BLOG | L’uomo-fioriera e tutti quelli che non sono ancora fuori dal vizio

BLOG / U maere stè a Vescegghie? // Scritto da Mario Lamanuzzi // 5 maggio 2016

BLOG | L’uomo-fioriera e tutti quelli che non sono ancora fuori dal vizio


Mario

Quando alcune settimane fa parlavo di perimetro nella città dentro il quale si svolge prevalentemente la vita quotidiana, intendevo non solo la delimitazione di un’area che viene attraversata tutti i giorni, ma anche l’arredo urbano e le persone che si incrociano frequentemente.

Avviene anche che persone e arredo urbano confondano la loro essenza, cioè non sai più se sono persone o stanno lì ormai piantati in modo permanente come un segnale stradale o una fioriera. È la sensazione che ho quando passo davanti un bar di cui non farò il nome. Il bar espone dietro i vetri della porta e sulla via un monitor che proietta quei numerini estratti elettronicamente per un gioco d’azzardo che si chiama Superbingo.

A guardare fisso il monitor un uomo che, appunto, si mimetizza con la fioriera e che della fioriera ha anche la stessa capacità espressiva. Di mattina e di sera lui è sempre lì a guardare quei numeri e siccome ci sto dentro questo perimetro ristretto, forse sarebbe il caso di capire se altri come lui in città arredano in questo modo quasi inanimato gli ingressi di bar e sale giochi.

Guardando al mondo del gioco d’azzardo, ho capito che ai forti sbandamenti iniziali che hanno visto finanze personali collassate, ora si pratica con una certa maturità e consapevolezza. In particolare per le scommesse sportive, molti fanno “u bglitt” e si divertono spendendo soldi così, e qualcuno ha magari pure la soddisfazione di intascare qualcosa.

Ma la maggioranza che può fare un salto di qualità e tirarsi fuori dalle sacche del vizio, lascia inevitabilmente per strada qualcuno che dal vizio non ce la fa ad uscire. È il caso di quell’uomo-fioriera e forse di altri ancora che stazionano davanti ai locali o si nascondono nelle sale slot appositamente attrezzate.

Alcuni bar però hanno voluto dare un segnale in controtendenza. Sono quelli che hanno aderito alla campagna “No slot Sì Caffè” promossa a Bisceglie dalla Pastorale Sociale cittadina. Niente macchinette ma solo quello che da un bar principalmente ci si aspetta: un buon caffè.

Un discorso a parte meriterebbe quella storia che si racconta in giro a proposito dell’esponente di una famiglia nota a Bisceglie per aver fatto soldi con i soldi e che sullo stesso modello di business si mette a comprare quotidianamente grosse quantità di “gratta e vinci” per far fruttare questo curioso investimento attraverso i biglietti vincenti. Si tratta di un esempio di vizio o di come i soldi danno alla testa? O valgono entrambe le spiegazioni?

Mario Lamanuzzi

Chi è Mario Lamanuzzi

Da oltre 25 anni si occupa di giornalismo locale. Cofondatore de "La Diretta", nel 1999 ha fondato “Bisceglie quindici giorni”, dirigendolo fino al 2003. Ha diretto, in passato, anche i portali Bisceglielive e Molfettalive.




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