BLOG | Provo a fare l’avvocato (prima puntata). La corda del Nicotel al collo del comune

Attualità / BLOG / U maere stè a Vescegghie? // Scritto da Mario Lamanuzzi // 9 febbraio 2017

BLOG | Provo a fare l’avvocato (prima puntata). La corda del Nicotel al collo del comune


Mario

Due questioni cittadine, forse più di due, che investono la conoscenza di norme, codici e cavilli restano sullo sfondo come intricate e di difficile soluzione. Ho deciso allora di provare io a fare l’avvocato per dare un mio personalissimo, trascurabile e incompetente parere.

Del resto in un paese, lo hanno detto 600 professori in un recente appello, dove moltissimi studenti universitari hanno problemi con la corretta applicazione della lingua italiana, perché non dovrei avventurarmi pure io in una cosa che “nan è cazz u mej”?

Parliamo del Nicotel che non paga da sei anni il canone di concessione per la gestione della piscina comunale. Non sarebbe questo un motivo per una rescissione del contratto? Il sindaco però ha avvertito in Consiglio comunale: «la piscina è una straordinaria opera pubblica realizzata con lo strumento del project financing. L’investimento del privato di 3,5 milioni è spalmato su 25 anni. Se decidessimo di chiudere saremmo senz’altro costretti all’obbligo di indennizzo in favore degli investitori per compensare l’aumento di valore dei terreni che si è realizzato grazie all’impegno di chi ha partecipato al project financing».

Allora, io che con questo articolo faccio l’avvocato, rileggendo l’avvertimento del Sindaco circa il rischio di un maxi risarcimento in caso di risoluzione del contratto, alla società che ha partecipato al project financing per la costruzione e la successiva gestione della piscina, ho subito pensato a quello che con altri panni avrei definito un’inculata con altri termini: le clausole vessatorie o il contratto capestro. Mi sembra questo un caso, io Nicotel non ti pago il canone di concessione perché tanto di qui non puoi mandarmi via se no mi devi pagare milioni di euro per la valorizzazione dei terreni nella zona (ma i terreni di chi, poi? Di privati? Dove sarebbe il beneficio pubblico su questo aspetto? Boh).

Come ogni buon avvocato moderno, mi sono subito avvalso di Google e ho cominciato la mia ricerca. Mi è però subito risalita l’indole del giornalista e ho cliccato sul sito unaparolaalgiorno.it trovando questa definizione di capestro: “Corda per legare il collo di animali o di condannati alla forca; in lessico giuridico, contratto capestro è un contratto sbilanciato, che impone oneri gravi”. Ecco, la corda che il comune si è legata al collo attraverso questa convenzione con il Nicotel, è la giusta rappresentazione della situazione attuale del rapporto tra le due parti. Se il comune non può mandare via dalla propria struttura un concessionario moroso che più moroso non si può, pena il riconoscimento di un indennizzo milionario, allora per me avvocato da mezzora, si tratta di un contratto capestro con clausole vessatorie per la parte pubblica. Il Comune si è attivato nella richiesta dei canoni pregressi solo dopo 5 anni nonostante ci fosse in giunta l’assessore Barra, direttrice del Nicotel a Bisceglie, con la quale si è evidentemente sempre fatto finta di niente.

Mi verrebbe anche la voglia di fare per un’altra mezzora l’architetto urbanista per vedere dove ci sarebbe sta valorizzazione della zona che è periferia della città, con terreni incolti ovunque e con la stessa struttura comunale tenuta in condizioni non certo eccellenti.

Ma la nausea è già abbastanza così.

Naturalmente, se qualche avvocato vero e serio può offrire il suo parere sulla questione, sarebbe cosa gradita.

Per finire in bellezza, a proposito del conflitto di interessi dell’assessore Barra sulla questione, il sindaco in quello stesso consiglio comunale dichiarò: «Nel 2007, quando abbiamo avviato gli atti amministrativi per verificare la possibilità di costruire la piscina comunale, non la conoscevo neppure. Come avrei potuto sapere che in seguito si sarebbe candidata nelle mie liste, sarebbe stata eletta in consiglio comunale e l’avrei nominata assessore? In quale modo avrebbe mai potuto influenzare un contratto di concessione del 2009?».

Anche a voi, leggendo queste frasi, è venuta in mente quella famosa copertina del settimanale Cuore? Sì, proprio quella.

Mario Lamanuzzi

Chi è Mario Lamanuzzi

Da oltre 25 anni si occupa di giornalismo locale. Cofondatore de "La Diretta", nel 1999 ha fondato “Bisceglie quindici giorni”, dirigendolo fino al 2003. Ha diretto, in passato, anche i portali Bisceglielive e Molfettalive.




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