BLOG | Land Grabbing, una piaga che ci riguarda troppo da vicino

Attualità / BLOG / IL PIZZICOTTO // Scritto da Serena Ferrara // 21 ottobre 2016

BLOG | Land Grabbing, una piaga che ci riguarda troppo da vicino


Blog Serena Pizzicotto

Leggo l’ultimo articolo del direttore di Mosaico di Pace (una rivista serissima che si scrive e si edita a Bisceglie, ma si legge altrove) e rifletto. Un poco impreco, pensando a quanto il fenomeno sia in realtà scandalosamente vicino, temporalmente e spazialmente.

Con “Land Grabbing”, che trovate qui, don Tonio Dell’Olio ha messo un dito pesantissimo nella piaga.

La nuova ricchezza è la terra, ci racconta. Può più della droga, più del traffico di organi, più dell’edilizia, perché costa poco e rende molto. Don Tonio ce lo spiega, dicendoci in breve che le speculazioni più pericolose del nuovo millennio hanno il nome esotico di LAND GRABBING – “corsa all’accaparramento della terra” – e che ogni anno centinaia di milioni di ettari di suolo vengono svenduti con una stretta di mano e la promessa di impiego della manodopera locale. Ghana, Senegal, Mozambico, Tanzania, Mali, Etiopia, solo in Africa, vengono ridotti alla fame, privati di due dei tre fattori produttivi universalmente riconosciuti (terra, manodopera e capitale, giusto per tenerli a mente), per la produzione di prodotti agricoli, energia, legno ed altro.

La Land Matrix Partnership (iniziativa di monitoraggio globale sulla trasparenza degli investimenti terrieri) ha controllato 1100 accordi di compravendita, per un totale di 67 milioni di ettari scambiati dal 2008 al 2011. Metà di questi riguardano l’Africa e coprono un’area grande quanto la Germania.

Le legge dominante, all’inizio, era quella dello “scrivi scarsità, leggi opportunità”, risultato di un occhio fine degli imprenditori che investono e del combinato di legislazioni obsolete e comunità indolenti nei paesi oggetto d’invasione.

Poi il fenomeno si è avvicinato al Vecchio Continente. “Dopo Ungheria, Romania, Serbia e Ucraina, – scrivono Alessandra Favazzo e Roberto Roveda sulla rivista Limes multinazionali e fondi sovrani stranieri hanno infatti spostato il mirino verso l’Europa occidentale: dapprima i cosiddetti Pigs, con in testa regioni come l’Andalusia e la Catalogna, poi Germania, Francia e Austria sono diventati oggetto di speculazione economico-finanziaria da parte dei colossi attivi nell’agro-business, degli hedge fund, delle aziende cinesi in espansione e degli oligarchi russi”.

Vengo al dunque. Per quanto il fenomeno sembri lontano, d’interesse esclusivo delle aree marginali. La verità è che temo che la cosa ci riguardi da vicino.

Se penso al land grabbing  in salsa pugliese mi vengono a mente almeno due fenomeni che spesso, troppo spesso, sono pure collegati. Lascio a voi la fantasia dell’immaginazione.

«Nel frattempo – ci suggerisce ulteriormente TN, collaboratore anonimo ma particolarmente attento della stimata rivista rurale Teatro Naturale per l’Italia, circolano insistenti voci di un interesse di gruppi cinesi nell’acquisto di frantoi italiani di medio-grandi dimensioni. … i cinesi vogliono buttarsi nelle produzione di olio extra vergine di oliva Made in Italy, un bene di lusso, in prospettiva, per un’economia in grande crescita».

Se il pizzicotto di questa rubrica funziona, iniziamoci a svegliare…

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Attualità / BLOG / IL PIZZICOTTO // Scritto da Serena Ferrara // 21 ottobre 2016