BLOG | Parlerà il compagno Giovanni Valente?

Attualità / BLOG / BUONANOTTE // Scritto da Vito Troilo // 28 maggio 2016

BLOG | Parlerà il compagno Giovanni Valente?


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L’aver cominciato a occuparmi di politica, specialmente da cronista, quand’ero ancora alle medie, è un vantaggio notevole in momenti come questi, nei quali i ricordi diretti risultano indispensabili per descrivere, raccontare, spiegare. Il pezzo pubblicato dal nostro sito venerdì mattina riguardo il riconoscimento di vitalizi piuttosto sostanziosi agli ex consiglieri regionali, con particolare riferimento a due biscegliesi che hanno occupato gli scranni dell’assemblea di via Capruzzi, ha inevitabilmente suscitato le reazioni dei nostri lettori, alcuni dei quali, per ragioni anagrafiche, non conoscono neppure Mauro Simone e Giovanni Valente.

L’architetto Simone è stato uno dei principali esponenti biscegliesi del Partito Comunista Italiano. Ininterrottamente in consiglio comunale dal 1956 al 1995 (39 anni consecutivi!) e in quello provinciale dal 1970 al 1980 (secondo dei non eletti, fu ripescato in seguito a due rinunce nel 1975), fu eletto consigliere regionale, primo biscegliese nella storia, alle elezioni del maggio 1985. In realtà Mauro Simone era già stato un componente della massima assise pugliese, per un breve scorcio della legislatura precedente (1980-1985), la terza dall’introduzione dell’ente (1970): il 31 gennaio del 1984 subentrò a Francesco Piccolo, divenuto sindaco di Andria. Non si contano le circostanze nelle quali egli fu il più suffragato alle comunali. Ricordo poco di lui, oggi 83enne, dato che negli anni ’90 ha progressivamente lasciato la scena.

«Parlerà il compagno Giovanni Valente» è invece un leit motiv per tutti coloro che, loro malgrado, sono almeno negli “enta”. La veemenza dei suoi comizi ha caratterizzato tutti gli anni ’80 e ’90 e non fatico a ricordare le invettive lanciate verso i suoi principali avversari, da Biagio Lorusso a Francesco Amoruso, senza trascurare Sergio Silvestris, più volte definito “pasticcere e pasticcione”.

Valente ha sfidato apertamente la Democrazia Cristiana di Contò e Ricchiuti, accusandola di fare troppi “debbiti fuori bilancio” (pronunciati con due “b” per sottolinearne la portata eccessiva); si è opposto duramente alla giunta Lorusso, a guida repubblicana ma sorretta dai democristiani scampati al terremoto giudiziario nel 1993; ha proposto con ostinazione la candidatura a sindaco di Franco Napoletano in un centrosinistra frammentato dalle corse solitarie di Zaccaria Gallo e Antonio Belsito. Era il 1995 e Valente mise a segno un clamoroso en-plein: fu contemporaneamente eletto consigliere comunale, provinciale e regionale. Scelse l’incarico più prestigioso (e meglio retribuito).

La campagna elettorale per le amministrative del 1995 fu davvero strana: avevo 13 anni ed ero eccitato dall’idea di poter raccontare l’andamento della prima competizione in cui il sindaco sarebbe stato scelto direttamente dai cittadini. I comunisti, esclusi dal ballottaggio, chiesero ai loro elettori di presentarsi ai seggi e annullare le schede…. Tutto, piuttosto che permettere una vittoria di Biagio Lorusso: e infatti vinse il centrodestra con Lulù Del Monaco.

La politica è però imprevedibile e quando, nel marzo del 1996, 16 consiglieri comunali su 30 presentarono le loro dimissioni in aula (bei tempi quelli in cui non ci si nascondeva negli studi notarili…), fu intorno all’immagine efficiente e spendibile di Franco Napoletano che la gran parte del centrosinistra biscegliese mise assieme le migliori speranze di conquistare il successo. Napoletano riuscì a spuntarla su Lorusso, centrando l’accesso al secondo turno con Leo Logoluso, il candidato del centrodestra che non andrò oltre il 44,7%. Martedì 18 giugno, a cinque giorni dal ballottaggio, fu siglato un impronosticabile apparentamento fra le liste a sostegno di Franco Napoletano e quelle di Biagio Lorusso. Trionfo assicurato.

L’idillio però durò poco: i sei consiglieri comunali della coalizione guidata da Lorusso, determinanti per la tenuta della maggioranza (il formato allora era 18-12), mandarono tutto all’aria e nel 1998 la litigiosa politica locale costrinse i cittadini al voto per la terza volta nel giro di un quadriennio mentre col sistema proporzionale, dal 1946 al 1995, Bisceglie era andata alle urne per le comunali 12 volte in 49 anni. Giovanni Valente, furibondo per l’affronto perpetrato ai danni di Franco Napoletano, condusse una campagna elettorale all’attacco di Lorusso, nel frattempo (cioè da febbraio a fine aprile) clamorosamente transitato al centrodestra e candidato a sindaco da Forza Italia e Alleanza Nazionale. Fu quella, senza dubbio, la più entusiasmante affermazione dell’inossidabile sodalizio Napoletano-Valente.

Riconfermato a via Capruzzi nel 2000 per una seconda legislatura, Giovanni Valente non è più stato rieletto alla regione; si è ricandidato per il consiglio comunale, risultando eletto, sia nel 2001 che nel 2006. Nel 2004 sostenne con ferma convinzione la candidatura di Sergio Evangelista al consiglio provinciale osteggiando senza mezzi termini Mauro Di Pierro, leader dei Democratici di sinistra, assessore allo sport e alla cultura in carica della terza giunta Napoletano. Toni fin troppo accesi contrassegnarono quei giorni, lasciando di stucco l’elettorato e i giornalisti. Personalmente ritengo quello l’inizio della rottura prolungata all’interno del centrosinistra biscegliese: fratture mai sanate che il tempo non ha rimarginato.

Il tracollo alle comunali del 2006, solo parzialmente edulcorato dall’elezione di Franco Napoletano alla Camera dei deputati, fu il segnale dell’inesorabile declino politico di Giovanni Valente, reso più evidente nel 2011: dopo 31 anni di ininterrotta presenza nelle istituzioni, l’esponente comunista rimase fuori dal consiglio comunale. Dal mese di giugno di quell’anno, secondo la normativa vigente, Valente ha percepito il vitalizio spettante per i dieci anni trascorsi sui banchi del consiglio regionale, salito agli attuali 7969,42 euro mensili.

Sparito dai radar negli ultimi cinque anni, il suo nome è tornato alla ribalta per questa vicenda. Il ritornello degli anni ’80 e ’90 ha guadagnato il punto interrogativo: parlerà il compagno Giovanni Valente? Buonanotte.

Vito Troilo

Chi è Vito Troilo

Giornalista pubblicista. Caporedattore, oltre che responsabile della redazione sportiva, di Bisceglie in diretta. Si occupa di cronaca, attualità, politica e spettacoli oltre che di sport. È grande appassionato delle tematiche che riguardano l'Europa orientale. Ha praticato calcio, pallacanestro e atletica leggera, è stato allenatore e dirigente di pallacanestro. Ha cominciato a scrivere articoli all'età di 10 anni. Ha collaborato con diversi quotidiani, tv, radio e riviste specializzate. Ha realizzato centinaia di telecronache e radiocronache sportive. Cura uffici stampa e campagne promozionali.




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