BLOG | Modesta proposta per la tariffa puntuale sulla Tari, far pagare il giusto a tutti e far lavorare sul serio qualcuno

BLOG / U maere stè a Vescegghie? // Scritto da Mario Lamanuzzi // 29 giugno 2016

BLOG | Modesta proposta per la tariffa puntuale sulla Tari, far pagare il giusto a tutti e far lavorare sul serio qualcuno


Mario

Quando alcuni giorni fa ho scritto che sarebbe stato difficile in futuro ridurre la tassa sui rifiuti, mi arriva un messaggio di Gianni Casella nel quale dice di sapere come fare a ridurla. Quello che sostenevo è che la Tari e il costo del servizio per le finanze comunali sono per legge direttamente correlate: i costi devono essere totalmente coperti dall’apposita entrata tributaria. Dunque per ridurre la Tari, si sarebbero dovuti prima ridurre i costi e questi costi sono sensibilmente aumentati a causa delle numerose assunzioni di personale (tra cui alcuni candidati nelle liste delle ultime elezioni comunali a sostegno di Spina). Sostenevo dunque che sarebbe stato difficile operare, per ridurre la Tari, un taglio netto del personale senza conseguenze.

Gianni però mi ha scritto che si può fare anche diversamente. Non me l’ha spiegato, ma me lo ha scritto. Allora, come spesso capita, mi sono messo io a fare un po’ del lavoro che si dovrebbe fare quando si sta all’opposizione. Ispirato dal mantra ripetuto costantemente dai Cittadini a 5 Stelle in MoVimento di Bisceglie, ho cercato di capire cosa sia questa “tariffa puntuale” di cui parlano.

Va fatta però una premessa. L’ammontare della Tari per ciascun contribuente si divide in due parti: parte fissa e parte variabile. Nella parte variabile rientrano i costi di raccolta, trasporto, trattamento e smaltimento dei rifiuti indifferenziati, i costi di raccolta differenziata per materiale, i costi di trattamento e riciclo al netto dei proventi. Tutti gli altri costi, tra cui spazzamento e lavaggio strade, costituiscono invece la parte fissa.

Le cartelle arrivate dal Comune riportano la suddivisione della Tari. Parliamo mediamente di un rapporto di 1 (parte fissa) a 4 (parte variabile) nella composizione della somma da pagare. Si può dunque intervenire con efficacia nella parte variabile, i tanti assunti dal gestore del servizio di igiene urbana possiamo tenerli a spazzare le strade: tre marciapiedi ciascuno in un turno lavorativo dovrebbero riuscire a farli.

Come si interviene allora nella parte variabile? Ecco l’idea della tariffa puntuale. Si paga per i rifiuti indifferenziati che vengono prodotti. «La legge consente di introdurre un sistema di tariffazione puntuale, cosiddetta TARI CORRISPETTIVO, per quei Comuni in cui si applica la misurazione del conferimento dei rifiuti, per ogni utenza. Con la TARI CORRISPETTIVO si torna ad avere una tariffa e non più tributo, elemento non secondario per le attività produttive e le imprese che, attraverso la tariffa, possono detrarre l’Iva. Con l’applicazione della TARI CORRISPETTIVO, s’introduce un modo diverso di distribuire la copertura dei costi variabili tra gli utenti, attraverso il sistema di misurazione dei conferimenti del rifiuto indifferenziato, che consente di fare pagare ogni utenza in base a quanto rifiuto indifferenziato produce», si legge nel sito del Comune di Soliera. Se dovesse dunque avanzare tempo dopo aver spazzato almeno tre marciapiedi ciascuno, il personale in esubero potrebbe occuparsi di questa modalità di raccolta e misurazione. Resterebbe il dramma di dover impegnare gli uffici comunali nel rideterminare tutti i conteggi per utenti, forse troppo lavoro in più per loro, ma recentemente è stato affidato un incarico esterno in affiancamento al dirigente del settore finanziario, una mano potrebbe darla anche questo professionista chiamato da Barletta.

Uno dei consorzi che in Italia si occupano del servizio di igiene urbana e che ha scelto la strada della tariffa puntuale come sistema di copertura dei costi (determinandola attraverso la misurazione di sacchetti prepagati) ha spiegato con semplicità ed efficacia, gli effetti positivi di questa soluzione:

 La puntualità della tariffa è relativa ai rifiuti indifferenziati ed è finalizzata all’obiettivo del massimo contenimento di questa frazione merceologica, in quanto essa è destinata allo smaltimento.

Se l’utente paga una tariffa sui rifiuti proporzionata ai rifiuti indifferenziati conferiti, è incentivato a ridurre la produzione degli stessi.

Sulla base di esperienze di tariffa puntuale da noi direttamente conosciute nella nostra attività professionale, per le simulazioni tariffarie, abbiamo stimato che, grazie all’introduzione del nuovo sistema di prelievo:

  1. a) la produzione totale di rifiuti nei Comuni oggetto della sperimentazione si ridurrà di una quota compresa tra il 10% e il 15% della produzione totale attuale;
  2. b) i rifiuti indifferenziati si ridurranno a una quota compresa tra il 20% e il 25% della produzione totale.

 Questo sistema di tariffa generalmente determina questi effetti:

  1. a) riduzione della produzione totale di rifiuti (grazie principalmente a una maggiore attenzione dell’utente agli acquisti di beni di consumo, all’autocompostaggio, all’utilizzo di beni sfusi privi di imballaggi e dell’acqua del rubinetto, al riuso dei beni, quali a titolo esemplificativo, i pannolini lavabili);
  2. b) riduzione dei rifiuti indifferenziati;
  3. c) incremento dei rifiuti raccolti separatamente per frazioni merceologiche omogenee.

 Intanto il mese di giugno sta per terminare e con esso la proroga alla Camassa Ambiente dell’affidamento del servizio. Nulla si sa dell’appalto plurimilionario bandito oltre sei mesi fa. Ce l’abbiamo o no un nuovo gestore? O il nuovo gestore è proprio la Camassa?

 

Mario Lamanuzzi

Chi è Mario Lamanuzzi

Da oltre 25 anni si occupa di giornalismo locale. Cofondatore de "La Diretta", nel 1999 ha fondato “Bisceglie quindici giorni”, dirigendolo fino al 2003. Ha diretto, in passato, anche i portali Bisceglielive e Molfettalive.




BLOG / U maere stè a Vescegghie? // Scritto da Mario Lamanuzzi // 29 giugno 2016