CAMERO: RENDIAMO VISIBILE “PALAZZO FIORE”

Attualità / Politica // Scritto da La Redazione // 1 marzo 2013

Palazzo Fiori

Palazzo Fiore

Probabilmente è il momento meno opportuno per un intervento su un bene culturale, che a Bisceglie continua a rimanere nascosto agli occhi degli amanti dell’arte, un gioiello vittima della burocrazia e di una volontà politica ancora incapace di risolvere un problema di una semplicità disarmante che – come spesso avviene in Italia – siamo stati capaci di rendere complicatissimo ed irrisolvibile.

Sto parlando di “Palazzo Fiore”, la villa settecentesca in stile tardo barocco napoletano, ben nascosto nella nostra città, in via Monte Grappa, da un orribile muro di cinta e da costruzioni successive, frutto dell’insensibilità al bello e della speculazione edilizia, virtù che gli amministratori cittadini si tramandano di generazione in generazione, quasi fosse un obbligo (im)morale deturpare il patrimonio culturale ereditato.

Il problema è semplice: abbattere il muro che ne impedisce la visuale e l’annesso box addossato al muro medesimo. La soluzione appare impossibile o, perlomeno, difficilissima alle menti dei funzionari e dei politici che a livello comunale e regionale sono stati investiti della questione.

Lo hanno sperimentato sulla propria pelle gli amici dell’Associazione “Puglia Scoperta” che a 18 mesi dall’avvio della campagna “Nessun bene culturale può essere tutelato se coperto – Sindaco ci aiuti” e dopo aver raccolto ben 2226 firme a sostegno della loro iniziativa, hanno constatato che la vista di Palazzo Fiore non è occultata da un muro bensì da una burocrazia rigida, dalla scarsa disponibilità ad affrontare il problema con maggiore convinzione e determinazione, dalla predisposizione di molti a liberarsi della “pratica” attuando la sempre valida strategia dello “scarica barile” che vede sempre in un altro Ufficio o in un altro Ente, l’Organo competente.

Di fronte a questo atteggiamento non c’è davvero soluzione. Palazzo Fiore può rimanere altri cento anni nascosto alla fruizione dei biscegliesi e dei turisti, probabilmente sempre più triste e malinconico, come una giovane donna che vede sfiorire la propria bellezza senza che nessuno l’abbia potuta … scoprire ed ammirare. Provo a lanciare una proposta. Sediamoci attorno ad un tavolo: politici, funzionari, un rappresentante della Regione ed uno della Soprintendenza, un rappresentante di “Puglia Scoperta” e – necessariamente – i proprietari del compendio Villa Fiore.

Affrontiamo il problema nella sua interezza, svisceriamolo senza ostruzionismi, consapevoli che l’obiettivo di rendere il “bene” visibile e fruibile non può essere né disatteso, né rinviato, nell’interesse superiore della collettività da cui anche i proprietari devono farsi conquistare. Sono certo che da quel tavolo verrà fuori l’agognata soluzione. Proviamoci. Ogni diverso atteggiamento comporterà per tutti una perdita di tempo per un immobile che deve tornare a rifiorire.




Attualità / Politica // Scritto da La Redazione // 1 marzo 2013