni comunali, le ragioni del “no” del Partito Democratico

«La vendita di Bisceglie Approdi e della maggioranza societaria della Farmacia comunale non devono essere giustificate dalla scelta di far cassa»

Il gruppo consiliare del Partito Democratico, composto da Angelantonio Angarano e Roberta Rigante, ha manifestato le ragioni della contrarietà al punto, discusso e approvato nel precedente consiglio comunale, riguardo la cessione delle partecipazioni del comune in Bisceglie Approdi e nella maggioranza societaria della Farmacia Comunale.

«L’amministrazione Spina ha deliberato, nel corso dell’ultimo consiglio comunale, la vendita della quota di maggioranza della Bisceglie Approdi e la dismissione completa della Farmacia Comunale allo scopo di “far cassa”.

Su questo provvedimento non siamo assolutamente d’accordo.

La legge impone alle amministrazioni, sulla base di alcuni parametri, la razionalizzazione delle società partecipate ma certamente non le obbliga alla soppressione o alla cessione parziale al fine di  creare entrate straordinarie.

Sappiamo, e lo abbiamo denunciato da sempre, che questa amministrazione ha difficoltà a gestire una corretta e seria programmazione finanziaria, ma non pensavamo che fossimo arrivati al punto di vendere la partecipazioni di maggioranza della società che gestisce il porto turistico e la totalità della farmacia comunale non certo per realizzare risparmi ed economie bensì per avere nuovi fondi a disposizione di non ben precisati “interventi di investimento sul territorio”.

Quando l’amministrazione, nel 2013, ha acquisito anche la quota minoritaria raggiungendo la quasi totalità delle partecipazioni della società Bisceglie Approdi, eravamo fermamente contrari sia per ragioni di opportunità economica-finanziaria sia per motivazioni di ordine gestionale.

Credevamo fosse utile mantenere un socio privato di minoranza, in quanto si trattava di una società in costante perdita a causa dei costi fuori controllo, costretta -di li a breve- a procedere ad una riduzione del capitale (praticamente dimezzato da circa 1,7 milioni di euro a circa 960 mila euro) a causa delle perdite pregresse; chiedevamo, inoltre, di scegliere un socio di minoranza con le competenza per proporre un vero piano strategico in un settore economico con evidenti specificità che non era mai veramente decollato nonostante la bellezza del nostro mare e la caratteristica del porto.

Non siamo stati ascoltati ma, provvidenzialmente, il riordino legislativo in materia di partecipazioni pubbliche, ha indotto Bisceglie Approdi ad una riorganizzazione gestionale che ha ridotto di circa 200 mila euro i costi annui (in gran parte spese per il personale) evitando, così, le ingenti perdite che avevano causato il dimezzamento del capitale; per questa opera di razionalizzazione si deve dare merito alla professionalità del Presidente Soldani.

Oggi, anzichè continuare a “spingere” sulla razionalizzazione dei costi (magari riducendo i compensi agli amministratori o addirittura eliminando il Consiglio di amministrazione a favore di un amministratore unico) e provare a licenziare finalmente un piano industriale di rilancio per generare maggiori ricavi, l’amministrazione Spina pensa di vendere la quota di maggioranza.

Nel momento in cui non sono più economicamente sostenibili ulteriori assunzioni di personale e neppure onerose acquisizioni di immobili non strategici all’attività di gestione, l’amministrazione Spina decide di cedere la maggioranza delle partecipazioni.

Discorso analogo per la Farmacia Comunale: da sempre siamo contrari alla cessione totale, denunciando il paradosso di una attività in costante perdita nonostante sia al servizio di un quartiere popoloso; a maggior ragione in questo momento in cui il patrimonio è seriamente depauperato a causa di tali perdite.

Se la “gestione pubblica” della Farmacia comunale  impedisce il contenimento delle spese e genera perdite, noi vogliamo sapere il “perché” e il “come” per poter proporre dei correttivi per la ottimizzazione dei costi.

Nel frattempo chiediamo all’amministrazione di revocare il piano di vendita della Farmacia Comunale ed avviare una seria analisi della situazione, condivisa con la gestione attuale.

Per quanto riguarda Bisceglie Approdi, chiediamo all’amministrazione di proseguire in continuità sul piano delle razionalizzazioni dei costi e, soprattutto, un ripensamento sulla cessione della quota di maggioranza: si potrebbe pensare di vendere solo una quota di minoranza badando non certo all’obiettivo di “far cassa” per generare entrate straordinarie, bensì con lo scopo di  ricercare soci privati di minoranza in possesso di adeguato know-how e competenze necessarie per contribuire a disegnare un  piano industriale-strategico all’altezza delle potenzialità turistiche, culturali, occupazionali ed economiche del nostro porto».

Vito Troilo

Chi è Vito Troilo

Giornalista pubblicista. Caporedattore, oltre che responsabile della redazione sportiva, di Bisceglie in diretta. Si occupa di cronaca, attualità, politica e spettacoli oltre che di sport. È grande appassionato delle tematiche che riguardano l'Europa orientale. Ha praticato calcio, pallacanestro e atletica leggera, è stato allenatore e dirigente di pallacanestro. Ha cominciato a scrivere articoli all'età di 10 anni. Ha collaborato con diversi quotidiani, tv, radio e riviste specializzate. Ha realizzato centinaia di telecronache e radiocronache sportive. Cura uffici stampa e campagne promozionali.




Politica // Scritto da Vito Troilo // 9 gennaio 2017