BLOG | Fenomenologia dei Coasis (terza puntata): le groupies

Attualità / BLOG / U maere stè a Vescegghie? // Scritto da Mario Lamanuzzi // 13 febbraio 2016

BLOG | Fenomenologia dei Coasis (terza puntata): le groupies


Mario
Come ogni band di livello che si rispetti, i Coasis possono vantare un discreto seguito di groupies, fans sfegatate del leader e dei suoi più stretti collaboratori.

Le donne hanno giocato un ruolo non secondario nella vicenda ormai decennale dei Coasis. Donne che hanno amato (politicamente, si intende) il leader e sono arrivate a rivestire ruoli di assessore, donne che hanno ottenuto incarichi di consulenza nell’ufficio legale o nel settore socio-culturale.

C’è anche, come ricordato qualche settimana fa, una donna che fa l’assessore ed è manager di una struttura alberghiera che da cinque anni non paga il canone per la gestione della piscina comunale; a costei il leader dei Coasis in tutto questo tempo non ha evidentemente chiesto spiegazioni o sollecitato la solvenza del debito, pur tenendola quasi quotidianamente accanto a sé.

Ma a proposito di groupies il fenomeno che più mi ha incuriosito è stato quello di un paio di ragazze che sui social rintuzzavano gli attacchi che in estate venivano indirizzati al controverso waterfront scelto, come se di guai non ne provocasse abbastanza, per ospitare delle dimenticabili manifestazioni cosiddette culturali. L’allocazione di quegli eventi causava molti disagi alla circolazione stradale, visto che il waterfront veniva chiuso al traffico proprio per sistemare le bancarelle con l’intenzione di animare quel luogo.

Quelle ragazze rivendicavano con orgoglio il loro amore per la città che si realizzava proprio attraverso l’organizzazione di quelle manifestazioni e chi le criticava era solo qualche gufo maldicente che per invidia si mette a sparlare di chiunque si prodighi per amore della città. Quanto sia stato ripagato questo amore dalle casse comunali, non si sa. Sarà uno di quei tanti conti finiti nel multimilionario calderone dei debiti fuori bilancio che ammazzerà a breve termine le finanze pubbliche biscegliesi.

Personalmente avevo dato credito a queste ragazze. In fondo, avevo pensato, stanno promuovendo la città con le loro iniziative. Ho pensato che avrebbero fatto per esempio lo stesso con “Libri nel Borgo Antico”, quello sì riconosciuto come evento di livello nazionale che porta ogni anno almeno per qualche giorno Bisceglie alla ribalta della scena culturale e letteraria italiana. Sì perché le discussioni delle ragazze sui social avvenivano proprio con chi era in qualche modo riconducibile agli organizzatori di Libri nel Borgo Antico. Confidavo nell’onestà intellettuale di queste ragazze e aspettavo che promuovessero, sempre per amore della città, l’evento clou dell’estate biscegliese. E invece niente. Risultato: le bancarelle sul waterfront pompate mediaticamente oltremodo e silenzio totale su Libri nel Borgo Antico. Insomma, passare da appassionate promotrici della città a groupies di chi comanda è un attimo, anzi, basta il tempo di una stagione per abbassarsi al rango di comara livorosa che proietta il suo presunto amore per la città al massimo fino al suo ombelico.

Ultimamente va anche ricordato l’esempio di groupies involontarie. Quelle che quando devono fare qualcosa non la fanno e quando la fanno mostrano di non averci capito nulla. Parlo della Fidapa, l’associazione femminile che recentemente ha nominato il leader dei Coasis come primo uomo socio onorario. La motivazione recita: “ha determinato un notevole rafforzamento della presenza delle donne nelle istituzioni cittadine attraverso importanti e innovative modifiche statutarie”. A chi ha buona memoria, la lettura della motivazione ha provocato più di un sorriso. Il “rafforzamento della presenza delle donne” è avvenuto per ordine della giustizia amministrativa, chiamata in causa nel 2011 da un esposto dell’opposizione di sinistra e da un comitato di donne. In quella circostanza la Fidapa era forse occupata in altre cose e evidentemente allora non le interessava la rappresentanza femminile nelle istituzioni, altrimenti avrebbe potuto associarsi all’iniziativa giudiziaria. Questo interesse le è venuto solo qualche settimana fa per dare questo premio al leader. E io da vecchio maschilista impenitente continuo a pensare che le donne non impareranno mai a scegliersi l’uomo giusto.

Mario Lamanuzzi

Chi è Mario Lamanuzzi

Da oltre 25 anni si occupa di giornalismo locale. Cofondatore de "La Diretta", nel 1999 ha fondato “Bisceglie quindici giorni”, dirigendolo fino al 2003. Ha diretto, in passato, anche i portali Bisceglielive e Molfettalive.




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