BLOG | E se fossimo rimasti con Vigiliæ? Storia di un fallimento indotto

Attualità / BLOG / U maere stè a Vescegghie? // Scritto da Mario Lamanuzzi // 4 gennaio 2017

BLOG | E se fossimo rimasti con Vigiliæ? Storia di un fallimento indotto


Mario

Ci mancherebbe che qui si faccia i nostalgici di una municipalizzata, ma a ricostruire le tormentate vicende sulla gestione del servizio di igiene urbana, viene da chiedersi come starebbe messa la città se oggi ci fosse ancora il Vigiliae, il consorzio con capitale misto pubblico/privato (51% del comune e il resto alla Jacorossi e per una quota molto piccola ad un’altra società).

Fu uno dei primi atti di una certa rilevanza e di un certo effetto – anche mediatico – dell’attuale sindaco. Sosteneva che il consorzio non andasse bene, anche per effetto di una legge che impediva di affidare i servizi in carico al comune senza passare da una regolare gara d’appalto. Spina fu talmente coerente con questa impostazione che affidò il servizio a una ditta privata (la Lombardi Ecologia) senza gara d’appalto e per quattro proroghe consecutive.

Il servizio, come i biscegliesi avranno potuto constatare, non è migliorato granché nonostante il trascorrere di questi anni. Da allora è aumentata certamente la percentuale di raccolta differenziata ma questa sembra più una crescita fisiologica dovuta alla maggiore presa di coscienza collettiva circa l’importanza di smaltire i rifiuti con una corretta e virtuosa separazione dei materiali. Proprio nell’era Vigiliæ, l’allora presidente Gianpiero Losapio organizzò una sistematica e puntuale raccolta di cartoni che cominciò a dare risultati incoraggianti. La strada verso un aumento della differenziata fu segnata poi, nel periodo del servizio igiene urbana gestito dalla Lombardi, dalle iniziative dell’allora consigliere delegato Sergio Silvestris.

Venendo a mancare l’unico cliente, cioè il comune di Bisceglie, il Vigiliæ andò incontro al fallimento. Una bancarotta indotta, che vedeva lo stesso comune coinvolto per la sua quota del 51%. Non solo, l’amministrazione comunale si ritrovò anche a pagare parecchi soldi di parcelle ad avvocati e professionisti che a vario titolo si occuparono della procedura fallimentare. Furono spesi, con pagamento di debiti fuori bilancio riconosciuti molti anni dopo (a gennaio del 2014), 179.817 euro + 194.531 euro, facendo diventare l’affare del fallimento Vigiliæ un osso da spolpare con esborso di ingenti somme di denaro pubblico.

Allora, cosa sarebbe stato se ci fosse stato Vigiliæ o, più in generale, se ci fosse stata comunque una municipalizzata a gestire il servizio di igiene urbana? Oltre a parecchie centinaia di migliaia di euro che non sarebbero usciti dalle finanze comunali per sostenere il contenzioso del fallimento, i biscegliesi sarebbero stati sicuri che mezzi e strutture acquistati dal consorzio con importanti investimenti non sarebbero stati utilizzati da soggetti terzi, ovvero le aziende private che si sono susseguite negli anni come affidatarie del servizio.

E a proposito di strutture, ci saremmo certamente ritrovati con un immobile del valore di due milioni di euro ancora nella disponibilità del patrimonio comunale. L’immobile è il vecchio capannone della nettezza urbana sito in via Ruvo e fu ceduto a Vigiliæ come corrispettivo della transazione a chiusura del contenzioso legale che si era generato con la rescissione del contratto da parte del comune.

Transazione? Ebbene sì, pur sbandierando la bontà e la legittimità della rescissione, fu il comune a cedere. Forse perché sapeva che sarebbero venuti fuori nel tempo altri debiti fuori bilancio per servizi extracontrattuali (in particolare per la rimozione di rifiuti nelle campagne) che avrebbero portato il consorzio a dover pretendere altri soldi da pagare. Questo però non si saprà mai, perché lo stesso capannone di via Ruvo fu incendiato da ignoti a settembre del 2011, mandando in cenere documenti e fatture del consorzio.

Altra circostanza curiosa è che Bisceglie fa parte dell’Ambito di raccolta ottimale (Aro), l’organismo intercomunale per un gestore unico del servizio igiene urbana, insieme a Barletta e Trani. In queste due città, le affidatarie dell’igiene urbana sono Amiu e Barsa, due municipalizzate, due società a capitale pubblico. Dieci anni fa però il sindaco disse che questa soluzione non andava bene. I costi (tanti) e i benefici (ben pochi) dell’abbandono di questa soluzione possono facilmente essere calcolati e pesati.

Dal punto di vista del cittadino biscegliese, in definitiva, restare con Vigiliæ lo avrebbe messo sicuramente al riparo da sorprese circa i destini delle società che si sono occupate da allora sino ad oggi del servizio di igiene urbana. La Lombardi Ecologia è stata dichiarata fallita l’anno scorso, dei problemi della Camassa con l’antimafia se ne è parlato ampiamente di recente, immaginiamo ad Assago – sede della società Ambiente 2.0 che dovrebbe subentrare a breve nell’affidamento del servizio – stiano già facendo ogni tipo di scongiuri.

Mario Lamanuzzi

Chi è Mario Lamanuzzi

Da oltre 25 anni si occupa di giornalismo locale. Cofondatore de "La Diretta", nel 1999 ha fondato “Bisceglie quindici giorni”, dirigendolo fino al 2003. Ha diretto, in passato, anche i portali Bisceglielive e Molfettalive.




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