Cdp, Grazia Di Bari: «Prima il regolamento per i pazienti, poi nuovi fondi o acquisizione»

Politica // Scritto da Graziana Ciccolella // 16 settembre 2015

Cdp, Grazia Di Bari: «Prima il regolamento per i pazienti, poi nuovi fondi o acquisizione»


«La svendita sembra l’unica strada percorribile secondo il commissario straordinario» sostiene l’esponente del Movimento 5 stelle

«Prima il regolamento per i pazienti, poi parliamo di nuovi fondi o di acquisizione» commenta così, per ciò che concerne gli avvenimenti della Casa Divina Provvidenza, Grazia Di Bari. A margine del tavolo tecnico, la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle proporrà alla giunta l’impegno sul regolamento, solo se preliminare ad un impegno economico della regione. Negli ultimi anni, in ogni campagna elettorale, era stata diffusa la promessa di dare il meglio di se a favore della CDP: troppe promesse cadute nel vuoto, un vuoto che oggi si riflette nell’assoluto silenzio di tutti i politici locali.

La consigliera Di Bari punta l’accento sulle difficoltà di centinaia di famiglie biscegliesi ad arrivare a fine mese in seguito ai licenziamenti del 2013, mentre all’interno dell’ente alcuni dipendenti hanno continuato a ricevere superminimi, premi, consulenze d’oro, straordinari e stipendi spropositati in base alle reali competenze svolte. L’esponente pentastellata aggiunge che il Movimento 5 Stelle, a partire da gennaio 2014, ha presentato varie proposte sul commissariamento della Casa Divina Provvidenza richiedendo incontri tecnici al viceministro dello sviluppo economico ed al commissario straordinario della Casa Divina Provvidenza Bartolo Cozzoli al fine di trovare una soluzione che potesse risanare il debito con i creditori, evitando la svendita dell’ente, senza purtroppo ricevere alcuna risposta.

Cdp

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«Oggi la svendita è l’unica strada che il commissario riesce a vedere, la svendita di una struttura che ha tracciato la storia di tre città –Bisceglie, Foggia e Potenza- e dei rispettivi abitanti. Dopo essere stata a lungo drenata da abili approfittatori, finisce sul mercato nell’indifferenza e con scarse speranze di salvezza. Una struttura che accoglie 2.223 degenti (1041 a Bisceglie, 724 a Foggia e 458 a Potenza), che rappresenta una realtà occupazionale e socio­-sanitaria dal 1922 e che incide sul territorio con strutture sanitarie per quasi 500mila metri quadrati di complessi ospedalieri specialistici, che nella sola struttura di Bisceglie ha ospitato dalla fondazione al 1990 circa 50.000 pazienti, una vera città nella città» ha spiegato Grazia Di Bari.

«Il tavolo tecnico-istituzionale organizzato dal sindaco di Bisceglie, nonché presidente della provincia di Barletta-Andria-Trani, Francesco Spina, è stato utile a comprendere quali ripercussioni si avranno in termini occupazionali e quale destino attende i ricoveri, a seguito della probabile cessione dell’ente. Ormai abbiamo capito: l’unica soluzione emersa dall’incontro per salvare l’ente è che la regione Puglia approvi un regolamento volto a individuare i requisiti necessari per l’accesso alle strutture di Riabilitazione Funzionale per i pazienti ortofrenici. Questi pazienti oggi sono classificati come “2ª tipologia”, ma per i pazienti che soffrono di queste malattie non sono state identificate le cosiddette patologie specifiche associate, come ad esempio i deficit sensoriali, i deficit psichici. Per questo motivo, senza questo regolamento, la struttura è destinata a chiudere per esaurimento naturale di pazienti ortofrenici» ha proseguito la consigliera. «Appare chiaro che se vogliamo risolvere i problemi dei pazienti, senza affrontare il tema del futuro economico dell’ente, solo l’approvazione di questo regolamento consentirebbe alle sedi di Bisceglie e Foggia di avere un Centro Socio Sanitario Riabilitativo (C.S.S.R.) in grado di fornire assistenza a favore di soggetti con minorazioni psichiche, motorie e sensoriali, senza variare il numero di posti letto».

È questa, secondo Grazia Di Bari, l’unica soluzione che potrebbe scongiurare la chiusura della Casa Divina Provvidenza, evitando in questo modo che i pazienti pugliesi debbano usufruire di strutture extraregionali.

«Chiederò alla Regione Puglia di approvare il regolamento per l’individuazione delle patologie dei pazienti ortofrenici prima di un eventuale impegno nell’acquisizione della Casa Divina Provvidenza. Prima i pazienti e i lavoratori, poi le questioni economiche» ha concluso Grazia Di Bari.

Graziana Ciccolella

Chi è Graziana Ciccolella

Studentessa. Appassionata di musica, libri e fotografia. Da grande, le piacerebbe diventare una giornalista.




Politica // Scritto da Graziana Ciccolella // 16 settembre 2015