Caso Hotel Europa, la replica dell’avvocato del Comune: «Pienamente legittima la soddisfazione del sindaco»

Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 27 aprile 2016

Caso Hotel Europa, la replica dell’avvocato del Comune: «Pienamente legittima la soddisfazione del sindaco»


Sul caso Hotel Europa interviente l’avvocato Massimo Ingravalle, difensore del Comune di Bisceglie nella controversia tra i privati proprietari del palazzotto neoclassico tra via Camere del Capitolo e via Piave e il Comune di Bisceglie.

Al netto di questioni politiche, intende spiegare l’esito dell’ultimo parere emesso dal TAR Puglia, cui le proprietarie dell’immobile si erano rivolte una seconda volta, per annullare la delibera di consiglio comunale con cui si andava ad adeguare il PRG al PUTT regionale, impedendo, nei fatti la sostituzione dell’immobile con un palazzo di 30 mt di altezza.

Riportiamo integralmente l’esaustiva nota dell’avv. Ingravalle:

«L’articolo apparso in data 24.04.2016 sulla Sua pregiata testata on line dal titolo “Hotel Europa – Via Camere del Capitolo, i proprietari: ingiustificato il trionfalismo del sindaco. La verità è un’altra” (LINK ALL’ARTICOLO) necessita, da parte del sottoscritto, difensore del Comune di Bisceglie nella vicenda, un doveroso chiarimento.

La soddisfazione espressa dal Sindaco di Bisceglie in un suo comunicato, quanto all’esito del giudizio proposto (R.G. 321/2014) dalle sigg.re Antifora e De Cillis, è pienamente legittimo e giustificato.

Al netto di ogni riflesso politico della vicenda, rispetto al quale si preferisce restare del tutto estranei, si rammenta, in sintesi, che con tale giudizio, le ricorrenti impugnavano dapprima la sospensione e successivamente il definitivo diniego di una richiesta di permesso di costruire per la realizzazione tra le vie Piave, Peschiera e Camere del Capitolo, su area di loro proprietà, di un fabbricato di ben 29,70 mt. di altezza, previa demolizione, tra l’altro, di un edificio neoclassico prospiciente quest’ultima via.

Le stesse ricorrenti hanno poi richiesto, mediante motivi aggiunti nello stesso ricorso, l’annullamento della deliberazione di Consiglio Comunale n. 17/2014, con riferimento all’area oggetto della richiesta, recante adozione della variante di P.R.G. per l’adeguamento di quest’ultimo strumento urbanistico al Piano Regionale Urbanistico Territoriale Tematico (finalizzato alla salvaguardia dell’ambiente e del territorio).

Infine, il giudizio era corredato della notevole richiesta di € 1.454.598,00 a titolo di presunti danni subiti dalle ricorrenti, causa il diniego in questione.

Dunque, il “bene della vita”, così vien definita nel diritto amministrativo la pretesa di ciascuna parte, cui aspiravano le sigg.re Antifora e De Cillis era quello di ottenere l’annullamento degli atti impugnati, diniego in testa, e, per l’effetto, demolire la palazzina neoclassica e realizzare, sull’area in questione, un imponente edificio alto circa 30 mt., oltre ad ottenere quasi un milione e mezzo di euro a titolo di presunti danni.

La sentenza che ha definito il giudizio (n. 530 del 21.04.2016), che si allega affinchè ciascuno possa de visu prenderne atto del chiaro contenuto, nell’accogliere un’eccezione di rito sollevata dal sottoscritto nella memoria conclusionale, ha dichiarato improcedibile il ricorso, stante gli effetti di altra sentenza intervenuta n. 3259/2015, che ha fissato in 22 mt. l’altezza massima di un nuovo edificio nella zona in questione.

E’ ben noto agli addetti ai lavori che il difensore di una P.A, per difendere la stessa ed ottenere la conservazione nel mondo giuridico di un atto amministrativo, oltre che la sua piena efficacia, può sollevare eccezioni di rito e di merito, come è accaduto nella specie.

Pertanto, la conseguenza della sentenza 530 del 21.04.2016 è la seguente:

le sigg.re Antifora non hanno ottenuto il “bene della vita” cui aspiravano (si ribadisce: realizzazione di un fabbricato di quasi 30 mt., previa demolizione dell’edificio neoclassico di via Camere del Capitolo n. 14 e/o ottenimento dalla Comune di un risarcimento danni pari a circa un milione e mezzo di euro);

il Comune di Bisceglie ha ottenuto il “bene della vita” cui aspirava, vale a dire, la conservazione degli effetti del diniego opposto alla proposta costruttiva delle ricorrenti e dell’edificio ottocentesco di via Camere del Capitolo e, soprattutto, non pagherà il milione e mezzo di euro di cui sopra.

Per tali ragioni è pienamente condivisibile la soddisfazione espressa dal Primo cittadino quanto agli esiti del giudizio in parola.

Ovviamente, come ben evidenziato nell’ articolo apparso su codesta testata nei giorni addietro (LINK ALL’ARTICOLO), sulla questione, ove le sigg.re Antifora e De Cillis non condividano il contenuto di tale sentenza ed intendano insistere nelle loro pretese hanno a disposizione il solo ed unico rimedio giuridico dell’appello innanzi al Consiglio di Stato.

Tanto dovevo, pro veritate».

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 27 aprile 2016