BLOG | Lo stato di calamità, il “mercato nero” e le ciliegie a 1 euro al kg

Attualità / BLOG / IL PIZZICOTTO // Scritto da Serena Ferrara // 1 giugno 2016

BLOG | Lo stato di calamità, il “mercato nero” e le ciliegie a 1 euro al kg


il-pizzicottoIl sindaco Francesco Spina ci prova di nuovo a chiedere lo stato di calamità naturale per i danni alle ciliegie: pioggia, sbalzi termini e grandine che hanno spazzato via – dopo un inizio di campagna già disastroso – un buon 70% del raccolto. Ahimè, esattamente come nel 2014, non accadrà nulla.

Più prudente, a dire il vero, è stata la Cia, che al governatore della Puglia, Michele Emiliano, e all’assessore regionale all’agricoltura, Leonardo Di Gioia, ha chiesto un tavolo tecnico… quanto meno per parlare del problema. L’argomento, in un modo o nell’altro, va affrontato.

Ma a partire da dove? A voler parlare di ciliegia e più in generale di agricoltura in Puglia, si dovrebbero scoperchiare troppi altarini. A chi conviene?

Prendiamo solo l’ultimo anello della filiera: la distribuzione.

Al mercato della ciliegia, quest’anno dormiente, le cose filavano bene, salvo le lamentele dei produttori di presunti “cartelli prezzo” che ogni anno i grossisti avrebbero creato imponendo il decorso delle aste.

Non abbiamo, in verità, mai potuto sindacare.

Il peggio – che c’è e si vede – e che la ciliegia continua a vendersi come non si dovrebbe.

Per il pubblico, ad 1 euro al kg sui carretti degli abusivi che sarebbero dovuti sparire dopo i primi blitz della Polizia Municipale, ma sono ancora là, più disperati di prima, ad occupare suolo pubblico pur di vendere quel che si può nelle peggiori condizioni igieniche del caso.

Sono decine, quasi nessuno è un produttore.

Come ci finiscono le ciliegie sui loro furgoni  telonati praticamente ogni mattina?

Da chi si riforniscono, i venditori degli automobilisti in coda?

 Al “mercato nero”, che c’è, si conosce e si vede. Semplicemente perché lavora di giorno, alla luce del sole. Basta una strada di periferia, neanche troppo poco trafficata, vicina alla 16 bis e di facile transito, per fare ogni negoziato, tra strette di mano e sorrisi per un altro blitz scampato.

Chi vive in zona è abituato, a quello che in fondo è un darsi lavoro e dare lavoro “come lo si è sempre fatto”, nel più precario dei precariati. E che finirà, molto presto, per far sprofondare anche quei pochi che, a fare le cose per bene, continuano a provarci.

Se uno “stato di calamità” va chiesto, va chiesto a chi da questa storia continua a trarci più o meno discreti profitti. Il sistema del “ristoro dei danni” causati al sistema produttivo intero inizierebbe così a generare giustizia e non più nuove forme di speculazione.

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




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