BLOG | Nel paese dei bidoni trasparenti

Attualità / BLOG / IL PIZZICOTTO // Scritto da Serena Ferrara // 10 gennaio 2017

BLOG | Nel paese dei bidoni trasparenti


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C’era una volta una città bellissima e a misura d’uomo, che si narrava essere nata, come Venere, da una conchiglia in riva al mare.

Come ogni città del Sud, aveva un fascino tutto suo, fatto di lamento e meraviglia, splendore e degrado, cafonaggini e raffinatezze in grado di coabitare gli animi di tutti i cittadini.

Data l’abitudine agli opposti e agli eccessi, la città bellissima non si rese conto che negli anni aveva contratto, in forma piuttosto grave, una patologia comune nel Meridione. Era affetta da “sindrome da disfacimento compulsivo degli imballi e degli scarti”: quello che chiamavano decluttering nei paesi evoluti, privandolo del tratto tutto caratteristico dell’incontrollabilità, diventava ossessione del cittadino meridionale, un tempo abituato ad accumulare, poi diventato più bravo a gettare. Sempre d’impulso.

Accadde così che i residenti iniziarono a fare delle proprie dimore domestiche sale da esposizione: finito il tempo della mostra, in casa si cambiavano oggetti, arredi, indumenti, cibo, scatolame. Con l’aggravarsi della malattia, molti avevano preso anche a cambiare troppo spesso  conviventi e familiari, con conseguenze spesso controverse e imbarazzanti.

Il bisogno casalingo ed intimo di pulizia degli abitanti della città bellissima, presto iniziò a mostrare anche i suoi pubblici effetti: le strade, un tempo percorribili a piedi,  divennero a poco a poco insufficienti a contenere gli scarti dei cittadini più “puliti”.

Accadde un giorno che, per decreti imperiali, dalla città bellissima sparirono tutti i cassonetti stradali, per far posto al sistema nuovo della raccolta porta a porta.

Spauriti, i residenti che amavano gettare e si videro recapitare cinque mastelli da tenere in casa tutti i giorni senza la speranza di potersene liberare, reagirono alla novità piuttosto male, anche perché nessuno spiegò loro per bene come si doveva agire.

Durante le assemblee di condominio, che si riunirono spasmodicamente all’indomani della novità, ognuno diceva la sua, disperatamente: chi si credeva sicuro che la plastica si raccogliesse il lunedì e la carta il martedì, chi affermava l’esatto opposto, chi tentava ad ogni modo di liberarsi del mastello molesto additandolo di portare malattie. La confusione si autoalimentava, complice il panico di chi la città la gestiva e di chi la ripuliva.

Qualcuno, prendendosi beffa del caos, decise di mettere in giro la voce che  la città bellissima fosse in realtà oggetto d’incantesimo.

Era accaduto – si diceva – quello che Hans Christian Andersen aveva scritto a proposito dell’imperatore e dei suoi vestiti nuovi. Nella fiaba il sultano vanitoso aveva indossato una stoffa magica visibile solo ai più intelligenti. Allo stesso modo nella città bellissima i cassonetti erano stati sostituiti da bidoni trasparenti: solo i cittadini più puliti sarebbero stati in grado di vederli.

Poiché non avevano capito perchè i bidoni fossero spariti e temevano i mastelli, i cittadini credettero subito all’incantesimo. Così nel giro di pochi giorni, la città bellissima si trasformò in una città fetente.

Per sciogliere l’incantesimo, nella città ancora bellissima ma ormai sommersa dai rigurgiti dei suoi cittadini, si era creduto ad un’unica soluzione: sciogliere il contratto con la ditta dei “bidoni trasparenti”. Ai pochi profeti del riciclo davano retta in pochi.

Che il problema fosse altrove, nessuno lo aveva pensato. E mentre ancora la città si interroga su come togliere il malocchio che non c’è, qualcuno dalle città bellissime vicine, scrive uno sveturato epilogo possibile di questa fiaba. Prima del punto e del “the end”, ci scrive pure “impianto a biogas”.

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




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