BLOG |Caotica e asfissiante, come accorgersi che non è una città per bambini

BLOG / U maere stè a Vescegghie? // Scritto da Mario Lamanuzzi // 26 dicembre 2015

BLOG |Caotica e asfissiante, come accorgersi che non è una città per bambini


Mario

Quando si è genitori, il Natale ti offre l’occasione per porti una domanda impegnativa sul ruolo: ti chiedi quali siano i giochi che li facciano crescere, quali quelli che vorresti evitassero per non essere alienati, quali posti in città potrebbero frequentare liberamente a 10 anni o poco più, senza correre rischi e mantenendosi puliti e sani.

Sui giochi c’è la possibilità di fare una scelta ponderata, di tenere alta l’attenzione, di allontanarli per quanto possibile dai maledetti videogame che li ipnotizzano.

Per i luoghi invece bisogna affidarsi all’evoluzione della vita cittadina, a quali spazi si sono mantenuti disponibili a misura di bambino, dov’è che si può ritrovare un’area salubre e esteticamente accettabile.

Abito in via Giuseppe Monterisi. Mi sono trasferito un anno e mezzo fa. Qui ho provato nella realtà quello che le statistiche dicono: Bisceglie è una tra le città con la più alta densità di popolazione in Terra di Bari (forse la più alta). Un territorio piccolo e un numero elevato di abitanti, nel mio quartiere si riscontra tutto questo nella quotidianità. Decine di palazzi di quattro o più piani a distanza di pochi metri l’uno dall’altro, un traffico automobilistico caotico che vede nelle ore di punta una lunga fila di auto anche in una strada secondaria come appunto, via Monterisi.

Questo è lo scenario per un bambino, che sovente non dispone dell’opzione “esco e vado a giocare con gli amici” che c’era anni fa. Certo, in alternativa potrebbe essere accompagnato in uno dei parchi cittadini, ma su questo aspetto –tra famiglie che hanno colonizzato quello della Misericordia e la chiusura di altre aree- scende uno sconforto misto a rabbia.

Non sono uno psicologo infantile, ma credo che i bambini abbiano comunque fantasia sufficiente per ritagliarsi i loro spazi anche nel caos e nell’asfissia di certi quartieri. In una parallela di via Monterisi è stato miracolosamente lasciato uno spiazzo di una cinquantina di metri, adornato da saracinesche arrugginite e occupato sovente da auto parcheggiate. Lì mio figlio e altri amici hanno visto una possibilità per dare sfogo alla voglia di calciare un pallone, di sfidarsi, di scoprire le cose che si scoprono a quell’età.

Altrimenti l’alternativa dei nostri giorni comunque c’è: ci sono le scuole calcio, le palestre, le ludoteche. Business assolutamente legittimi e meritori ma che aumentano il sospetto che sia una risposta inadeguata al bisogno di stare insieme (non solo dei bambini, per la verità). Si è orientati a fare qualcosa per un tot all’ora, con relativo tariffario, e a ritornare nelle proprie case. Egoismo e insensibilità verso le sorti di una comunità trovano terreno fertile anche in queste pratiche, ma in questo caso si parla di effetti e non di cause.

Intanto, anche in quello spazio angusto e polveroso in cui mio figlio e amichetti hanno ricavato un campetto di calcio, c’è una signora che sequestra il pallone e minaccia di tagliarlo. Qualcosa almeno non è cambiato.

Mario Lamanuzzi

Chi è Mario Lamanuzzi

Da oltre 25 anni si occupa di giornalismo locale. Cofondatore de "La Diretta", nel 1999 ha fondato “Bisceglie quindici giorni”, dirigendolo fino al 2003. Ha diretto, in passato, anche i portali Bisceglielive e Molfettalive.




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