Casa Divina Provvidenza, Fials, Cgil, Cisl, Uil, Fsi, Ugl e Usb: «Sarà un ennesimo viaggio della speranza»

Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 3 gennaio 2017

Casa Divina Provvidenza, Fials, Cgil, Cisl, Uil, Fsi, Ugl e Usb: «Sarà un ennesimo viaggio della speranza»

I sindacati ribadiscono la perplessità sulla vendita del complesso aziendale a chi perseguirà fini di lucro

A firmare la nota sono tutte le organizzazioni sindacali aziendali, ad esclusione dell’Usppi che, pur convocata alla riunione congiunta dei sindacati del 30 dicembre scorso, non ha inteso prendervi parte.

FIALS, CGIL/FP, CISL/FP, UIL/FPL, FSI, UGL, USB sono compatte sul futuro della Casa Divina Provvidenza: «ci accingiamo ad un ennesimo “viaggio della speranza”».

L’incontro fissato al MISE il prossimo 5 gennaio 2017 tra i  potenziali acquirenti della Casa della Divina Provvidenza, il commissario Bartolo Cozzoli e i rappresentanti sindacali della forza lavoro, mette paura, anche perché da qui a due anni, pur se dovesse andare in porto un progetto vantaggioso per i lavoratori, potrebbe accadere tutto e il contrario di tutto.

Quello su cui i sindacati già si dissociano da chi sta portando avanti la cessione al gruppo Universo Salute srl, è la “destinazione d’uso” dell’Opera don Uva.

«Avevamo – spiegano –  avanzato l’auspicio che l’Opera del Fondatore, don Pasquale Uva, fosse raccolta da soggetti senza fini di lucro.Non per demonizzare forme di impresa, ma per garantire la continuità e la vocazione del Padre Fondatore a favore dei più deboli. Invece non è andata così. Per di più, a parte le iniziali forme di partecipazione delle diverse forze politiche locali e dei parlamentari del territorio in ordine alla vertenza e finalizzate a tutelare l’istituzione sanitaria, registriamo da troppo tempo un “silenzio assordante. La Casa della Divina Provvidenza, non fabbrica bulloni e utensili e non è mai stata votata ad attività di business!

Ed era questa la motivazione per cui sollecitammo l’intervento di un’Amministrazione Straordinaria che garantisse la prosecuzione dell’attività sanitaria secondo i fini del Fondatore.

Le organizzazioni sindacali non sono deputate a scegliere gli acquirenti né tantomeno a sponsorizzare e auspicare l’aggiudicazione di gara nei confronti di chicchessia a differenza di altri. Lasciamo giudicare ai lavoratori prese di posizione pubbliche che salutano con enfasi la paventata aggiudicazione, raccogliendo così l’apprezzamento del nuovo soggetto imprenditoriale.

Questo vogliamo che sappiano tutti i biscegliesi, compreso il Commissario avv. Cozzoli e tutti i rappresentanti politici del nostro territorio. E lo affermiamo perché non vorremmo che giammai accadesse quanto affermato in Consiglio Comunale dall’On. Giovanni Bruni, allorquando disse rivolgendosi all’avv. Cozzoli, che sarebbe stato ricordato dai biscegliesi come colui che a differenza di don Pasquale Uva avrebbe scritto la parola finale all’opera.

Per queste motivazioni che sono le uniche che hanno contraddistinto la nostra azione sindacale non andremo a Roma con la penna in mano!  Andremo a conoscere le proposte dell’attuale potenziale acquirente e le modalità di garanzia dei livelli di assistenza a favore degli ammalati e dei lavoratori.

Ci riserviamo inoltre, prima di assumere ogni decisione che riguardi i diritti individuali e collettivi dei lavoratori, di procedere ad una forma, la più ampia possibile, di consultazione dei lavoratori della C.D.P. prima di raggiungere un eventuale accordo».

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 3 gennaio 2017