CASA DIVINA PROVVIDENZA: UN FUTURO INCERTO

Attualità // Scritto da Michelangelo Tarricone // 4 febbraio 2013

CASA DIVINA PROVVIDENZA: UN FUTURO INCERTO


DSC01124Tempo fa ricordo di aver portato all’attenzione dei lettori lo scottante problema dei dipendenti della Casa della Divina Provvidenza. Come tutta la comunità biscegliese che ha a cuore le sorti della Casa della Divina Provvidenza e dei suoi lavoratori, posso,(ahimè!), con nettezza affermare che la strada da percorrere è ancora lunga e piena di insidie.

Parlando con alcuni lavoratori della Casa della Divina Provvidenza, ho notato in loro quel senso di irrequietezza, un tumulto di intenzioni ancora incerte e vaghe che si esprimono genericamente, che non riescono a solidificarsi. Risiedo in questa città da un anno e partecipo anch’io al dolore di questa gente, il cui futuro si allontana sempre di più.

Capisco bene cos’è la sofferenza che ha colpito questa gente distrutta psicologicamente e anche moralmente, ma noi in quanto biscegliesi dobbiamo sentirci partecipi di questo dolore che attanaglia i lavoratori e le lavoratrici che si sentono traditi sopratutto dalle istituzioni e perché no anche dalla politica.

Noi cittadini tutti sentiamo il mondo, il nostro piccolo mondo, siamo solidali e compartecipi  dei dolori, delle ansie, dei timori, delle paure di questa gente e delle loro famiglie, delle loro speranze, delle loro volontà, dei loro interessi e della loro forza per poter uscire fuori al più presto da questa palude. Ci saldiamo alla collettività di questa gente sforzandoci con il nostro pensiero e con uno sforzo enorme di astrazione. Vediamo distintamente ciò che prima era incerto e vago.

DSC01118Notiamo moltitudini di uomini e donne con la mente ormai offuscata cui il destino ha riservato loro solo sconcerto e disperazione. Si è formata una temperie morale nuova: tutto è fermo, instabile. Ciò che è solo velleità si pone come volontà chiara e concreta. E nasce il caos, la confusione e si incrociano le proposte più pazzesche che ci fanno veramente inorridire. E così questa gente imbottita di promesse e illusioni da questi “predicatori d’esteriorità”, si trova oggi disarmata di contro alla bufera.

Avevano meccanizzato la loro vita, avevano meccanizzato loro stessi, si accontentavano di quel poco per poter vivere dignitosamente: la conquista di una piccola verità li avrebbe riempiti di gioia come se avessero conquistato tutta la verità. Mi domando: “Le istituzioni e cioè Governo centrale, Regione, Comune, dov’erano nel momento del bisogno?”.  Rifuggivano dagli sforzi; sembrava inutile per loro porre delle ipotesi lontane e risolverle, sia pure provvisoriamente. Erano dei mistici inconsapevolmente.

Molti di loro erano gli unici che potevano preparare un avvenire diverso per questa gente. Ma tutto si è disperso nel vuoto! Gli errori che si sono potuti commettere, il male che non si è potuto evitare non sono dovuti a formule o programmi. L’errore è stato nel dilettantismo addirittura sconcertante dei nostri governanti, nella leggerezza di aver preso in mano una situazione che giorno dopo giorno andava deteriorandosi sempre più. Le formule, i programmi erano inanimati per troppi: non li vivevano con intensità, con fervore, non vibravano in ogni atto della loro vita, soprattutto nell’interesse di questa gente.

Noi cittadini di Bisceglie siamo solidali con i lavoratori e lavoratrici della Casa della Divina Provvidenza e siamo avvelenati dall’educazione riformistica di questi grandi “talenti” delle istituzioni che hanno distrutto il pensiero, che hanno impaludato il pensiero di questa gente distrutta e la cui unica speranza è quella di poter un domani ritornare al proprio lavoro e di vivere una vita serena e tranquilla accanto ai loro figli ed ai loro familiari.




Attualità // Scritto da Michelangelo Tarricone // 4 febbraio 2013