Caso Camassa, possibili infiltrazioni mafiose: i parlamentari grillini interrogano il ministero

Politica // Scritto da Serena Ferrara // 22 febbraio 2017

Caso Camassa, possibili infiltrazioni mafiose: i parlamentari grillini interrogano il ministero

I deputati chiedono se sussistano o meno le condizioni per lo scioglimento del consiglio comunale

Francesco Cariello (primo firmatario), Giuseppe D’Ambrosio, Emanuele Scagliusi, Giuseppe Brescia, Diego De Lorenzis, Giuseppe L’Abbate.

Sono i nomi dei firmatari dell’interrogazione a risposta scritta al ministro dell’interno sulla possibilità di infiltrazioni da parte della criminalità organizzata nella gestione del servizio di igiene urbana a Bisceglie.

L’interrogazione, che riporta la data del 17 febbraio 2017 è finalizzata a chiedere al ministero ragguagli sulla possibilità di applicazione dell’articolo 143 del decreto legislativo n° 267 del 2000 relativo allo “scioglimento dei consigli comunali e provinciali conseguente a fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso”.

Chiare le premesse:

«Camassambiente spa di Bari risulta essere affidataria del servizio di igiene urbana nel comune di Bisceglie, a far data dal 29 giugno 2016;
invero, detto affidamento risulta conferito a seguito di pubblica gara succeduta ad una serie di trattative private delle quali è stata beneficiaria la stessa CamassAmbiente spa (e precedentemente la Lombardi Ecologia srl);
l’appalto anzidetto – per importanza del servizio e valore economico dello stesso – rappresenta sicuramente il più importante affidamento del comune di Bisceglie che per tali attività impegna diversi milioni di euro del proprio bilancio;
il 23 dicembre 2016, il prefetto di Bari Carmela Pagano ha deciso di adottare nei confronti della Camassambiente spa di Bari, società che si occupa di igiene urbana nel Comune di Bisceglie (BAT), un provvedimento interdittivo antimafia;
dalle informazioni di stampa succedute al provvedimento prefettizio evidenzierebbero gravissime infiltrazioni della criminalità organizzata in detto servizio comunale;
taluni dei pregiudicati coinvolti in questa vicenda pare avrebbero già avuto gli onori della cronaca per un tentato omicidio avvenuto sempre a Bisceglie nel 2016;
dunque:
le trattative private e l’appalto sono stati certamente gestiti dall’attuale amministrazione;
nelle proprie difese la Camassambiente spa pare abbia lamentato che parte del personale assunto potrebbe essere stato segnalato dall’amministrazione comunale;
nelle proprie difese il sindaco avrebbe così detto: «sono stretto tra la necessità di difendermi dai clan biscegliesi e da chi mi attacca per questa vicenda»;
di certo, le circostanze sopra riportate hanno contribuito, a giudizio degli interroganti, a deteriorare la qualità del servizio di igiene urbana nel comune di Bisceglie, ove sono ora segnalate diverse discariche a cielo aperto;
oltre alle situazioni menzionate, recentemente l’attività amministrativa del comune di Bisceglie è stata oggetto di una pesante sentenza della sezione regionale della Corte dei conti della Puglia con la pronuncia n.122/2016».

Altrettanto chiare, sebbene tuutt’altro che scontate, le somme che i parlamentari grillini tirano e per cui vogliono chiarezza dal ministero.

«Secondo la vigente dottrina, lo scioglimento dei consigli comunali per infiltrazioni della criminalità è un atto di alta amministrazione e, come tale, caratterizzato da ampia discrezionalità. Per giungere allo scioglimento non è neanche necessario che siano stati commessi reati perseguibili penalmente, essendo sufficiente l’emersione di una possibile soggezione degli amministratori locali alla criminalità, e persino a prescindere dalla prova rigorosa dell’accertata volontà degli amministratori di assecondare le richieste della criminalità;
ad avviso degli interroganti i fatti esposti sono di tale gravità da richiedere una rigorosa e rapida valutazione circa l’operato dell’amministrazione comunale di Bisceglie:
se si intenda valutare se sussistono i presupposti per assumere le iniziative di competenza ai sensi dell’articolo 143 del decreto legislativo n° 267 del 2000 nei confronti del comune di Bisceglie».

Sulla delicatissima questione si attende ora il pronunciamento ufficiale del ministero entro pochi giorni.

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Politica // Scritto da Serena Ferrara // 22 febbraio 2017