BLOG | Fenomenologia dei Coasis. Prima puntata: le origini e le tre inclinazioni

Attualità / BLOG / U maere stè a Vescegghie? // Scritto da Mario Lamanuzzi // 5 febbraio 2016

BLOG | Fenomenologia dei Coasis. Prima puntata: le origini e le tre inclinazioni


Mario
I Coasis li chiamo così per dare una impronta internazionale al mantra del leader che ficca la parola “coesione” anche quando vuole farsi passare il sale a tavola. I Coasis sono dunque i fedelissimi del leader, nascono e si moltiplicano intorno a lui.

Un leader che sin da giovane ha iniziato a praticare gli ambienti politici e ha mostrato da subito la sua prima inclinazione: quella di trarre dalla politica il massimo vantaggio personale possibile.

Eccolo allora che in piena auge berlusconiana transita da uno dei famosi club dei primordi di Forza Italia che a Bisceglie si chiama “Forza Italia 2000”. Un transito che dura poche settimane perché il leader capisce che bisogna cercare una sponda in ambienti dove si esercita davvero il potere. Trova allora un riferimento in Regione: tale consigliere regionale Adduci del CCD, in maggioranza con il centrodestra guidato da Fitto. Dalla Regione Puglia ottiene l’incarico di commissario straordinario dell’Orfanotrofio Bombini, un ente che a Bisceglie possiede un discreto patrimonio immobiliare ma non è operativo. Al “Bombini” manca la liquidità dunque, ma questa arriva con la vendita di un appartamento. Il leader allora mostra la sua seconda inclinazione emersa con forza nei suoi anni da Sindaco: quella di spendere con disinvoltura soldi non suoi. Come commissario del “Bombini” dà alle stampe un bollettino informativo, fa pubblicare un libro e fa altre spese.

I Coasis di quegli inizi me li ricordo quasi tutti: le personalità di spicco erano il commercialista e docente dell’Itc Vincenzo Di Pinto, Pasquale Parisi che fa il medico alla Casa Divina Provvidenza, l’imprenditore Alfonso Russo che in quell’epoca mette le basi per costruire insieme a Leopoldo Capurso la bella storia del Bisceglie Calcio a 5. Viene fuori dunque un sodalizio, sotto un’insegna civica di cui non ricordo il nome (ne ha partorite tante di denominazioni…) che si prepara al dopo-Napoletano e che nella contrapposizione all’allora sindaco Napoletano (per esempio dando battaglia in una ingarbugliata vicenda sulle cartelle esattoriali del Comune) comincia a raccogliere il consenso di chi pur in alternativa alla maggioranza che governava la città, voleva mantenere le distanze da Silvestris e Amoruso. Un gruppo dunque con tendenze socio-culturali di centrodestra me che su precise direttive, rende evidente la terza inclinazione che ha sempre più caratterizzato il leader: quella di non mantenere la parola data.

Alle elezioni regionali del 2000 il gruppo è avvicinato da numerosi candidati consiglieri, di tutti gli schieramenti. Ci provai persino io che stavo dando una mano a Nardino Napoletano candidato nei Verdi. Si va ad un rituale incontro ed io e Nardino strappiamo la promessa di un appoggio. Giorni dopo, avvicino un’amica che frequentava quel gruppo dei Coasis e le chiedo: «Allora ti hanno detto per chi votare?». «Certo – mi risponde lei – è il candidato che stai appoggiando tu, giusto?». Pensai allora con sollievo e soddisfazione che il leader avesse mantenuto la parola. Finchè l’amica non mi fa vedere il santino. «È questo qui, vero? Introna».

Sin da allora capii di che pasta fosse fatto il leader dei Coasis. Quelli che da tre anni o poco meno lo hanno abbandonato spero abbiano semplicemente avuto un ritardo di cognizione e non una mancata soddisfazione personale.

(Continua)

Mario Lamanuzzi

Chi è Mario Lamanuzzi

Da oltre 25 anni si occupa di giornalismo locale. Cofondatore de "La Diretta", nel 1999 ha fondato “Bisceglie quindici giorni”, dirigendolo fino al 2003. Ha diretto, in passato, anche i portali Bisceglielive e Molfettalive.




Attualità / BLOG / U maere stè a Vescegghie? // Scritto da Mario Lamanuzzi // 5 febbraio 2016