SPINA-PD, Angarano: «Mentre la città è in una lenta agonia, l’amministrazione “pensa” alle tessere»

Politica // Scritto da Serena Ferrara // 30 gennaio 2016

SPINA-PD, Angarano: «Mentre la città è in una lenta agonia, l’amministrazione “pensa” alle tessere»


Il capogruppo in consiglio comunale del Partito Democratico, già candidato sindaco per il centrosinistra e avversario di Francesco Spina ai tempi delle comunali del 2013, interviene sul caso ormai nazionale dei tesseramenti online al PD di sindaco, consiglieri di maggioranza e altri 350 “afferenti”. Della cosa, che non è frutto di un accordo tra PD locale e maggioranza consiliare, ma di un’iniziativa dai contorni nazionali, è venuto a conoscenza a giochi fatti. Almeno secondo quanto riporta.

I suoi commenti, in merito alla vicenda, sono duri: nessuna giustificazione alla virata, ma un quesito che qualcuno doveva sollevare: “Ci sono elementi di compatibilità di questi iscritti con il PD?”

«Il più grande errore politico dell’Amministrazione Spina è quello di aver contribuito in questi anni a far dimenticare ai cittadini che la politica è amore per la propria comunità e rispetto per la propria città.

Le vicende riguardanti il tesseramento del PD contribuiscono a spiegarne il “perché” ed a giustificare il clamore mediatico che hanno suscitato, dando il senso di una maggioranza guidata dall’improvvisazione e tenuta insieme solo dall’assenza di una “visione politica” prospettica.

Per questo riteniamo non abbia senso commentare le fantasiose e grottesche giustificazioni elencate nei comunicati: la concretezza, il fascino ed il carisma di Renzi; il fatto di essere un sindaco; la inattesa spontaneità di tanti concittadini che stanno sposando la causa del PD; e così via.

Così come sarebbe tempo sprecato spiegare al Sindaco il significato di “circuito democratico della rappresentatività e della responsabilità politica”; del rispetto della volontà degli elettori; della coerenza dei programmi: ci abbiamo inutilmente provato durante questi anni dai banchi dell’opposizione nella speranza che, nel distinguo dei ruoli e del colore politico, si potesse avviare un confronto serio su temi importanti.

Stando così le cose, preferiamo chiederci se la totale chiusura della maggioranza, avallata dall’assenza di dibattito in un consiglio comunale ormai ridotto ad approvare per lo più debiti fuori bilancio, può oggi essere considerata coerente con la richiesta di tesseramento nel PD di Bisceglie?

Vorremmo capire se siano o meno compatibili con lo spirito democratico del PD coloro che giustificano il trasformismo per fini di mera sopravvivenza politica?

Come si possa conciliare il tratto di partito libero e aperto, segno distintivo del PD, con il “civismo” da campagna elettorale che si sostanzia nella creazione di decine di liste e come possa sposarsi il valore della partecipazione attiva e della militanza, proprio del PD, con l’ammucchiata di candidati che scompaiono dopo le elezioni: tutti, tranne quelli che ritroviamo tra le consulenze, gli incarichi e le assunzioni a tempo (ed oggi, probabilmente, tra i “tesserati on line”).

Infine, ci chiediamo se questa degenerazione del “civismo” possa avere una qualche attinenza con i temi del rinnovamento e dell’innovazione, tanto cari al PD di Bisceglie, o, al contrario, contribuire a generare soprattutto nei più giovani la disillusione, la sfiducia e l’allontanamento dai partiti e la diffusa convinzione che la politica sia una cosa sporca ma utile strumento per aspirazioni personali.

In realtà il sindaco ha già risposto a queste domande: la sua è un adesione incondizionata, “abituato com’è a fare la politica in modo onesto e sui programmi per risolvere i problemi che affliggono oggi le comunità”!

Purtroppo è proprio la sua “politica sui programmi” che sinora non ci ha convinto e fa sorgere ulteriori dubbi.

Perché il PD di Bisceglie dovrebbe entrare in maggioranza “assorbendo” la solida ed unanimemente riconosciuta “credibilità amministrativa” dell’ amministrazione Spina?

Abbiamo forse avuto “parte” nella stesura dei contratti venticinquennali?

Siamo stati determinanti nelle politiche di riconoscimento di debiti fuori bilancio che hanno portato la tenuta dei conti pubblici a livelli critici ed a una preoccupante pronuncia della Corte dei Conti?

Siamo forse corresponsabili della totale mancanza di capacità di programmazione di questa amministrazione che porta ad uno sconsiderato aumento della tassazione locale?

Abbiamo contribuito ad indicare i componenti della giunta che premia le competenze, come quella di chi ha contribuito, in maniera diretta o indiretta, a produrre un debito di circa 170mila euro verso la stessa amministrazione di cui fa parte?

In realtà, anche in questo caso il Sindaco ha già risposto ai nostri dubbi proprio durante un consiglio comunale di qualche settimana fa: male che vada “una listarella da diecimila voti la posso sempre fare”; come a dire che tanto la sua “politica sui programmi” potrà per il futuro sempre avere, a prescindere dal PD, una ”unanimemente riconosciuta e virtuosa” continuità amministrativa!

Ma se le cose stanno così, caro sindaco, le rivolgiamo una ultima e semplice domanda alla quale preferiamo risponda direttamente ai cittadini: ma perché, anziché pensare ad interessarsi al tesseramento del PD, non si dedica seriamente, negli ultimi due anni di mandato, ad amministrare una città che sta soffrendo come poche; una città che ha delle grandissime potenzialità che non vengono sfruttate se non per comunicati autocelebrativi ed inaugurazioni farlocche dove piazzare l’ennesima targa commemorativa; una città che richiede tutte le sue residue energie per affrontare il problema sicurezza; una città che, in tempi di piano di rientro, ha bisogno di un forte indirizzo politico in campo sanitario ed ospedaliero.

Le promettiamo che troverà il Pd di Bisceglie, a prescindere dal suo tesseramento, sempre disponibile al confronto ed al dialogo su questi e su altri importanti temi, non solo per senso di responsabilità ma proprio perché non riusciamo a rassegnarci alla lenta agonia a cui stiamo assistendo.

In cambio non chiediamo nulla».

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Politica // Scritto da Serena Ferrara // 30 gennaio 2016