Bve-Pci, prosegue la polemica. Di Tullio: «Su ciò di cui nulla si può dire si dovrebbe tacere»

Attualità // Scritto da Vito Troilo // 11 marzo 2017

Bve-Pci, prosegue la polemica. Di Tullio: «Su ciò di cui nulla si può dire si dovrebbe tacere»

L’esponente dell’associazione replica ai comunisti: «Se ci impegniamo una volta alla settimana è certamente molto di più di quanto facciano la gran parte dei partiti di Bisceglie»

Prosegue la polemica tra Davide Di Tullio e il Partito Comunista Italiano. Il vicepresidente dell’associazione Bisceglie Vecchia Extramoenia risponde alla nota con cui la segreteria della sezione di via Cialdini ha inteso replicargli in merito al battibecco riguardante il ruolo di Franco Napoletano, sindaco di Bisceglie dal 1996 al 2006.

«Vorremmo intanto ringraziare i compagni del Pci per il simpatico appellativo di “ambientalisti della domenica”. Se la percezione è quella di impegnarci almeno una volta alla settimana, possiamo ritenerci soddisfatti, è certamente molto di più di quanto facciano la gran parte dei partiti locali, compreso il Pci. In merito poi alla nostra presunta parentela con Pinocchio o con qualche Pupo siciliano, ci spiace constatare quanto la povertà intellettuale di taluni escluda a priori l’eventualità che ci possano essere cittadini liberi da condizionamenti ideologici. Evidentemente l’abitudine di parlare senza essere eterodiretti è una dimensione che lor signori non conoscono.

Non starò qui a tessere le lodi di chi scrive, tuttavia vorrei informare i compagni che lo scrivente non ha tessere di partito e che non esercita il diritto di voto a Bisceglie avendo la residenza in un comune all’altro capo del Paese. Alla luce di ciò, visto che mi piacerebbe dare un senso a queste righe e visto che i compagni hanno eluso la questione dell’ingerenza politica del loro leader politico cercando di farci ingurgitare una sbobba condita di “delocalizzazione all’estero delle imprese, disoccupazione in aumento, precariato diffuso, arretramento dei diritti dei lavoratori, impoverimento delle masse” che ben poco ha a che vedere con la questione discussa (ancorché argomenti assolutamente pertinenti in altre sedi), cercherò di ricordare ai nostri amici alcuni aneddoti della storia politica di Napoletano.

Partiamo con il constatare come il nostro ex sindaco pare abbia usufruito del diritto di oblio in merito alla ricerca di informazioni sul suo conto in internet (provare per credere) per il periodo relativo al suo mandato da deputato e da sindaco. Un diritto sacrosanto per ogni buon cittadino, ma che certamente non fa onore ad un personaggio pubblico che, nel bene o nel male, è parte della storia politica della nostra città. Avere timore del proprio passato non è certamente un buon viatico per presentarsi ai cittadini come un rappresentante specchiato delle istituzioni. Passando ai fatti, nella mia attività di ambientalista domenicale, scopro di come il nostro amato ex-sindaco non avesse esattamente il pollice verde. A cominciare dall’affazzonato recupero delle nostre coste, che ha reso tristemente note le spiagge a “lastroni”, oggetto oggi di riqualificazione da parte dell’amministrazione Spina, bontà sua (c’è chi fa e chi disfa, per la gioia degli elettori e delle loro tasche). O il porto turistico, opera dal dubbio valore architettonico (bello vedere le casette di legno chiudere l’orizzonte) e che ha finito per deturpare il porto settecentesco per una manciata di altrettanti dubbi benefici economici.

Non dimentichiamo poi il dissennato progetto di “riqualificazione” della l’area prospiciente le Pescare, che grazie al piano particolareggiato elaborato durante l’ultima giunta Napoletano, avrebbe consegnato una magnifica porzione di città storica extramoenia, ancorché in stato di forte degrado, nelle mani dei palazzinari, un area tra l’altro a rischio idrogeologico. Vogliamo inoltre parlare del depuratore sottodimensionato, oggi oggetto di risistemazione? E come dimenticare del regalo fatto ai circa ottanta occupanti abusivi di altrettanti immobili nel centro storico, grazie ad una raffica di ordinanze sindacali al termine dell’ultima consigliatura Napoletano, propedeutiche alla sanatoria regionale che avrebbe di fatto consentito di regolarizzare per sempre gli abusi, evitando la noia di una graduatoria (che l’allora amministrazione Napoletano si guardò bene dal redigere)? Di li a poco il nostro ormai ex-Sindaco, nonché gran compagno Napoletano, sarebbe stato eletto deputato; chi semina raccoglie insomma.

Oggi, grazie anche a questa mossa, il nostro borgo fatica a risollevarsi dal suo pluridecennale degrado, alla faccia del dichiarazioni ottimistiche del sindaco Spina. Un’area fortemente circoscritta, in cui decine di famiglie in uno stato di forte disagio sociale, sono ammassate grazie a quello che si può ritenere un vero e proprio processo di ghettizzazione, ipotecando  il rilancio turistico e della nostra città. Se le premesse sono queste, si fa fatica a comprendere come “Franco Napoletano, rappresenta una preziosa risorsa non solo per la sinistra ed il centrosinistra, ma per l’intera Città di Bisceglie”. Aggiungo, e qui concludo parafrasando il buon Wittgenstein, che su ciò di cui nulla si può dire si dovrebbe tacere.

Vito Troilo

Chi è Vito Troilo

Giornalista pubblicista. Caporedattore, oltre che responsabile della redazione sportiva, di Bisceglie in diretta. Si occupa di cronaca, attualità, politica e spettacoli oltre che di sport. È grande appassionato delle tematiche che riguardano l'Europa orientale. Ha praticato calcio, pallacanestro e atletica leggera, è stato allenatore e dirigente di pallacanestro. Ha cominciato a scrivere articoli all'età di 10 anni. Ha collaborato con diversi quotidiani, tv, radio e riviste specializzate. Ha realizzato centinaia di telecronache e radiocronache sportive. Cura uffici stampa e campagne promozionali.




Attualità // Scritto da Vito Troilo // 11 marzo 2017