Caso Hotel Europa: il TAR dà ancora ragione al Comune, il progetto così non s’ha da fare

Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 22 aprile 2016

Caso Hotel Europa: il TAR dà ancora ragione al Comune, il progetto così non s’ha da fare

La vicenda è però lontana dal considerarsi chiusa

Il comune di Bisceglie esulta per la sentenza emessa dal TAR sul caso della palazzina posta tra via Piave, vico Pescheria e via Camere del Capitolo. L’immobile neoclassico fu oggetto di una petizione popolare nel 2013, con oltre 1100 firme raccolte contro l’abbattimento. Ne seguì, da parte dello stesso commissario, la richiesta di un formale pronunciamento da parte della Soprintendenza ai beni architettonici (maggio 2013), il quale con una nota del 6 giugno 2013, richiamava “l’attenzione sulla necessità di porre in essere, da parte dell’amministrazione, ogni possibile azione volta alla protezione degli edifici che potrebbero patire le sorti della sostituzione”.

A pochi giorni dalla rielezione del sindaco, a giugno 2013, il comune emise una sospensione “medio tempore” del rilascio del permesso di costruire, definitivamente sfociata, sempre nel corso del 2014, nel definitivo diniego dell’ intervento edilizio, anche alla luce dell’adeguamento del PRG alla previsioni regionali del cosiddetto PUTT (Piano Urbanistico Territoriale Tematico).

I proprietari della palazzina furono i primi ad impugnare la sospensione del rilascio del titolo abilitativo a costruire e, successivamente, il definitivo diniego e gli atti ad essa presupposti (compresa la delibera di aprile 2014 con cui il Comune adottava la variante al PRG, modificando sostanzialmente i parametri degli interventi sostitutivi possibili su quell’immobile). A settembre 2014, anche l’impresa Edilrossi fece ricorso al TAR contro il Comune di Bisceglie, il Ministero dei beni e attività culturali e turismo e la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Bari, Barletta-Andria-Trani e Foggia per l’annullamento della sospensione del rilascio del permesso di costruire richiesto dalla ricorrente (pratica edilizia n.36/2012), al fine di ottenere risarcimento danni e via libera all’esecuzione del progetto così come presentato in prima istanza.

Frattanto in giugno 2015  l’Edil Rossi s.r.l. ha presentato una nuova istanza di rilascio di permesso di costruire sulla medesima area per cui è in causa, prevedendo la conservazione dell’edificio ottocentesco. Il comune ha comunque opposto diniego al progetto, sulla base di quanto affermato dal Consiglio di Stato con sentenza  n° 3259 dell’1.07.2015.

La risposta del TAR, che arriva con sentenza del 21 aprile 2016, è quella relativa al ricorso dei proprietari “per motivi aggiunti” contro il comune di Bisceglie, difeso dall’avvocato Ingravalle, e contro l’associazione Bisceglie Vecchia Extramoenia, che frattanto ha chiesto l’estromissione dal giudizio. Il comune aveva già eccepito l’inammissibilità del ricorso dei proprietari “per carenza di legittimazione attiva dei ricorrenti”, evidenziando che la società Edil Rossi si era posta nei confronti del comune come unica proprietaria degli edifici da demolire e ricostruire.

Il TAR, che ora si pronuncia definitivamente sul ricorso “integrato” dei proprietari, dichiara la richiesta “improcedibile con riferimento alle domande di annullamento degli atti gravati e respinge la domanda risarcitoria”.

Nel pronunciamento del TAR si spiega che, “l’intervenuto annullamento ex tunc della delibera del 2012 (relativa al permesso di costruire un palazzo alto oltre 17 metri) ha, infatti, un effetto di completa rimozione della stessa dall’ordinamento, il che impedisce che essa sia posta in qualsiasi modo a fondamento di provvedimenti amministrativi.

Più specificamente, il venir meno della delibera in questione ha inciso sul regime delle altezze massime consentite nella zona omogenea B del comune di Bisceglie, in cui ricade l’area interessata dal progetto di demolizione e ricostruzione, oggetto del permesso di costruire, il cui mancato rilascio costituisce il nodo centrale dell’intero giudizio.

Come espressamente chiarito dal Supremo Consesso tale annullamento non ha comportato “l’inapplicabilità di qualsiasi disciplina delle altezze o distanze minime poiché, stante la non completezza della prima delibera del consiglio comunale di Bisceglie, quella n. 81 del 1 ottobre 2009, e quindi il mancato esercizio del potere di cui all’art. 6 della legge regionale Puglia, 30 luglio 2009 n.14, resta valida la pregressa disciplina urbanistica valevole nell’area, ove non incisa direttamente dalla stessa legge regionale”(Cons. Stato, Sez. IV, sent. 3259/2015).

Si può, pertanto, concludere sul punto della legittimità della disciplina applicabile alle altezze massime realizzabili, che tale aspetto non è più in discussione in questo giudizio, ma deve essere considerato un dato processuale già acquisito e non più ulteriormente sindacabile dal giudice in questo contesto”.

Lungi dal potersi considerare conclusa, la contorta storia di via Camere del Capitolo segna però un altro punto in favore del comune.

«Questa sentenza – commenta il sindaco Spina – ha sancito da un lato la salvaguardia e persistenza dell’elegante palazzina neoclassica alle spalle dell’Hotel Europa che un progetto presentato da privati intendeva demolire e, dal’altro, ha respinto una consistente richiesta di risarcimento danni, pari circa ad un milione di euro, che sarebbe gravata sulle tasche dei cittadini biscegliesi. Durante la campagna elettorale comunale del 2013 quasi tutti i politici più folkloristici della città brandirono le armi della violenza verbale e della calunnia, creando false aspettative anche sugli imprenditori edili,  paventando la possibilità di demolizione dello storico manufatto in via Camere del Capitolo» ricorda il primo cittadino.

«A distanza di tre anni tutte le offese subite per aver difeso un principio importante per la tutela delle radici storiche e culturali della città vengono ripagate da una vittoria che appartiene a tutti i cittadini, che afferma la legalità e garantisce alle imprese certezze per i loro investimenti. Gli interventi che gli imprenditori hanno intenzione di realizzare sugli edifici esistenti saranno attuati nel rispetto della legge e saranno altresì garantiti tutti i sacrosanti diritti delle imprese. Bisceglie si conferma baluardo di legalità e la gestione del contenzioso si rivela uno strumento vincente per arginare i notevoli tagli apportati al bilancio comunale  dalle leggi dello Stato».

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 22 aprile 2016