Caso Masseria San Felice: ecco perché fu firmata la variante

Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 18 luglio 2015

Caso Masseria San Felice: ecco perché fu firmata la variante


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Capita in molti consigli comunali che alcuni punti all’ordine del giorno vengano approvati “en passant”, perché mere ratifiche di decisioni prese in altre sedi.

E’ questo quel che è successo anche il 18 aprile 2011, quando l’allora consiglio comunale approvò la variante al PRG “per l’ampliamento e l’adeguamento funzionale della struttura turistico – alberghiera denominata Masseria San Felice”.

LA CONFERENZA DI SERVIZI

I gestori chiedevano una variante al Piano Regolatore per sviluppare la propria attività ricettiva, passando da un volume esistente di 3760 mc ad uno di 7507 mc, ovvero per aggiungere alle superfici coperte ulteriori 1085,66 mq.

La decisione circa la fattibilità dell’opera fu presa in sede di conferenza di servizi in data 21/02/2011. Al tavolo tecnico erano seduti l’allora assessore all’urbanistica del Comune di Bisceglie avv. Antonio Di Lollo Capurso, il dirigente della Ripartizione Tecnica del Comune di Bisceglie arch. Giacomo Losapio, il capo servizio dell’edilizia privata ing. Giovanni Misino, il capo servizio SUAP Rosanna Galantino, il delegato della Regione Puglia arch. Francesco Merafina, il delegato della ASL Bt dott. Mario Manni, Vito Sanseverino in rappresentanza della società che gestisce della struttura (la Gestione Eventi srl) e l’arch. Giovanni Altamura, fiduciario della stessa società. Non sedeva a quel tavolo il sindaco Francesco Spina.

LA DIFFIDA E IL CONSIGLIO COMUNALE

La successiva approvazione della variante di PRG fu atto votato in consiglio a seguito della “diffida a voler provvedere alla definitiva pronuncia di adozione della variante urbanistica di piano e all’approvazione dell’istanza di ampliamento e adeguamento funzionale della struttura” che la Gestione Eventi srl aveva presentato al Comune di Bisceglie, intimando allo stesso di provvedere alla definitiva pronuncia di adozione entro 60 giorni dal 21 febbraio.

“In difetto” – spiegava il legale della Gestione Eventi avv. Domenico Griseta – “sarà posta in essere ogni azione di tutela, aderendo anche il TAR di Puglia affinché dichiari illegittimo il comportamento omissivo dell’Amministrazione, con la conseguente condanna al risarcimento dei danni”.

La lettera, datata l’8/04/2011 (ovvero a distanza di 46 giorni dalla conferenza di servizi), dava al Comune 14 giorni di tempo per approvare quanto già deciso nella precedente riunione del 21 febbraio.

Il sindaco, con altri 15 consiglieri, votò l’atto, giustificandolo necessario a non provocare un danno al privato. Ad oggi, tuttavia, è l’unico indagato del consiglio comunale.

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 18 luglio 2015