BLOG | San Nicola e il ritorno dell’incubo “inceneritore”

BLOG / IL PIZZICOTTO // Scritto da Serena Ferrara // 22 dicembre 2016

BLOG | San Nicola e il ritorno dell’incubo “inceneritore”


Ok, non abbiamo diritto a chiamarli inceneritori. Non lo faremo, a patto che a voi lettori la dicitura “impianti a biogas, a digestione anaerobica, della portata di circa 50.000 tonnellate l’anno” evochi un processo ecologico solo a parole.

La Regione Puglia  “per rispondere agli obblighi imposti dall’Unione Europea” ha diffuso, il 6 dicembre, un avviso pubblico, per chiedere ai comuni pugliesi di ospitare “impianti di valorizzazione della frazione organica dei rifiuti urbani provenienti da raccolta differenziata”, dove per valorizzazione si intende la scomposizione ai fini della produzione di metano, da trasformare in elettricità attraverso combustione.

Ad ottobre, puntando su tutt’altri ecologici obiettivi, aveva invece chiesto ai comuni di accogliere “compostiere di comunità”, piccoli impianti aerobici per la digestione dell’organico prodotto in loco. Bisceglie, su proposta della Federazione dei Verdi, aveva aderito entusiasta all’idea di raggiungere l’autosufficienza in materia di rifiuti, un po’ per scrollarsi di dosso l’atavica “sfiga” in tema di igiene urbana, un po’ per dare l’esempio alla comunità. Fu un bel segno.

La sorpresa di San Nicola, ha spiazzato gli ambientalisti di tutto il territorio. L’effetto sorpresa, per loro, è stato pari a quello di un vegano che, dopo aver incontrato un erbivoro suo simile, lo ha visto girare l’angolo, infilzare una bistecca e provarci pure gusto.

Silenzio invece dalle istituzioni locali, che pure avevano boicottato i privati che in passato avevano avanzato proposte di impianti di pari portata.

 L’indignazione per il progetto della leccese Co.Bi.green in zona Lama Di Macina (ve lo ricordate il tormentone della campagna elettorale del 2013, cui seguì una battaglia ideologica che approdò, un anno dopo, nelle sedi della provincia Bat?) raggiunse una portata inaspettata, interessando pollici verdi, pollici verso e  pollici in alto di ogni colore, con conseguente chiacchiericcio mediatico da cui si intuì solo una cosa: quell’impianto a Bisceglie non sarebbe nato.  A prescindere dall’ok di Regione e Provincia, il Comune avrebbe detto no all’”inceneritore”.

Ora, c’è da prendere coscienza di un fatto, pure abbastanza normale. Trani ha già fatto richiesta per ospitare un impianto a biomassa dell’identica portata di quello della Co.Bi.Green. Non potendosi redimere dai disastri ecologici della discarica Amiu, la città della pietra  non ha da perdere credibilità ulteriore agli occhi dei suoi concittadini, già consapevoli che la città deve puntare altrove. Non è escluso che – se il progetto passa e la regione finanzia – l’impianto possa essere piazzato a confine con Bisceglie, dove avrebbe suolo e interesse a fare soldi dai rifiuti, senza danneggiare la sua immagine di città turistica e culturale.

A dirla breve, se l’affare andasse in porto, dopo anni di battaglie contro “il mostro”, ce ne ritroveremmo in casa le “puzzette”.

Concordo con l’amico Maurizio Parisi e con i suoi fedelissimi, nell’appello al sindaco Francesco Spina: abbiamo voluto la Strategia Rifiuti Zero, facciamola valere. Anche pestando i piedi, perché non c’è mostrina sulla giacca di uomo d’armi sufficiente di per sé a salvarlo se qualcuno prende un’arma e decide di freddarlo.

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




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