BLOG | Non è vero ma ci credo: #noaibotti si ai #piccoliriti per propiziare il nuovo anno

Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 31 dicembre 2015

BLOG | Non è vero ma ci credo: #noaibotti si ai #piccoliriti per propiziare il nuovo anno


2016. Cosa augurarvi è difficile dirlo, in un’epoca in cui ciascuno vuole il contrario dell’altro. Chi cerca lavoro ma solo a certe condizioni e chi preferirebbe starsene in panciolle ma da stipendiato; chi vorrebbe la serenità in famiglia e chi  sta facendo proprio di tutto per distruggere il suo nido (a proposito, l’ISTAT ci dice che dal 2007 al 2014, in Puglia siamo passati da 1870 a 2853 divorzi e che siamo ancora in salita); chi vorrebbe una comunità cordiale ed accogliente ma poi mette gli sgambetti anche al vicino di casa… così, tanto per occupare il tempo e chi cerca una vita da eremita in un affollato condominio del centro. Per non rischiare, evitiamo di dirvi che ci auguriamo realizziate tutti i vostri sogni: non si sa mai di che sogni si tratta. L’unica consapevolezza è che la maggior parte di voi come me, vorrebbe vincere al Superenalotto senza averci mai giocato o fare 13 (e vincere il relativo montepremi) con la schedina rimasta in fondo al tiretto dell’ufficio. Mi dispiace: non si può.

Ad andare sul sicuro, vi augureremmo comunque soldi, fortuna e gioia. Magari anche un po’ più di onestà. Perché alla fine, sappiatelo, paga sempre, quando meno te lo aspetti.

E se i nostri auguri non bastassero a propiziare l’anno entrante, permetteteci un consiglio spassionato: impegnatevi di più nei piccoli riti delle ultime ore.  Da quando i giochi pirotecnici e le bottiglie di champagne sono entrati in ogni casa, il #nonèveromacicredo si è ridotto ad un continuo scoppiettare vietato da leggi e ordinanze comunali ripetute.

A che pro? Potremmo fare di più con assolutamente molto meno, per riscoprire i piccoli riti di un giorno magico da quando il calendario gregoriano l’ha fissato come passaggio dal vecchio al nuovo anno.

In Italia esistono molti rituali propiziatori da fare nella notte di San Silvestro: c’è chi mangia 12 acini d’uva nera o, come in Abruzzo, 7 minestre di 7 legumi diversi, per augurarsi prosperità. Due pizzichi di sale alle spalle e non ci sarà altro dubbio: il nuovo anno sarà esente da ogni malaugurio.

Non rinunciate, infine al “brindisi” di fine pasto. Un termine che, la leggenda vuole, derivi proprio dal nome della città pugliese presso cui i giovani Romani, dopo una cena di saluto terminata con augurali libagioni, s’imbarcavano per raggiungere la Grecia dove avrebbero perfezionato l’educazione. Di ottime bollicine locali (per restare in tema di tradizione), ce ne sono diverse. Provare per credere.

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 31 dicembre 2015