BLOG | Per cinque minuti alla “Domenica Sportiva”…

Attualità / BLOG / BUONANOTTE // Scritto da Vito Troilo // 8 marzo 2017

BLOG | Per cinque minuti alla “Domenica Sportiva”…


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Il caso Madrepietra-Trastevere, seppur involontariamente, ha sortito un effetto mediatico. Quello che troppa gente ha cominciato a pensare sottovoce da diverse settimane, basandosi nient’altro che sulle immagini delle gare della compagine capitolina, è emerso all’improvviso nel giro di poche ore. Sembrerò forse sfacciato ma non posso non scriverlo: quasi tutti gli addetti ai lavori, in Puglia e non solo, ritengono che il Trastevere sia favorito senza volerlo per una certa sudditanza psicologica. Chi non lo ammette (sono e saranno comunque in tanti) è semplicemente ipocrita.

Non riconoscere i meriti della formazione allenata da Gardini sarebbe ingiusto: Tajarol e compagni non sono al comando della classifica nel girone H di Serie D per puro caso. Hanno espresso, spesso e volentieri, un calcio pratico, razionale e sornione: non è certo colpa della squadra romana se il Bisceglie ha giocato col portiere sbagliato nel girone d’andata, ha smarrito la bussola nelle gare interne con Picerno e Nardò ed è costretto a pagare le conseguenze di una pesantissima penalizzazione. Perché vincere lo scontro diretto e andare a -5 sarebbe un conto, espugnare il Trastevere Stadium e risalire a -2 avrebbe avuto tutt’altro tipo di conseguenze. Quanto alla Nocerina, chi è causa del suo mal pianga se stesso.

Bisogna saperli non perdere, i campionati, ancor prima che vincerli: la differenza è tutta nell’atteggiamento mentale, l’aspetto che fino a questo punto più è stato apprezzato del team che fu (e ci auguriamo presto sarà) di mister Sergio Pirozzi. Un’altra doverosa premessa è piuttosto l’auspicio che il Madrepietra (come immagino accada) riconsideri la decisione di ritirarsi dal torneo e lo prosegua, garantendogli regolarità.

Domenica pomeriggio, al termine del match di Apricena, ho immediatamente appreso delle lamentele a mezzo pagina facebook del club dauno. Non ho dato alcun conto a quel post. La scintilla d’innesco della polemica l’ha fornita, paradossalmente, quanto accaduto in serata, col racconto ai media laziali, da parte del presidente del Trastevere, di una non meglio specificata “aggressione”. Sia chiaro: qui si scrive e si discerne del calcio, che resta pur sempre un gioco: meglio, una disciplina sportiva. E sottolineo il termine “disciplina”. Mi disgusta anche il solo assistere al triste spettacolo di gente che inveisce l’una contro l’altra per un pallone che rotola.

La reazione del Madrepietra alle notizie provenienti da Roma ha attirato, com’era logico attendersi, un’attenzione totale sulla vicenda e quando sono state pubblicate le immagini dei due episodi che hanno coinvolto il povero Bozzi (unica vera vittima di tutta questa porcheria, dato che salterà almeno una partita a causa di una squalifica che non ha alcun fondamento) è parsa evidente quale fosse la base delle recriminazioni dei foggiani. Quindi, lunedì, l’autogol mediatico del Trastevere, che nel tentativo di rimediare ha cucito la classica toppa peggiore del buco, con un clamoroso dietrofront alla “volemose bene” che non ha certo incrementato la credibilità di un club che, tramite i suoi dirigenti, poche ore prima ha descritto Apricena quasi fosse Baghdad e poi ha definito “amici” quelli del Madrepietra. La nota, fra l’altro, ha assunto contorni tragicomici quando provando a far passare per “dubbio” quel sorto di rigore* non fischiato ai danni di Bozzi e definito “violento” un fallo inesistente (guardare il video è sufficiente: due calciatori ospiti si scontrano fra loro, Bozzi non c’entra un fico secco).

Già che c’era, qualche dirigente del Trastevere avrebbe potuto spiegare perché, sul campo di un avversario penultimo in classifica, non si è neppure avvicinato a fare un tiro in porta in 60 minuti. Perché i tanto evocati 40 punti di distanza fra le due squadre non li ha visti proprio nessuno. Questo, però, fa parte del gioco. Quello stesso gioco la cui regolarità desideriamo sia tutelata mercoledì 29 marzo quando il Bisceglie proverà a riaprire definitivamente la lotta per la promozione diretta in Lega Pro. Lasciamo stare alcuni commenti deliranti apparsi su facebook: nessuno dotato di materia grigia potrebbe sospettare che una piccola società neopromossa, pur se di una grande città, sia in grado di influenzare gli arbitraggi, a questi livelli. Tutti, al contrario, hanno il diritto di pretendere che le ultime otto giornate si svolgano all’insegna della massima trasparenza e regolarità.

Io lo scrivo ancora più chiaro: temo per l’arbitraggio di Trastevere-Bisceglie, in tutto e per tutto. Temo che qualche calciatore nerazzurro diffidato sia ammonito “a cazzo” la domenica precedente durante Bisceglie-Francavilla al solo scopo di fargli saltare la gara successiva. Sarò forse troppo prevenuto? Lo spero dal più profondo del cuore. Poi, sul campo, vada come vada. Perché il problema non è il Trastevere (squadra che apprezzo e mi piace veder giocare) ma l’uso subdolo di certe vicende (verso le quali il nostro rispetto è immenso) per far notizia a tutti i costi.

Questo campionato lo decidano i calciatori sul rettangolo di gioco, non l’ostinata volontà di qualche “sceneggiatore” eccessivamente desideroso di “vendere” una storia strappalacrime. Questo non è un film: le migliaia di spettatori del girone H, a cominciare dai tifosi di Bisceglie, Nocerina, Gravina e Nardò, non hanno pagato biglietti e abbonamenti per andare al cinema. O per vedere la regolarità di un torneo sacrificata in cambio di cinque minuti alla “Domenica sportiva”. Un grande abbraccio a giocatori, staff e dirigenti del Trastevere, a loro volta vittime di questa situazione. Buonanotte.

*Sorto di rigore = Rigore grande quanto una casa

Vito Troilo

Chi è Vito Troilo

Giornalista pubblicista. Caporedattore, oltre che responsabile della redazione sportiva, di Bisceglie in diretta. Si occupa di cronaca, attualità, politica e spettacoli oltre che di sport. È grande appassionato delle tematiche che riguardano l'Europa orientale. Ha praticato calcio, pallacanestro e atletica leggera, è stato allenatore e dirigente di pallacanestro. Ha cominciato a scrivere articoli all'età di 10 anni. Ha collaborato con diversi quotidiani, tv, radio e riviste specializzate. Ha realizzato centinaia di telecronache e radiocronache sportive. Cura uffici stampa e campagne promozionali.




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