BLOG | Quando scompare un maestro

Attualità / BLOG / IL PIZZICOTTO // Scritto da Serena Ferrara // 28 novembre 2016

BLOG | Quando scompare un maestro

In memoria di Francesco Simone

Blog Serena Pizzicotto
«Chi vuol insegnare, trova per tutto una scuola»
dice un vecchio adagio italiano, rimasto senza autore.

Al momento è il migliore che sia riuscita a trovare, per riassumere le voci, a centinaia, di quegli studenti che, sessant’anni dopo, all’indomani delle sue esequie lo rimpiangono.

Per me era zio Ciccio, “zione” da parte di padre. Era l’uomo della natura e del sorriso. L’uomo della vecchiaia saggia a cui aspirare.

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La targa dei “ragazzi del ’58” per il maestro Francesco Simone

L’ho sempre visto così, sin da bambina, nella tenerezza della vita familiare, condivisa, dal 1954 con la zia Maria Losapio.

Lei, ad un passo dai 100 anni, ha dovuto salutarlo definitivamente il 25 di novembre, senza che nemmeno una lacrima riuscisse a sollevarla dal dolore. Con la forza interiore di ogni giorno trascorso al fianco di quello che ricorda come «il più buono» tra gli uomini mai conosciuti, ha compiuto il suo ultimo volere come da copione: riportare le sue ceneri alla terra, per renderla fertile ancora.

Dello zio, nella mia mente è scolpita l’immagine delle sue puntuali vacanze in montagna, quella delle lunghe passeggiate a meditare ed ammirare la bellezza del mondo, quella dei bagni al mare fuori stagione, quella dei suoi istruttivi racconti su tutto. Perché «Chi vuol insegnare, trova per tutto una scuola» e lui, anche dopo la pensione raggiunta nel 1979, una scuola la trovava sempre. Anche per me.

Ho ferma l’immagine dei  libri di storia, botanica, politica e pensiero che difficilmente spariranno dalla scrivania in cui conservava il suo mondo e il suono del suo «acc0modatevi» accogliente di ogni visita, cui seguiva  una coppa di gelato nel salotto o sul balcone al settimo piano di Corso Umberto. In quella casa troppo grande per essere abitata in due, non c’era niente di superfluo. Mai

Ricordo ancora le sue teorie, che la zia mi trasmetteva nelle passeggiate estive a raccogliere le more selvatiche, sull’intelligenza vegetale. «Perché le piante stanno sulla terra da molto prima di noi e dobbiamo rispettarle».

Per gli altri, i tanti che oggi mi scrivono con commozione, zio Ciccio era il Maestro, il professore. Anche nel giorno degli addii, quando tutta la classe del ’55 (la prima) ha reso omaggio alla sua caducità normale, la memoria è andata ai giorni dei banchi di scuola. «Ci teneva a che fossimo ogni giorno puliti e con i vestiti a posto. Altrimenti erano bacchettate. Ma bacchettate buone» ricorda uno dei suoi primi alunni, artefice di una delle tante rimpatriate tra ex compagni, che si sono susseguite nei decenni fino a ieri.

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Targa in occasione del 90° compleanno del maestro

«Lo ricordo nelle lunghe uscite nel centro antico, allora spesso off limits per molti, ad infondermi la curiosità verso la nostra storia» – dice Leo Pedone, oggi architetto affermato a livello internazionale. La lezione di zio gli è rimasta nel cuore. – «Ricordo – dice ancora – le poesie nel nostro dialetto, i giochi popolari che ci faceva fare …. tutto condito da grande umanità ed un approccio deciso ma sempre amorevole. Memorie a cascata che danno la testimonianza di un grande educatore , ma sopra tutto un grande uomo».

Di Francesco Simone, 93 anni vissuti come molti vorrebbero, ci resta soprattutto però la gratitudine verso la vita. Insegnata e tramandata a tutti quelli che hanno saputo farne tesoro.

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




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