Camassambiente, le precisazioni dell’impresa: «Mai avuti procedimenti penali, mai avuti rapporti con la malavita»

Attualità // Scritto da La Redazione // 19 gennaio 2017

Camassambiente, le precisazioni dell’impresa: «Mai avuti procedimenti penali, mai avuti rapporti con la malavita»


In riferimento all’articolo “Nel caso Camassambiente pregiudicati, indagati e i clan Parisi e Capriati”, giunge dall’impresa Camassa una nota di precisazioni che di seguito si riporta integralmente.

«Anzitutto, precisiamo come, nell’interdittiva, non sia mai stato contestato alla scrivente impresa – i cui soci ed amministratori non hanno in corso (né hanno mai avuto) alcun procedimento penale – di aver intrattenuto qualsivoglia rapporto di affari con la malavita Calabrese e/o Pugliese.

Quanto alle posizioni dei dipendenti, Camassambiente – per legge – era (ed è tuttora) tenuta ad assumere, per passaggio diretto ed immediato, i lavoratori già dipendenti dei precedenti gestori dei servizi di igiene urbana, ditte che la scrivente impresa, a seguito dell’aggiudicazione di gare di appalto, ha sostituito.

In particolare, per quanto attiene il cantiere di Noicattaro, la scrivente impresa ha iniziato l’appalto a settembre 2015 mentre i signori P.M., P.R., R.G. ed A.E. sono stati assunti, dal precedente gestore (ditta E.P.), fra il settembre 2009 ed il gennaio/marzo 2015 (Camassambiente ha, quindi, ereditato tali lavoratori che, in realtà, sono stati originariamente assunti da un’altra ditta).

Quanto, invece, al cantiere di Bisceglie, precisiamo che i signori C.G., D.N. e L.M. hanno beneficiato di tirocini formativi (i loro nominativi provenivano tutti da graduatorie compilate direttamente dai Servizi Sociali del Comune di Bisceglie nell’ambito di iniziative di inserimento lavorativo delle categorie svantaggiate che includevano anche gli ex detenuti). Tali rapporti si sono conclusi, per C.G. e D.N., a settembre 2014 mentre il sig. L.M., dopo il tirocinio, è stato assunto a far tempo dal giugno del 2014. Non esiste perciò correlazione tra i citati rapporti lavorativi ed i deprecabili episodi richiamati nell’articolo di stampa, vicende accadute anni dopo la conclusione dei tirocini formativi con i signori C.G. e D.N. e comunque anni dopo l’instaurazione del rapporto lavorativo con il sig. L.M. (il tentato omicidio infatti risale all’agosto 2016).

Quanto, infine, alla posizione dell’ing. A., si precisa che la scrivente impresa si era aggiudicata la gara di appalto di San Ferdinando nel settembre 2013; l’ing. A., solo successivamente, ha avviato un rapporto consulenziale con la scrivente impresa (da ottobre 2013) interfacciandosi col Sindaco di San Ferdinando – nei primi mesi del 2014 – per chiedere le ragioni per le quali, nonostante l’aggiudicazione della gara, questi non sottoscrivesse il contratto di appalto con Camassambiente. La sentenza del processo Eclissi del Tribunale Penale di Reggio Calabria (dell’aprile 2016) ha chiarito le effettive ragioni di tale diniego: il Sindaco di San Ferdinando è stato arrestato perché ha favorito l’ingresso di una ditta calabrese al posto della Camassambiente alla quale il servizio è stato successivamente assegnato – ad aprile 2015 – dai Commissari Prefettizi di San Ferdinando in esecuzione di una sentenza del TAR Reggio Calabria che aveva appunto annullato i provvedimenti del Sindaco colluso con ambienti criminali.

Per completezza, dobbiamo ulteriormente precisare come la scrivente impresa abbia interrotto ogni rapporto professionale con l’ing. A. fin da ottobre 2014 e cioè nell’esatto istante in cui sono apparsi, sulla Stampa Locale Calabrese, articoli circa il coinvolgimento dell’ing. A. in vicende legate alla sua pregressa attività lavorativa di Direttore Tecnico delle Aziende Municipalizzate dei Rifiuti di Reggio Calabria (Fata Morgana) e dei 38 Comuni della Piana di Gioia Tauro (Piana Ambiente)».




Attualità // Scritto da La Redazione // 19 gennaio 2017