BLOG | Rifiuti, con il soggetto unitario dell’Aro si risparmierebbe circa la metà dei costi. Allora perché un nuovo appalto?

Attualità / BLOG / U maere stè a Vescegghie? // Scritto da Mario Lamanuzzi // 12 novembre 2015

BLOG | Rifiuti, con il soggetto unitario dell’Aro si risparmierebbe circa la metà dei costi. Allora perché un nuovo appalto?


Mario

Sulla gestione del servizi di igiene urbana si muovono interessi milionari. Lo dicono i numeri, le cifre degli appalti, anche se nel caso dell’amministrazione Spina per molti anni non si è parlato di appalti, ma di affidamenti diretti senza gara, con beneficiaria unica e continuata la Lombardi Ecologia di Triggiano.

Questa azienda diventò titolare del servizio dopo che Spina nel 2007, attraverso la revoca dell’appalto per il comune, determinò il fallimento della società consortile Vigiliæ (con il 51% del capitale sociale di proprietà pubblica). Fu dimostrato, proprio da chi vi scrive, che non ci fu nessun risparmio sulla gestione e che invece l’affare non fu per i cittadini biscegliesi ma per l’azienda di Triggiano che per lungo tempo, senza la seccatura di dover partecipare ad un bando di gara, poté svolgere la sua attività utilizzando mezzi e strutture acquistate da Vigiliæ.

Quattro anni dopo arriva finalmente la gara d’appalto, se la aggiudica la Intini che cede il ramo d’azienda che si occupa di rifiuti alla Camassambiente.

Tabella di comparazione dei costi

Tabella di comparazione dei costi

Nel corso degli ultimi anni si fa avanti l’opportunità degli Aro (Ambiti di raccolta ottimale) istituiti dalla regione Puglia. Un raggruppamento di comuni che possa ottimizzare il servizio attraverso un gestore unico per più città. L’Aro di cui fa parte Bisceglie è l’Aro1 Bt costituito insieme ai comuni di Barletta e Trani. Per un amministratore comunale di Bisceglie però significa perdere il controllo su questa attività, per dire: è più difficile che il fratello di un consigliere comunale possa essere assunto da un’azienda dove bisogna tener conto anche di Barletta e Trani. A Spina non va giù questo Aro e fa ricorso al Tar perché sostiene che Bisceglie sia più compatibile nella gestione dei rifiuti con Andria, Minervino e Spinazzola. Il ricorso viene respinto. L’Aro deve continuare il suo percorso e procedere verso la costituzione di un soggetto unitario. La forma suggerita dal dirigente Maria De Palma è quella di un’azienda “in house” partecipata dai tra comuni.

C’è però una fase transitoria che la stessa dirigente suggerisce nella sua relazione dello scorso 25 giugno. Nelle pieghe di questa fase si inserisce la volontà dell’amministrazione comunale di Bisceglie di procedere ad un nuovo appalto entro giugno dell’anno prossimo. Un affidamento di 7 anni, un arco di tempo ritenuto sufficiente ad aspettare che il soggetto unico dell’Aro possa diventare operativo.

Peccato, perché la soluzione del soggetto unico costituirebbe prima di tutto un affare per le tasche dei cittadini. Per il nuovo appalto, l’amministrazione comunale ha dichiarato che i costi saranno di circa 6.5 milioni annui (120 euro per abitante) ed è già realtà l’aumento consistente della tassa sui rifiuti.

Per il soggetto unico con Barletta e Trani, invece, la dirigente De Palma nella sua relazione ha prospettato questi costi: Bisceglie pagherebbe 3.748.048 euro all’anno, cui si devono aggiungere costi “per servizi complementari” che non fanno comunque lievitare in modo consistente quei costi. Si tratterebbe di un costo per abitante di 68.30 euro, poco più della metà di quanto si pagherebbe con un nuovo appalto solo per Bisceglie.

Insomma, come ai bei tempi mi chiedo: a chi conviene questo nuovo appalto?

Mario Lamanuzzi

Chi è Mario Lamanuzzi

Da oltre 25 anni si occupa di giornalismo locale. Cofondatore de "La Diretta", nel 1999 ha fondato “Bisceglie quindici giorni”, dirigendolo fino al 2003. Ha diretto, in passato, anche i portali Bisceglielive e Molfettalive.




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