BLOG | Che bella gender

BLOG / BUONANOTTE // Scritto da Vito Troilo // 28 ottobre 2015

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Profondo sgomento, negli ambienti cattolici (o forse no, il cattolicesimo è cosa seria) più oltranzisti, sembra aver suscitato la scelta del presidente Michele Emiliano di proporre l’adesione della giunta regionale alla rete nazionale delle pubbliche amministrazioni antidiscriminazione. Come se questo stato si chiamasse Italia Saudita e fosse scandaloso sostenere che un essere umano possa decidere per conto proprio se farsi piacere un individuo dell’altro sesso o del suo (o entrambi).

Che poi, cosa sarà mai questa “teoria gender”? In realtà essa non esiste neppure ed è fortissima l’impressione che dietro questo ciarlare inutile e farneticante si nascondano le apprensioni, i sensi di colpa e i complessi d’inferiorità di una generazione consapevole di non avere le capacità per educare adeguatamente i propri figli. Impedire, per taluni, è meglio che spiegare. Come negli anni ’50. Come in un paese accartocciato, popolato da individui convinti di poter continuare a nascondere la realtà in un mondo che viaggia a velocità cento volte superiori. L’Italia Saudita, appunto.

La sola idea che un bambino o una bambina, gradualmente e all’età adatta (di questo e solo di questo si discuterebbe, in una nazione normale), possa comprendere e accettare l’esistenza di persone che provano attrazione per individui dello stesso sesso li fa ammattire, perché equivarrebbe a incoraggiarli a diventare omosessuali. Come se seguire “Chi l’ha visto?” incitasse il pubblico a scomparire o guardare “La piovra” rendesse automaticamente mafiosi. Sì, ciao…

Molto lucida e attinente la riflessione del consigliere regionale Ruggiero Mennea: «È davvero difficile pensare che se si attribuisce un diritto a un gruppo di persone non lo si toglie ad altri?». Evidentemente qualcuno fatica ancora a credere che l’affermazione dei diritti della comunità lgbtqi in questo paese non abbia alcuna correlazione con la crisi profonda e forse irreversibile della “famiglia tradizionale”. Non ci si sposa fra uomo e donna e non si mettono al mondo figli per colpa della disoccupazione, degli ultratrentenni che se e quando riescono a trovare un lavoro a stento superano i 6-700 euro di salario! Cosa c’entra la “teoria gender” con tutto questo? Vuoi vedere che sotto sotto è pure colpa dei gay se c’è la crisi economica?

La verità è che troppi italiani non ne possono più di queste chiacchiere: gli omosessuali hanno diritto a una vera forma di riconoscimento giuridico delle loro unioni civili. Stop. In questo paese si lasciano correre comportamenti gravissimi: non si puniscono reati gravi contro la persona e il patrimonio, non si licenziano neppure quelli di cui si provano le assenze reiterate dal posto di lavoro ma qualche capataz ancora disposto a un rimbrotto omofobo lo si trova sempre. Nel 2015. Che bella gender, capisce tutto… Buonanotte.

Vito Troilo

Chi è Vito Troilo

Giornalista pubblicista. Caporedattore, oltre che responsabile della redazione sportiva, di Bisceglie in diretta. Si occupa di cronaca, attualità, politica e spettacoli oltre che di sport. È grande appassionato delle tematiche che riguardano l'Europa orientale. Ha praticato calcio, pallacanestro e atletica leggera, è stato allenatore e dirigente di pallacanestro. Ha cominciato a scrivere articoli all'età di 10 anni. Ha collaborato con diversi quotidiani, tv, radio e riviste specializzate. Ha realizzato centinaia di telecronache e radiocronache sportive. Cura uffici stampa e campagne promozionali.




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