BLOG | Si fanno i complimenti fra loro

Attualità / BLOG / BUONANOTTE // Scritto da Vito Troilo // 12 luglio 2016

BLOG | Si fanno i complimenti fra loro


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L’Italia è un puntino sul planisfero tanto piccolo quant’è grande, al contrario, il mistero che aleggia su certi fenomeni e strani comportamenti che si verificano solo qui. Una nazione nella quale, specialmente al sud, può ancora capitare di sentirsi chiedere «Perché non hai seguito le orme di tuo padre?» come se determinate capacità si trasmettessero per via ereditaria… Un paese che non funziona perché il concetto di merito è stato ormai ridotto in poltiglia dalla logica della raccomandazione a qualsiasi costo, in qualsiasi modo, per qualsiasi cosa, fosse anche presentare la sagra delle forchette di plastica…

Va da sé che, in un contesto così degenerato, l’autocelebrazione sia abbondantemente tollerata: del resto, a confronto di ben altri scempi, non ha tanto senso far caso a qualche maldestro mitomane a caccia di visibilità. Qualche amico buontempone, sempre pronto a sbellicarsi dalle risate immaginando le mie reazioni, ha segnalato, nelle scorse settimane, episodi sospesi fra la comicità involontaria e il patetico aggiungendo al racconto (cui altrimenti non avrei creduto) le prove dell’accaduto. Roba da chiodi.

Se l’apostrofo fra “un” e sostantivo o aggettivo maschile (l’esempio più frequente: «un’altro») e la mancata distinzione fra “a” e “ha” sono ormai classici di un triste repertorio di strafalcioni, l’elemento di novità è recentemente rappresentato da tentativi, peraltro vani e inconsistenti, di autocitazione. Come parlare di sé alla terza persona.

Mi è tornato in mente uno spezzone risalente al monologo della serata finale del Festival di Sanremo 1989, nel quale uno splendido Beppe Grillo ironizzò sull’abitudine dell’epoca, da parte di conduttori e ospiti delle trasmissioni dell’allora Fininvest, di farsi reciprocamente le congratulazioni persino per essere in grado di allacciarsi le scarpe… «Sei bravissimo». «Sei più bravo te». L’intervento si chiuse, fra l’altro, con un’autentica lezione di deontologia giornalistica (la battuta sull’intervista di Sandro Mayer a un bambino rapito) troppo spesso disattesa dalla nostra categoria.

«Si fanno i complimenti fra loro» chiosò il comico genovese. Sono trascorsi ben 27 anni: inutilmente, almeno per qualche scienziato delle merendine. Buonanotte.

VIDEO | Beppe Grillo a Sanremo 1989

Vito Troilo

Chi è Vito Troilo

Giornalista pubblicista. Caporedattore, oltre che responsabile della redazione sportiva, di Bisceglie in diretta. Si occupa di cronaca, attualità, politica e spettacoli oltre che di sport. È grande appassionato delle tematiche che riguardano l'Europa orientale. Ha praticato calcio, pallacanestro e atletica leggera, è stato allenatore e dirigente di pallacanestro. Ha cominciato a scrivere articoli all'età di 10 anni. Ha collaborato con diversi quotidiani, tv, radio e riviste specializzate. Ha realizzato centinaia di telecronache e radiocronache sportive. Cura uffici stampa e campagne promozionali.




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