Casa Divina Provvidenza: Cgil, Cisl, Uil e Usppi chiamano ancora all’appello la regione Puglia

Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 3 ottobre 2016

Casa Divina Provvidenza: Cgil, Cisl, Uil e Usppi chiamano ancora all’appello la regione Puglia

«Senza la riconversione dell’ortofrenico, ci saranno ripercussioni su posti di lavoro e trattative di vendita»

Le Organizzazioni Sindacali della Casa Divina Provvidenza di Bisceglie CISL, UIL e USPPI, tornano a farsi sentire, per il prorogarsi del silenzio tombale sulle vicende che riguardano la Casa Divina Provvidenza.

Agli inizi di settembre, presso  il Consiglio  Regionale, erano riuscite ad incontrare il Presidente delle Regione Puglia Michele Emiliano, per accertarsi che le procedure di vendita davvero non avessero ricadute sui livelli occupazionali e chiedere, come fanno da ormai dieci anni a questa parte, il riconoscimento del nosologico per i pazienti dell’ortofrenico. Il governatore, nell’occasione, avrebbe ribadito la sua attenzione sulla Casa Divina Provvidenza e ha rassicurato  che è sua prerogativa la tutela di tutti i posti di lavoro,  ma senza prese di posizioni ufficiali e concrete.

La perdita di 450 unità negli ultimi tre anni di vita dell’Opera di don Pasquale Uva, ha insegnato ai rappresentanti sindacali dei lavoratori la diffidenza circa le rassicurazioni fornite, nel tempo, da chi si è occupato delle sorti delle sedi della CDP.

Del resto nell’incontro presso il Ministero  del Lavoro, a luglio 2015, «il Commissario Straordinario – spiegano i rappresentanti sindacali – ha  ribadito chiaramente che la rideterminazione del nosologico e degli accreditamenti dell’istituto ortofrenico  costituirà una variabile influente riguardo al corrispettivo offerto  per la vendita dell’ente e al dato occupazionale».

Nel Programma presentato  dal Commissario Straordinario , approvato dal MISE, del 16 settembre 2014 , al  capitolo 3 : L’attività della procedura  (i rapporti con la Regione Puglia ) riporta del resto testualmente:

«…I pazienti dell’Istituto Ortofrenico, struttura definita ad esaurimento, non essendo classificati secondo nosologia, non hanno assistenza equivalente in nessuna regione italiana. La mancata definizione della tipologia dei pazienti e di conseguenza delle strutture idonee alla loro assistenza, non consente di tarare le risorse agli effettivi bisogni assistenziali, di fornire parametri utili alla formazione della tariffa, nel rispetto della dignità della persona e della sostenibilità economica…»

Cisl , Uil e Cgil continuano pertanto a bussare alle porte di Michele Emiliano, per reiterare la richiesta di una risposta chiara, assolutamente trasparente, sulle sue intenzioni e sul futuro occupazionale dei lavoratori, «onde evitare nuovamente di ricevere comunicazioni in cui si esprime la necessità  di ulteriori  interventi sul personale».

Dopo le buone, passeranno anche alle cattive: «a breve – fanno sapere – verranno messe  in campo tutte le forme di mobilitazione che la legge ci consente».

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 3 ottobre 2016