BLOG | Multe o canile?

Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 5 novembre 2015

BLOG | Multe o canile?


 

il-pizzicottoDirò la verità: ho sempre pensato che, in qualsiasi caso, fosse meglio un cane libero che un cane in canile.

Ho sempre pensato che per ogni cane fatto accalappiare, ci dovesse essere, per ristabilire l’equità con la legge del contrappasso, almeno un mascalzone di quelli che tirano le pietre agli animali da punire. Non dico rinchiudendolo in una gabbia, ma almeno insegnandogli cosa vuol dire stare ai lavori forzati, vivere in costrizione.

Questo, senza distinzioni di età, si intende: perché non sono solo i ragazzacci a maltrattare le altre specie che coabitano il pianeta.

L’ho pensato, lo giuro, anche dopo che un cane cresciuto per dieci anni, mi venne a morire tra le braccia perché sbranato da un branco di randagi: erano almeno in quindici, zona Macchione, e per farli andare su di giri bastava percorrere il tratto di strada che avevano stabilito fosse la loro dimora.

Sono passati anni.

Da alcuni mesi, nel quartiere Sant’Andrea, la situazione si ripete: un branco misto di cani vaganti non tollera che la vasta fetta di quartiere considerata “casa” venga percorsa da altri animali, né da persone.

Quotidianamente, col cane al guinzaglio, giorno o peggio notte, mi tocca darmela a gambe levate se dall’angolo di via Padre Kolbe, via Sant’Andrea o via Vecchia Corato vedo spuntare più zampe.

Nel rispetto della legge animale, scambio uno sguardo canino col mio amico quadrupede ben addomesticato e gli dico: “pazienza, falla qui. Passeggeremo domani”.

I conti non mi tornano da alcuni giorni, quando, alla vista del branco, a fuggire non sono più i miei simili con guinzaglio e cane al fianco, ma bambini, giovinetti con lo zaino in spalla: terrorizzati dopo la fuga, trovano rifugio in un portone, dietro un cancello, nell’auto di qualche passante pietoso.

Il branco si è stanziato, conseguenza del cibo e dell’acqua quotidianamente lasciati da qualche cittadino che non ha capito cosa è lecito, cosa, per il bene comune (anche il suo) è vietato. Non bisogna studiare un manuale di psicologia canina per capire che nutrire gli animali vaganti è semplicemente sbagliato, perché lascia intendere al branco che quel posto è “casa” e, in quanto proprietà privata, va difesa.

Più che riempire i canili, sarebbe ora di insegnare le regole del vivere civile ai falsi amici degli animali. Iniziando con una sana raffica di multe e controlli a tappeto.

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 5 novembre 2015