BLOG | Senti chi parla del…. #Fertilityday

BLOG / IL PIZZICOTTO // Scritto da Serena Ferrara // 2 settembre 2016

BLOG | Senti chi parla del…. #Fertilityday


il-pizzicotto

Volevano fare i creativi e sono riusciti ad essere solamente imbarazzanti, del tutto fuori luogo.
Certo, hanno fatto rumore come nelle intenzioni, ma immaginare che possano risollevare la media italiana dell’1.4 figli/donna con una campagna pubblicitaria che offende nell’intimo, pare assurdo a tutti. Persino al premier Matteo Renzi, che ai microfoni di Rtl ha sconfessato il suo ministro, Beatrice Lorenzin, con un lapidario: «Per fare figli non servono cartelloni pubblicitari». Punto.

Il 22 settembre il ministero della Salute ha organizzato il Fertility Day. Un evento promosso dal governo che vorrebbe spronare i giovani a fare figli e a farlo in fretta. E che, nelle intenzioni, dovrebbe invitarli a rinunciare a tutto quello che provoca infertilità: fumo, alcool, droga, cibo spazzatura, sedentarietà. C’è anche un gioco, il Fertility game (cercatelo qui, giocateci e ridetene tutti).

fertility day

Uno degli slogan della campagna di comunicazione per il #fertilityday

Da donna, mi hanno fatte vergognare, con l’immagine che vedete qui a fianco, da qualche parte. Perché mostrare ad una possibile mamma, di qualsiasi età, l’immagine di un figlio unico, occhialuto e con qualche handicap inseguito dalla sua stessa ombra che gli punta il dito contro perché è solo, è a dir poco inquietante.

Da operatore della comunicazione, sapendo che sono stati sottratti ad altro una quota dei 113.300,00 euro previsti dal bando ministeriale “Servizio di event/campaign social management” (ai quali si aggiungono i 38.500 euro assegnati alla ANCI comunicare srl per “il servizio di comunicazione territoriale da svolgersi in occasione del Fertility Day”), mi hanno fatto riflettere.

Il bando prevedeva la realizzazione di 4 eventi, di cui il secondo è il Fertility Day. I ragazzi della Mediaticamente, vincitori dell’appalto, avrebbero, almeno in questa occasione, potuto fare di meglio.

Pochi lo avranno notato, l’autogol di uno dei fondatori dell’agenzia milanese, che su Facebook, sulla sua pagina privata, ha fatto una dichiarazione ben più triste di quanto ci si aspettasse da un professionista del marketing: «Il rimedio è la povertà. Non c’è reale crescita né desiderio se non si comprende cos’è la privazione di qualcosa e per qualcosa».

Magari il bocconiano Guido Parazzoli voleva dire altro, riferirsi alla frugalità dei costumi. Sta di fatto che la coincidenza temporale del suo messaggio con la campagna sulla fertilità da lui stesso ideata,  fa storcere il naso. Tanto più che l’agenzia è recidiva: tre bandi vinti con la Lorenzin evidentemente cozzano con l’idea del “vivere con pochi mezzi ed essere felici”.

Le polemiche, più che scontate, che ne sono conseguite, ci ricordano che in Italia sono migliaia le donne che abortiscono per non essere licenziate (dopo aver firmato le ben note dimissioni in bianco) o perché già faticano ad arrivare a fine mese con un lavoro (se ne hanno uno) precario e sottopagato.

Non vorrei ripetere quello che hanno detto in tante, pertanto faccio solo un passaggio. Io ho 32 anni e, non mi vergogno a dirlo, non ho ancora mai avuto l’opportunità di mettere in cantiere un figlio: pur lavorando oltre 16 ore al giorno, non ho un posto fisso ma una partita iva che dà reddito ad anni alterni e un sito web (questo su cui mi leggete) che certo non mi arricchisce.

Ora, ho tutta l’intenzione di scansare quel dito puntatomi contro da una ministra che parla di fertilità come “bene comune”, invitandomi a mettere il mio sulla piazza perché ne ha bisogno l’Italia.

Signora ministra, mi perdoni, crede che un figlio non lo vorrei anch’io? E poi, come può parlare lei, che ha concepito (fortunata) e dato alla luce, due gemelli a 43 anni compiuti?

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




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