Cafè Alzheimer, una risorsa per l’assistenza da oggi anche a Bisceglie

Attualità // Scritto da Grazia Pia Attolini // 15 febbraio 2015

Cafè Alzheimer, una risorsa per l’assistenza da oggi anche a Bisceglie


Potranno incontrare i familiari in un ambiente sereno e accogliente, bere una bevanda o sgranocchiare qualcosa e trovare comprensione e orecchie pronte ad ascoltare. Gli anziani affetti da Alzheimer del centro diurno biscegliese “Lasciati raccontare” da oggi avranno la possibilità di usufruire di un nuovo spazio che li protegga e accompagni verso un miglioramento della qualità della vita. È una sorta di bar dedicato ai pazienti, un luogo di ritrovo che mette in rete professionisti (medici, avvocati, psicologi, infermieri, nutrizionisti) , malati e famiglie. Si chiama Cafè Alzheimer e cerca di accendere qualche luce nel buio in cui vivono gli affetti di alzheimer.

La presentazione ufficiale si è svolta nel pomeriggio del 14 febbraio presso l’auditorium Santa Croce alla presenza delle autorità cittadine (vicesindaco Vittorio Fata, assessore ai servizi sociali Doriana Stoico e assessore alla pubblica istruzione e sport Vittoria Sasso) e di illustri relatori. Presenti anche il consigliere regionale Filippo Caracciolo e l’imprenditore Diego Rana. A moderare il dott. Tommaso Fontana.

foto (35)Non dimenticare chi dimentica è uno degli obiettivi del progetto, ormai consolidato a scala nazionale. Come spiegato dal neurologo e coordinatore del centro diurno “Lasciati raccontare“, Antonio Superti, l’alzheimer è una patologia a tratti dilagante, che si ripercuote pesantemente non solo sul malato, ma anche sulla sua famiglia, nella maggior parte dei casi impreparata ed impotente al cospetto di una infermità che subdolamente lede e sottrae ogni dignità al proprio caro. Esiste una cura? In verità no, afferma Superti: si può solo rallentare e migliorare la qualità della vita, prevedendo, ad esempio, gli incidenti domestici, accompagnando il malato nell’orientamento topografico, evitando le cadute e fornendo occasioni di relazione in un ambiente sereno e rilassato, proprio come intende essere il Cafè Alzheimer. Tra i consigli: evitare situazioni di disagio, utilizzare frasi brevi e semplici, far leva sui ricordi comuni.

«Occorre effettuare una precoce diagnosi – afferma la dottoressa Pintoattraverso brevi test strutturati. Chi quotidianamente accudisce malati di Alzheimer deve spegnere il cervello e accendere il cuore».

È la malattia delle cinque A: acalculia, agnosia, amnesia, aprassia e afasia. Accade che i malati di Alzheimer preferiscano chiudersi in sé stessi per non essere derisi; non riescono ad eseguire le cose più semplici, collocano gli oggetti in posti sbagliati, smarriscono la strada di casa; la malattia degenera fino alla perdita dell’autosufficienza e ai disturbi di comportamento che portano il malato a non riconoscere i propri familiari.

Ecco che il Cafè Alzheimer rappresenta un’occasione importante di incontro e un’occasione insostituibile per vivere più degnamente nonostante il buio. Lo sa bene il presidente dell’associazione Alzheimer Bari, Pietro Schino, che dal 2002 porta avanti la missione di agevolare attraverso la creazione di una efficace rete assistenziale la vita del malato e della sua famiglia.

Grazia Pia Attolini

Chi è Grazia Pia Attolini

Giornalista pubblicista, laureata in Lettere moderne, sta completando gli studi universitari in Filologia Moderna. Attualmente è in Servizio Civile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento della Protezione Civile e si occupa di comunicazione, social media, stampa, diffusione della conoscenza. Redattrice di Bisceglie in Diretta dal 2010, ha ricoperto anche la carica di segretario di redazione. Ha collaborato con Radio Centro e si occupa della presentazione di eventi e incontri culturali. Responsabile della comunicazione dell'associazione Giovanni Paolo II, intervista personalità di spicco del Vaticano, del mondo dello spettacolo e della società civile. Attiva nel sociale e nel volontariato, è anche capo scout.




Attualità // Scritto da Grazia Pia Attolini // 15 febbraio 2015