BLOG | Buonanotte olimpico – 4

Attualità / BLOG / BUONANOTTE // Scritto da Vito Troilo // 9 agosto 2016

BLOG | Buonanotte olimpico – 4

Titoli di giornali offensivi. L’Italia a sorpresa terza e la Germania ancora a zero…

Blog Vito
BUONANOTTE OLIMPICO – 3

BUONANOTTE OLIMPICO – 2

BUONANOTTE OLIMPICO – 1

Tolgo subito il sassolino dalla scarpa. Quel titolo di “Qs” (dorso sportivo comune per tre quotidiani: “Il giorno”, “Il resto del carlino” e “La nazione”) ha indignato i lettori, offeso le ragazze del tiro con l’arco ma soprattutto contribuito a demolire ulteriormente la già scarsa credibilità dei giornalisti italiani. Di tutti i giornalisti italiani. Il successivo tentativo di chiedere scusa seguito da un “ma…” è davvero molto più grave. Sottolineo un dato: Giuseppe Tassi, direttore di Qs e autore della maldestra arrampicata sugli specchi, ha 59 anni. Non è un ragazzino alle prime armi, non è un turnista o un praticante: è un giornalista professionista.

Terza giornata di gare a Rio de Janeiro scandita dai colpi, sempre più precisi, di Niccolò Campriani, che ha meritatamente vinto la medaglia d’oro nella gara di carabina da 10 metri. C’è rammarico per l’argento di Giovanni Pellielo, un 46enne che alla sua settima olimpiade ha fortemente voluto regalarsi la quarta medaglia di una splendida carriera. Peccato per lo shoot off perso col croato Glasnovic.

NOIA TEAM
Ho sfidato il sonno seguendo la nazionale maschile di basket degli Stati Uniti nel match col Venezuela. Nessuna emozione particolare, solo la constatazione di una superiorità atletica che è sufficiente per fare la differenza su tutte le altre e vincere il torneo olimpico. La pallacanestro è, purtroppo, nel suo complesso uno sport in totale involuzione tecnica con tratti preoccupanti di declino. Gli americani che palleggiano sul posto e fanno canestro solo perché in grado di saltare il doppio degli avversari rappresentano in pieno questa deriva: ho acceso la tv convinto di potermi gustare una rapida circolazione di palla e del sano contropiede; mi sono ritrovato un’accozzaglia di talenti enormi che gioca come l’Italia di Pianigiani…

Due sorprendenti verità emergono da un’analisi del medagliere: il terzo posto dell’Italia e il clamoroso zero della Germania. Il bottino azzurro, in caso di vittoria di Vincenzo Nibali nella prova di ciclismo su strada, sarebbe stato anche più sostanzioso e con quell’oro in più, seppure per alcune ore, la nostra nazione si sarebbe incredibilmente ritrovata al comando! È evidente che, alla lunga, Stati Uniti e Cina si allontaneranno ma fa un certo effetto, conoscendo lo stato pietoso delle infrastrutture e la totale disorganizzazione del sistema sportivo in questo paese, quel 9 nel totalizzatore. La sensazione è che l’Italia, per talento e inventiva, avrebbe tutte le carte in regola per essere una superpotenza dello sport mondiale. Ci vorrebbero dirigenti e soldi, non soldi ai dirigenti e basta…

NULL MEDAILLEN
Il sesto posto di Paul Biedermann nella finale dei 200 stile libero è la cartina tornasole dell’involuzione totale che sta attanagliando lo sport tedesco. Non mancano i numeri: la delegazione, formata da 425 atleti, è la terza più numerosa alle spalle di Stati Uniti e dei padroni di casa del Brasile e supera i contingenti della Cina, della Russia (in questo caso per altri motivi) e della Gran Bretagna. Manca, semplicemente, la qualità: le formazioni impegnate nei tornei a squadre non hanno particolari ambizioni e l’unico vero campione di chiara fama internazionale è il 32enne discobolo Robert Harting, detentore del titolo olimpico (e di quello europeo e di quello mondiale), personaggio che è solito festeggiare i successi strappandosi di dosso la divisa. Le otto medaglie conquistate dall’atletica leggera a Londra nel 2012 sembrano irraggiungibili, le 44 complessive pura utopia. Biedermann (come la compagna ex nuotatrice Britta Steffen) e Harting sono “ossis”, cioè nati all’est. Il problema è altrove, nella parte maggioritaria e più sedentaria di un paese che unito per davvero non sarà mai. Fidatevi.

DOPPIA CIFRA?
Il programma della quarta giornata non è particolarmente interessante per l’Italia, che con Federica Pellegrini sui 200 stile libero ha la possibilità di andare in doppia cifra e incrementare il bottino. Ci sono dei buchi (soprattutto nelle discipline di squadra) su cui è necessario lavorare: se vogliamo crescere dobbiamo porci il target di andare in Giappone, fra quattro anni, con almeno 400 atleti (ora sono 314). In questa fase storica di crisi dei modelli sportivi in molti paesi dell’Europa occidentale è il momento di alzare l’asticella. Sempre che si smetta di far prendere decisioni a chi di sport capisce quanto ne posso sapere io di uncinetto. Buonanotte.

Vito Troilo

Chi è Vito Troilo

Giornalista pubblicista. Caporedattore, oltre che responsabile della redazione sportiva, di Bisceglie in diretta. Si occupa di cronaca, attualità, politica e spettacoli oltre che di sport. È grande appassionato delle tematiche che riguardano l'Europa orientale. Ha praticato calcio, pallacanestro e atletica leggera, è stato allenatore e dirigente di pallacanestro. Ha cominciato a scrivere articoli all'età di 10 anni. Ha collaborato con diversi quotidiani, tv, radio e riviste specializzate. Ha realizzato centinaia di telecronache e radiocronache sportive. Cura uffici stampa e campagne promozionali.




Attualità / BLOG / BUONANOTTE // Scritto da Vito Troilo // 9 agosto 2016