BLOG | Se della Cdp rimanesse almeno il ricordo di Augusto Bonucci

Attualità / BLOG / U maere stè a Vescegghie? // Scritto da Mario Lamanuzzi // 13 novembre 2016

BLOG | Se della Cdp rimanesse almeno il ricordo di Augusto Bonucci


Mario

Poco più di 10 anni fa l’ex ospedale psichiatrico di Bisceglie fu teatro di una tragedia che vide vittima un paziente.

Augusto Bonucci, 67 anni, sfuggì alla sorveglianza degli operatori e si rinchiuse in un bagno della struttura da tempo inutilizzato. Quando fu notata la sua assenza, fu dato l’allarme per cercarlo. Furono impiegate forze dell’ordine, elicotteri e unità cinofile. Fu ritrovato cadavere undici giorni dopo la sua scomparsa. Dal bagno chiuso e inutilizzato proveniva un forte odore nauseabondo e fu quello a insospettire qualcuno e a verificare la presenza nel bagno del corpo senza vita, immerso in una pozza di sangue e in stato di decomposizione.

L’autopsia stabilì che Bonucci fosse stato colpito da un’emorragia cerebrale tre giorni dopo la sua sparizione. Fu ritrovato a distanza di undici giorni. Per più di una settimana giaceva cadavere senza che nessuno, anche stazionando a due-tre metri di distanza dal luogo, se ne fosse accorto.

Ho rinverdito questo ricordo pensando ai due elementi fondanti dell’Opera Don Uva: i pazienti e gli operatori sanitari. Entrambi questi elementi si ritrovano a scontare una progressiva diminuzione. I pazienti dell’ex istituto ortofrenico, in cui era ricoverato Bonucci, sono praticamente tutti in età avanzata e ne muoiono in media due o tre al mese. Gli operatori impiegati nei padiglioni sono sempre di meno per effetto dei tagli sul personale avvenuti nel corso degli ultimi travagliati anni che hanno portato la Casa Divina Provvidenza sull’orlo del dissesto finanziario. Rimane un velo di inquietudine a considerare oggi la qualità dell’incrocio di questi due elementi, pur essendoci operatori che lavorano con umanità e abnegazione.

Personale ridotto all’osso ad assistere quelli che evangelicamente si chiamerebbero “ultimi tra gli ultimi”. Questi ultimi, il loro destino, il loro relativo benessere, rappresentano uno dei pochi motivi di interesse per le vicende della Casa Divina Provvidenza. Interessa la sorte di quegli ultimi perché, su quello che è successo e sta succedendo alla Cdp, sono tra i pochi che possono sicuramente urlare la loro innocenza.

Colpito dalla tragedia, dieci anni fa proposi di collocare una targa in ricordo di Augusto Bonucci in prossimità o all’interno della struttura. Fu un appello rimasto inascoltato. Nei momenti di commemorazione di eventi tragici, si usa l’espressione “per non dimenticare”. In questo caso, sarebbe un’espressione appropriata e al tempo stesso beffarda, visto che Bonucci era stato, a voler essere buoni, dimenticato da qualcuno poco prima di morire solo in un bagno.

Sarà poco o forse sarà niente quello che rimarrà della Cdp nel prossimo futuro: se ci fosse il segno di un ricordo per questo essere umano, sarebbe comunque un lascito morale di grande valore per una comunità che non deve mai farsi trovare distratta davanti agli ultimi.

Mario Lamanuzzi

Chi è Mario Lamanuzzi

Da oltre 25 anni si occupa di giornalismo locale. Cofondatore de "La Diretta", nel 1999 ha fondato “Bisceglie quindici giorni”, dirigendolo fino al 2003. Ha diretto, in passato, anche i portali Bisceglielive e Molfettalive.




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