Capurso | Le sonorità black di Karima incantano il pubblico nella prima serata del Multiculturita Jazz

Dal territorio // Scritto da Giovanni Recchia // 8 luglio 2016

Capurso | Le sonorità black di Karima incantano il pubblico nella prima serata del Multiculturita Jazz

L’ex concorrente di Amici si è esibita col musicista Diego Caravano, già componente dei Neri per caso

Giovedi 7 la cantante Karima Ammar ha inaugurato, nella suggestiva cornice della Reale Basilica della Madonna del Pozzo di Capurso, la rassegna musicale Multiculturita Jazz Summer Festival 2016 con un’esibizione emozionante, che ha lasciato di stucco gli spettatori presenti. L’interprete di origini algerine ha presentato, insieme allo storico componente dei “Neri per caso” Diego Caravano, il progetto Anime nuove.

Il lavoro ha risaltato le sonorità black della voce di Karima e gli arrangiamenti ideati da Caravano sono sembrati esaltare le caratteristiche timbriche dell’ex concorrente di Amici di Maria de Filippi. L’esibizione è stata impreziosita dal supporto della band composta dallo stesso Caravano alle tastiere, Egidio Marchitelli alle chitarre, Marco Siniscalco al basso elettrico, Puccio Panettieri alla batteria e dalle voci di Federica Graziani, Francesca Carbonelli, Elisa Tronti e Jolomie Urunden.

Il festival è stato aperto dalle performances dei finalisti del Multiculturita Europe xcontest. L’obiettivo della manifestazione è promuovere e far conoscere la cultura musicale jazz anche a coloro che si avvicinano per la prima volta a questo mondo.

Il Multiculturita, creato nel 2003 da Michele Laricchia, è organizzato con l’apporto e il patrocino del comune di Capurso e della regione Puglia e il supporto promozionale di JazzItalia. La manifestazione è fra gli appuntamenti più interessanti dell’estate festivaliera. In Italia c’è una rinomata scuola jazzistica che ha contribuito all’esportazione e alla promozione dei talenti nostrani in tutto il mondo. Venerdì seconda serata con ospite d’onore James Senese; sabato la chiusura con Fabio Concato e la tromba di Fabrizio Bosso.

Foto: Francesco Battista




Dal territorio // Scritto da Giovanni Recchia // 8 luglio 2016