BLOG | Le preghiere convenienti e quelle disinteressate

Attualità / BLOG / U maere stè a Vescegghie? // Scritto da Mario Lamanuzzi // 14 giugno 2016

BLOG | Le preghiere convenienti e quelle disinteressate


Mario
Quando sono arrivato alla conclusione (fino a prova contraria, perché l’onere della prova mica spetta a me) che è praticamente ovvio che Dio non esista, mi sono comunque lasciato una breccia di fede per gli eventi della vita in cui ficcarcelo dentro così da provare a risolvere qualcosa che eventualmente non va. Che è poi la funzione primaria di ogni religione.

Ho dovuto però escogitare un metodo per non cadere nella stessa forma di ipocrisia in cui si ritrovano i cosiddetti credenti. L’ipocrisia che si manifesta nella preghiera. Ambrose Bierce diceva: «Pregare è pretendere che le leggi dell’universo vengano annullate a favore di un singolo postulante, il quale se ne confessa del tutto indegno». Dunque, già sapendo di esserne indegno e di usare la preghiera come ultimo rifugio e consolazione, mi sono almeno imposto di aggiungere a quello che chiederei per me e i miei cari, qualcosa che chiederei per dei perfetti sconosciuti. Sconosciuti non in senso generico, ma specifico. Con un volto e un’identità. Così, ho pensato, posso rompere le palle a Dio per indirizzarne la volontà anche verso una porzione di umanità con cui non condivido nulla e dunque mi mostro attento al bene comune non solo nella giusta, laica, opportuna dimensione civica, ma anche in quella trascendentale da cui attingo –esattamente come fanno i credenti- quando trovo convenienza e conforto.

Due sono le persone sconosciute e –forse- beneficiarie che ho eletto per questa mia furbata. Molti anni fa, utilizzai una cabina telefonica per fare una chiamata. Sfilai il mio portafogli per prendere delle monete e lo posai sull’apparecchio. Finita la telefonata, dimenticai di prendere il portafogli e andai via senza accorgermi della mia distrazione. Dopo circa un minuto fui inseguito da una bambina, età circa 10 anni, con il mio portafogli tra le mani. Mi chiamò e me lo consegnò. Volli darle qualche soldo per ricompensare il suo gesto, ma lei rifiutò. Fu lì che pensai che questa bambina sconosciuta sarebbe stata destinataria delle mie sporadiche e interessate preghiere.

L’altra persona l’ho eletta qualche giorno fa. Con la mia auto, facendo manovra per uscire dal parcheggio, urto quella di un altro signore. Entrambi usciamo dalle nostre auto e constatiamo che c’è stata una lieve ammaccatura su quella del signore. La sua auto non era nuovissima e dopo qualche secondo di riflessione, il signore mi dice: “Lass perd, nan è neind”. Non sapevo che dire anche se già stavo pensando di rivolgermi al mio carrozziere per la riparazione a mie spese. “Na vult iune pu stess fatt m’admannè ceind eur p’dachiiude. Stonn chirr ca se n’apprfittn”. Ecco, per questa semplice ragione, per non essere “iune ca se n’apprfitt”, ho deciso di eleggerlo nelle mie indegne preghiere. La circostanza curiosa è che i due fatti sono avvenuti nello stesso posto, nei pressi della stazione. Ci sarà aria di santità da quelle parti…

Due sconosciuti, dunque. Come l’infame che provoca un incidente, ferisce un ciclista e scappa via. Da buon laico non cado nell’errore opposto. Niente maledizioni o malauguri, solo fiducia che qualche telecamera in città sia utile a scovarlo.

Ci hanno però pensato due testimoni, grazie a Dio… ops!

Mario Lamanuzzi

Chi è Mario Lamanuzzi

Da oltre 25 anni si occupa di giornalismo locale. Cofondatore de "La Diretta", nel 1999 ha fondato “Bisceglie quindici giorni”, dirigendolo fino al 2003. Ha diretto, in passato, anche i portali Bisceglielive e Molfettalive.




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