BLOG | Il PM di Trani e i grossi grassi contratti finanziari di Ciampi

BLOG / U maere stè a Vescegghie? // Scritto da Mario Lamanuzzi // 19 settembre 2016

BLOG |  Il PM di Trani e i grossi grassi contratti finanziari di Ciampi


Mario

Abbiamo già scritto di come la Procura della Repubblica di Trani sia finita sotto la lente del Consiglio Superiore della Magistratura. Si ipotizzano commistioni tra certi avvocati e certi pm, che inficierebbero la correttezza del loro lavoro. Il caso della foto del pm donna con l’avvocato mentre facevano baldoria ad una festa, ha rafforzato questa tesi.

Peggio delle inchieste del Csm sono state le illazioni e gli sbeffeggiamenti nei confronti di un sostituto procuratore di Trani, Michele Ruggiero, per le sue inchieste che hanno avuto un’eco nazionale e internazionale. Nelle critiche a questo magistrato si sottintendeva che lui avesse sete di protagonismo e volesse fare la parte del Don Chisciotte inseguendo una consistente visibilità mediatica.

Almeno in un caso però, le inchieste clamorose di Ruggiero stanno avendo dei riscontri precisi. Si tratta dell’inchiesta, anzi del processo, alle agenzie di rating, quegli organismi finanziari che certificano il livello di rischio negli investimenti. Sotto accusa è finita l’agenzia Standard & Poor’s e durante il dibattimento sono stati ascoltati i big della politica nazionale di ieri e di oggi come Romano Prodi e l’attuale ministro Padoan.

L’ipotesi è che queste agenzie abbiano di proposito declassato l’Italia come Paese a rischio, per poi fare speculazione finanziaria attraverso gli strumenti conosciuti come “derivati”.

La fetta più grossa di questi derivati ce l’aveva Morgan Stanley, una banca d’affari che però è azionista della società di rating Standard & Poor’s. S&P ha deciso il downgrade dell’Italia e Morgan Stanley ha potuto far valere una clausola che portava all’estinzione di un derivato con il pagamento di 2,5 miliardi di euro da parte del Ministero del Tesoro. Nel contratto, sembrerebbe che l’estinzione e la somma liquidata potessero essere decise unilateralmente da Morgan Stanley.

Per capirci: Tizio e Caio fanno una società. Tizio da solo fa un contratto con Sempronio e subordina l’estinzione e il pagamento anticipato, al giudizio negativo che la società di Tizio e Caio darà di Sempronio.

Qualche giorno fa anche la Corte dei Conti ha voluto vederci chiaro e ha ipotizzato un danno erariale di oltre 4 miliardi. Sono stati ascoltati i dirigenti del Ministero del Tesoro all’epoca della stipula di quei contratti derivati.

Il Pm Ruggiero, dopo che un giornale nazionale aveva deriso questa inchiesta, ha replicato allo stesso giornale ricordando come i processi siano in avanzata fase dibattimentale. Sarà stata per voglia di protagonismo, chi lo sa, non possiamo certo fare un processo alle intenzioni, ma l’inchiesta contro questi colossi finanziari ha un fondamento, eccome se ce l’ha. Miliardi di euro di soldi pubblici pagati sull’unghia senza battere ciglio, così come anche il programma Report di Rai 3 ha raccontato, ed in cambio non di vera liquidità ma di finanziamenti derivati.

«I derivati sono degli strumenti utilizzati in finanza che, come suggerisce il loro stesso nome, “derivano” il loro valore da altri beni o prodotti che vengono denominati “attività sottostanti”. Queste attività possono essere azioni, titoli di debito pubblico o privato, materie prime ecc». Questa è la definizione che si legge su Forex Info.

La Corte dei Conti accerti se questo gioco a “scommettere” con i soldi pubblici (determinato quando Ministro del Tesoro era Carlo Azeglio Ciampi) sia stato legittimo. Anche perché si è già capito che è stato conveniente solo per dei voraci gruppi finanziari.

Mario Lamanuzzi

Chi è Mario Lamanuzzi

Da oltre 25 anni si occupa di giornalismo locale. Cofondatore de "La Diretta", nel 1999 ha fondato “Bisceglie quindici giorni”, dirigendolo fino al 2003. Ha diretto, in passato, anche i portali Bisceglielive e Molfettalive.




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